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Giovedì, 25 Aprile 2024
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Niente da fare per Buenza al Consiglio di Stato: il riconteggio delle schede s’ha da fare

Dichiarato inammissibile il ricorso in quanto non si può impugnare un’ordinanza istruttoria

Non riesce il tentativo di scongiurare il riconteggio dei voti chiesto e ottenuto dal primo dei non eletti della lista ‘Popolari per Foggia’ Luigi Rizzi.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Seconda) ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal consigliere comunale di maggioranza, oggi indipendente, Benedetto Buenza.

I giudici amministrativi di ultima istanza hanno qualificato, infatti, come ordinanza istruttoria ex art. 66 del Codice del processo amministrativo (verificazione) il pronunciamento del Tar Puglia. In tal caso, non  è consentito l’appello.

“Il giudice di primo grado si è limitato - riservata ogni altra decisione in rito, nel merito e sulle spese - a disporre l’incombente istruttorio, incaricando il Prefetto di Foggia o un suo delegato, e rinviando per la prosecuzione del giudizio all’udienza del 29 maggio 2024”, si legge nell’ordinanza del Consiglio di Stato.

Per questo motivo, non è stata accolta la qualificazione del pronunciamento del Tar Puglia nel senso di una “sentenza non definitiva”, come prospettato dal ricorrente.

La riformulazione dell’impugnazione “in assenza di previsione di legge” non è andata comunque a buon fine.

I giudici avevano, peraltro, dichiarato l’inammissibilità della costituzione in giudizio del controinteressato “il cui difensore non risulta abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori", e avevano disposto lo stralcio delle sue difese scritte e orali.

La norma che prevede la possibilità di difesa personale delle parti nei giudizi in materia elettorale, infatti, non si applica davanti al Consiglio di Stato.

Come disposto dai giudici del Tar, saranno riaperti i verbali delle elezioni comunali del 22 e 23 ottobre stilati in sette sezioni.

Secondo i calcoli di Luigi Rizzi, che ha lamentato “gravi anomalie nella verbalizzazione”, almeno in quattro sezioni avrebbe ottenuto alcuni voti in più rispetto a quelli attribuiti e arriverebbe a superare di quattro preferenze l’eletto. Toccherà alla Prefettura verificare le schede che recano la preferenza espressa, da esibire in giudizio, e relazionare sulle risultanze dell’istruttoria.  

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