Altro che riapertura, in atto smantellamento del conservificio di pomodori. I socialisti dauni: "Grave e incomprensibile"

Lonigro e Di Claudio si rivolgono all'assessore Piemontese: "“Pensiamo soprattutto alle donne e ai giovani del territorio: una risorsa importante, indispensabile”

"Stanno portando via le attrezzature ed i macchinari del conservificio di pomodori a Poggio Imperiale". Lo denunciano, con preoccupazione, l’esponente di Socialismo Dauno Pino Lonigro e il segretario provinciale Luigi Di Claudio.

Qualche mese fa entrambi chiesero la riapertura dello stabilimento di trasformazione del pomodoro, sulla Statale 16, in agro di Poggio Imperiale, auspicando tra l’altro l’interessamento dell’assessore regionale competente, Raffaele Piemontese, dal momento che l’intera fabbrica è stata trasferita dal Ministero all’Agricoltura alla Regione Puglia. “Invece di riaprire stanno smantellando il conservificio - denuncia Lonigro - rimasto per anni l’unico punto di conferimento dell’oro rosso di quella zona e uno stabilimento capace di offrire lavoro a tante madri e padri di famiglia, ora privi di occupazione”.

La ditta concessionaria della gestione dell’opificio, realizzato dal Ministero dell’Agricoltura in attuazione della legge 27.10.1966 per favorire la trasformazione dei prodotti agricoli nelle aree di particolare interesse pubblico, non può smantellare nessuna attrezzatura. La concessione prevede infatti che a fine concessione l’opificio e tutti gli eventuali ampliamenti e miglioramenti realizzati dalla ditta concessionaria vengano acquisiti dal Ministero. “Quello che sta avvenendo è grave e incomprensibile. Va assolutamente fermato – dichiarano Lonigro e Di Claudio - per questo, noi di Socialismo Dauno chiediamo all’assessore Piemontese di intervenire, per bloccare in tempo questo scempio, dal momento che l’intera fabbrica è stata trasferita dal Ministero dell’Agricoltura in proprietà alla Regione Puglia.

“Quell’impianto di trasformazione va riaperto”. Socialismo Dauno chiede l’intervento urgente dell’Assessore regionale competente. “Piemontese deve fare sua la vicenda e attivare ogni iniziativa utile e possibile per impedire lo scempio e riavviare lo stabilimento, affidandolo ad associazioni di produttori locali o a cooperative agricole, ma soprattutto conservando la vocazione produttiva che ne ha suggerito a sua tempo la realizzazione”.

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Quel conservificio è un presidio industriale e occupazionale prezioso per la Capitanata, al servizio dell’intera area agricola dell’Alto tavoliere. “Pensiamo soprattutto alle donne e ai giovani del territorio: una risorsa importante, indispensabile”, concludono Lonigro e Di Claudio.
 

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