Primiano Calvo shock, ecco la verità sulla Lega di San Severo: "Un intreccio di interessi familiari e societari"

Ecco la versione dell'aggredito nella scazzottata andata in scena sabato scorso nella sede di partito, rivelata da Foggiatoday. Calvo ne ha per partito e dirigenti, regionali e provinciali

La scazzottata in casa Lega a San Severo rivelata da Foggiatoday non poteva restare senza conseguenze. Quantomeno politiche, allo stato. Immediata, infatti, è stata la reazione della segreteria regionale, che ha espulso i protagonisti del misero scontro. Ma oggi Primiano Calvo, colui che è stato spedito al Pronto Soccorso, nell'annunciare il suo "passo indietro", racconta tutta la sua verità. Non solo relativamente all'aggressione subita sabato scorso, ma sul partito e su "ciò che è diventato", prendendo di mira tutti: dal segretario regionale Andrea Caroppo al delegato provinciale, Antonio Potenza,  al direttivo locale, familistico, "composto da personaggi che lavorano per il Comune di San Severo". Ecco di seguito la sua lettera.

"Il grave accaduto di sabato 16 c.m., al di là della lesione fisica personale, è un colpo alla democrazia ed una grave violazione dell’art. 49 della Costituzione Italiana “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Le sedi di partito, di tutti i partiti, rappresentano presidi di democrazia e luoghi di formazione civica. Purtroppo, il direttivo della Lega di San Severo è stato “occupato” da personaggi che ignorano le regole della convivenza civile e “usano” la politica per conseguire vantaggi personali.                         

Faccio un passo indietro. Da qualche anno, sin da giovane,  l’impegno civico e politico ha rappresentato una parte importante della mia vita, come si può verificare nel mio profilo. Insieme a uomini e donne di buona volontà, ho fondato il movimento Noi Con Salvini nella Provincia di Foggia. Eravamo nel mese di gennaio dell’anno 2015 con Rocco Petrillo, Mimmo Foglietta, Roberto Parisi, Michele Leombruno, Nadia Cardillo, Antonio Novelli, Luciano Goduti, Roberto Fanelli, Antonio Tricarico, Patrizia Melchiorre, Saverio Siorini, Gianluigi Nigro, Silvano Contini, Maddalena di Natale. Persone libere, con un unico interesse: il bene comune.

Oggi la Lega, a Foggia e in Puglia, ha un altro aspetto, meno movimentista e con una struttura territoriale costruita sulla migrazione della classe politica di Forza Italia. A prescindere dalla mutazione genetica indotta dal segretario regionale Andrea Caroppo (ex UDC, ex NCD, ex Forza Italia), grazie ad una pianificata sostituzione degli interpreti originari del progetto politico di Salvini negli organi territoriali del partito con suoi personali riferimenti, che pure meriterebbe un approfondimento, intendo sollevare, da semplice iscritto, la grave situazione di San Severo.

Il direttivo della Lega a San Severo è composto da: dal Presidente di Cooperativa che gestisce un appalto presso il Comune di San Severo; dall’amministratore di una società che svolge lavori di manutenzione presso il Comune di San Severo; da altri due familiari degli stessi;da altro socio di entrambe le ditte di cui sopra; da esponente di azienda che gestisce appalti al Comune di San Severo; da una “testa di legno” espressione del gruppo di maggioranza interno.

Le decisioni e la linea politica in merito alle vicende amministrative del Comune di San Severo sono sistematicamente influenzate da interessi privati e da commistioni ambientali.

Ritengo che un partito, e soprattutto la Lega, in virtù dei suoi valori di riferimento, non possa stare nelle mani di personaggi che gestiscono servizi in appalto presso l’Ente Comune e accomunati da intrecci societari e familiari. Una situazione che, da semplice iscritto alla Lega, ho lamentato ripetutamente ma sono rimasto inascoltato.

Le posizioni politiche della Lega di San Severo vengono sistematicamente condizionate e modificate anche da influenze esterne, a causa di una governance  priva di autonomia e identità, come è accaduto a seguito dell’irruzione del sindaco di Apricena nella vicende pre elettorali locali. Pertanto, tengo a stigmatizzare il comportamento del neo esponente della Lega proveniente dalla città della pietra, poiché è stato poco trasparente, ambiguo, non ispirato dal nobile interesse della comunità sanseverese bensì finalizzato unicamente all’imposizione di uno candidato sindaco di sua stretta colleganza, quello di Forza Italia.

Ritengo che la città di San Severo abbia le risorse umane, culturali e politiche per autodeterminarsi, inoltre è bene ricordare i grossi danni già subiti dalla vicina Apricena, basta guardare lo scempio di piazza Municipio e di piazza della Repubblica. Sopra il cotto l'acqua bollita?"

L'aggressione di sabato

Venendo ai fatti accaduti nel corso della riunione del 16 c.m., tengo a rettificare quanto dichiarato dall’ing. Antonio Potenza, che, in accordo con alcuni componenti del direttivo locale, aveva preparato e organizzato l’incontro per modificare la posizione tenuta dalla Lega, fino a quel momento, in merito alla candidatura a sindaco da sostenere e, al contrario, per indirizzare il sostegno verso la proposta  di Forza Italia. Nel corso della seduta, alla quale sono stato invitato a partecipare, ho preso la parola, come faccio spesso nei consessi democratici, e ho proposto una linea che potesse favorire la costruzione di una coalizione allargata, con un candidato sindaco espressione della società civile, un alto profilo professionale, oppure ricorrere alle primarie per salvaguardare l’unità del centrodestra. Di seguito sono stato additato e accusato impropriamente e ingiustamente da un componente del direttivo, al quale ho risposto verbalmente, subendo immediatamente un pugno in volto che mia ha steso a terra. Nessuna rissa, nessun accenno all’uso della mani da parte mia.

Colgo l’occasione per invitare pubblicamente l’ing. Potenza a modificare le sue dichiarazioni e riportare correttamente alla segreteria regionale, che non mi risulta sia stata ancora convocata sull’argomento, tutti i fatti, senza colpevoli omissioni ed evitando di concordare, in concorso con i suoi sodali, differenti versioni sull’accaduto, considerato che si potrebbero interessare della questione anche gli organi inquirenti".

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