Mainiero ne ha per tutti, da Landella ai dirigenti. E avverte: “Moffa non si tocca”

Conferenza stampa al vetriolo sul caso della transazione da 5 milioni per il Teatro Giordano, sugli 'Antichi mestieri' e sulla vicenda dei chioschi 'salva ambulanti'

Giuseppe Mainiero

Potrebbero costare la poltrona all'assessore Jenny Moffa (Attività produttive) le ultime denunce, forti, portate in conferenza stampa dal suo riferimento politico in consiglio comunale, Giuseppe Mainiero, capogruppo FdI al Comune di Foggia. È terremoto a Palazzo di Città. Il sindaco ha convocato i capigruppo per un vertice urgente alle 15.30. Saltata invece la contro-conferenza stampa di Landella preannunciata in mattinata.

Dal Teatro Giordano all'abusivismo commerciale sino al progetto Antichi mestieri, Mainiero è un fiume in piena e spara ad alzo zero, anzitutto contro la tecnostruttura "e chi le consente di commissariare la politica". Ed è scontro col sindaco Franco Landella. "Abbiamo promesso il cambiamento non la restaurazione" esordisce il consigliere. Non accetto una tecnostruttura che procede da sola o è governata dal sindaco per commissariare la politica. Se si consente questo, sarà la politica a commissariare il sindaco" minaccia il consigliere che, alle indiscrezioni sulla rimozione di Moffa, avverte: "l'assessore non si tocca".

Sotto accusa alcune vicende che chiamano in causa la stessa maggioranza, il rapporto con l’esecutivo e alcuni dirigenti comunali. Ce n'è per l’avvocatura, finita sul banco degli imputati per la vicenda del Teatro Giordano e il contenzioso civile con la Ra.co che sostiene di vantare altri soldi per il restauro infinito. Lunedì c'è l'udienza conclusiva. "Una vicenda inquietante" esordisce Mainiero, "se il Comune verrà condannato a pagare, porterò a piedi le carte alla Procura della Corte dei Conti perché sono palesi ed inequivocabili le ragioni dell'ente".

L'esponente FdI è già firmatario di due interpellanze in cui si fa rilevare la "singolarità" del mancato deposito in giudizio delle relazioni tecniche a favore del Comune. "Perché quelle relazioni nono state depositate?" si chiede il consigliere che avverte: "rischiamo di soccombere e di pagare qualcosa come 5 milioni di euro". Ma ci sarebbe dell'altro. "A dicembre - racconta Mainiero - ad alcuni consiglieri e assessori è giunta una lettera dell’avvocato della Ra.co, Giulio Gentile, nel momento in cui si stavano predisponendo le carte della transazione da 2 milioni di euro, poi non andata in porto, per fortuna. A che titolo è stata inviata quella lettera? Un documento che nel momento in cui ne entrerò in possesso manderò alla Procura e all’ordine degli avvocati”.

Quindi la vicenda dei chioschi degli ambulanti, di diretta competenza di Moffa. Sotto accusa il dirigente competente, Stanchi, reo di stare "snaturando l'atto di indirizzo" osserva Mainiero. "Quello che sta accadendo - dichiara- non è quello che è stato deciso. Nelle  more della realizzazione delle aree mercatali le autorizzazioni temporanee agli ambulanti dovevano essere concesse aprendo un bando e soprattutto tocca all’ente pianificare e individuare le aree”. Ed invece i titolari di autorizzazione paiono essere liberi di piantare il loro negozio mobile ovunque in città, situazione stigmatizzata in queste ore anche da Confcommercio. 

Dulcis in fundo il progetto Antichi Mestieri, sul quale - lascia intendere Mainiero - si starebbe consumando un vero e proprio boicottaggio politico. Il progetto riguarda alcuni corsi di formazione banditi mesi or sono dall'assessore Moffa ai quali si sono iscritti oltre 500 ragazzi. Ebbene, “il segretario generale - informa il consigliere- ha deciso di revocare l’atto in autotutela perché un ente di formazione (Confartigianato, ndr) ha minacciato ricorso in quanto il Comune non potrebbe fare questa attività. Ma l’assessorato alle politiche giovanili ha coinvolto tutti gli enti formatori ed il segretario generale, a suo tempo, ha validato la delibera che oggi vuole revocare”. Quindi l'affondo: "Strano che non si vada in autotutela per l'appalto milionario dell'orbitale, sul Teatro, per la Sfir, ma ci si preoccupa di una delibera da 16mila euro".

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La frattura politica col sindaco, insomma, è servita. Ma il consigliere non ha alcuna intenzione di lasciare la maggioranza: “Sono in maggioranza e ci resto. La mia Bibbia resta il programma di mandato. Evidentemente quei servizi che non sono controllati da assessori vicini a Landella non possono operare". Un'accusa politica forte. "Ma non sono il solo che la pensa così" dichiara sibillino il consigliere, confortato dalla presenza in conferenza stampa, ad ascoltarlo, di alcuni consiglieri di maggioranza, NCD in primis, che ancora attende il riposizionamento dei due assessori defenestrati il 21 marzo scorso, uno dei quali, l'ex vicesindaco Ciccio d'Emilio, era lì questa mattina.

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