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Il 'tagliando antifrode'

Il 'tagliando antifrode'

Cos’è il ‘tagliando antifrode’, la novità delle elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018

La novità delle elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018, per contrastare la possibilità di sostituzione della scheda elettorale all’atto del voto

La legge 3 novembre 2017, n. 165, ha introdotto, solo per le elezioni politiche, un elemento di sicurezza definito “tagliando antifrode” con lo scopo di contrastare la possibilità di sostituzione della scheda elettorale all’atto del voto. Il tagliando è un supporto adesivo di forma rettangolare che riporta la dicitura delle elezioni, l’emblema della Repubblica Italiana, un codice alfanumerico univoco che riporta la sigla della Prefettura-UTG di riferimento e un numero seriale sequenziale.

Ogni scheda di voto in Italia, è dotata di un’appendice, realizzata con piegatura e perforatura lungo la parte inferiore, contenente il tagliando, che è rimossa e conservata dagli Uffici elettorali di sezione (seggi elettorali) prima dell'inserimento della scheda nell'urna. L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (I.P.Z.S.) produce delle bobine, ciascuna di un certo numero di tagliandi, che provvede a consegnare presso tutte le Prefetture-UTG, le quali dovranno rendicontare la distribuzione presso i vari seggi elettorali e darne evidenza al Ministero dell’Interno.

Il presidente del seggio elettorale riceve i tagliandi antifrode insieme a tutto il materiale elettorale (ad ogni sezione è assegnata una bobina) ed il sabato antecedente il giorno di votazione applica uno dei tagliandi adesivi nell’apposito riquadro stampato sull’appendice della scheda di voto. Dopo aver verificato la corretta adesione del tagliando sulla scheda elettorale, il presidente imprime il bollo della sezione nel consueto e apposito spazio. Il presidente di seggio, prima di consegnare la scheda di voto all’elettore, annota il relativo codice del tagliando sulla lista sezionale in corrispondenza al nominativo dell’elettore stesso o nella colonna delle annotazioni.

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L’elettore esprime il proprio voto e riconsegna la scheda piegata al presidente di seggio che, prima di inserirla nell’urna, verifica che la scheda sia ancora dotata del tagliando antifrode e se il codice alfanumerico riportato su tale tagliando coincida con quello annotato sulla lista sezionale all’atto della consegna di ogni scheda medesima, dopodiché, dinanzi l’elettore, rimuove l’appendice contenente il tagliando. Qualora, dopo il voto, l’elettore riconsegna la scheda mancante del tagliando antifrode, oppure questo risulti danneggiato e/o con un codice non corrispondente, la scheda restituita non deve essere posta nell’urna ma viene annullata. L’elettore non può più essere riammesso a votare.

Se il presidente o l’elettore riscontrano che il tagliando antifrode si è staccato dalla scheda (per difetti di stampa, di incollaggio, o incuria di un componente del seggio o dell’elettore stesso, ecc.), l’elettore può essere riammesso al voto con una nuova scheda. La scheda viene considerata come deteriorata. Durante la rimozione dell’appendice perforata contenete il tagliando antifrode, in caso di evidente rottura della scheda elettorale, l’elettore può essere riammesso al voto con una nuova scheda. La scheda viene considerata come deteriorata

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