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Sbarca a Foggia 'Changes', movimento "inclusivo" che guarda al cambiamento

Presentata stamattina in conferenza stampa la nuova associazione, con sede in via Zara, nata dall'idea di Ivan Scalfarotto, Leonardo De Santis, Annalisa Cancellaro e Lorenzo Frattarolo

Il nome dell’associazione dice già molte cose. Changes, cambiamenti nella lingua d’Albione, un nome eloquente che già include gli obiettivi del nuovo movimento presentato questa mattina alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ivan Scalfarotto, di Leonardo De Santis, vicepresidente dell’associazione, e di Annalisa Cancellaro e Lorenzo Frattarolo, tra i promotori.

Changes è un luogo che accolga menti libere, spazio di confronto dove le diatribe politiche vengono tenute fuori. “Un Pensatoio inclusivo, libero” come ha affermato Scalfarotto, che colloca tra i temi portanti il Mezzogiorno, il lavoro, la legalità e i diritti civili, con una precisa attenzione al Mezzogiorno: “Il capo del Governo ha parlato di Italia come Locomotiva d’Europa, possibile sì ma se la crescita coinvolge tutta l’Italia, non soltanto il nord. I dati di Confindustria hanno registrato dei piccoli segnali di ripresa, che però riguardano quasi esclusivamente il nord. Il Sud è un luogo di eccellenza, dove ci sono tante cose che funzionano, aziende importanti leader nei propri settori in Italia e in Europa”, ha precisato. Il nuovo progetto mira alla crescita del territorio, senza trattare “degli incarichi da affidare a questo o a quel politico, o di mostrine da piazzare sull’uniforme”. Nessuna ingerenza della politica, come conferma anche la decisione di inaugurare l’associazione prima che la Campagna elettorale per le regionali abbia inizio, e di organizzare il primo evento nel mese di giugno, a elezioni concluse. Changes è un luogo aperto a tutti, anche se, “siamo culturalmente radicati nell’area del centrosinistra, non mi aspetto che aderiscano esponenti dell’estrema destra”.

Si è definito un ex apolide Leonardo De Santis, che saluta con gioia la nascita di questa nuova iniziativa. “Abbiamo bisogno di un luogo che metta al centro delle scelte la legalità, la qualità della vita, l’ambiente, la difesa del territorio, questione sociale, partendo dai diritti civili. Ringrazio i miei collaboratori perché il mio percorso progressista ha trovato una casa che non avevo più dopo aver lasciato Sel. Sono a disposizione di questo percorso, e mi auguro si possa contribuire al miglioramento della vivibilità e del progetto culturale di questa città. La nostra città vive un accenno di Medioevo, facciamo in modo che sparisca. Sono felice per il nome che si è deciso di dare a questa associazione, e il fatto che non sia coinvolta nelle diatribe politiche. Ci rivedremo a giugno per costruire insieme un nuovo percorso per questa città e per questa regione”.

Un territorio e una città che hanno bisogno di interventi, a guisa di un’automobile che finisce in un’officina. “Questa associazione è un’officina meccanica, nella quale metter su pezzi nuovi per migliorare la città”, il commento di Annalisa Cancellaro.

Coinvolgimento e partecipazione attiva, temi attuali che Lorenzo Frattarolo sposa in pieno: “Sta venendo meno un gusto della politica, della partecipazione. Nel momento in cui viene percepita come luogo in cui vengono mediati affari privati, la politica muore. A Foggia esiste una voglia di esserci, ma è disorganizzata. Ci sono tantissime eccellenze culturali che devono mettersi in rete e creare sinergia, creando quell’alternativa culturale che in città manca”. Frattarolo vede nel “patrocinio” di Scalfarotto, un’opportunità per il territorio. “Questo laboratorio di pensieri, ha in Ivan il valore aggiunto, la possibilità di vedere tradotte su Roma le istanze del territorio. Ma devono essere strutturate, non la solite richieste campanilistiche”.
Presente anche il consigliere comunale Luigi Buonarota, il quale ha subito sposato il progetto, mettendo a disposizione il proprio ruolo istituzionale per sostenere l'associazione. 

DIRITTI CIVILI – De Santis annuncia battaglia a favore dei diritti civili, non risparmiando stoccate agli organizzatori del convegno "Anti-gender" tenutosi un mese fa nella chiesa di "Gesù e Maria". “E’ impossibile non accorgersi dello stravolgimento culturale in atto. Si fa finta di non capire, si porta avanti una questione che non è vera. Si dicono delle fandonie, cose false sapendo di dire il falso per delle ragioni che a me risultano incomprensibili. La questione va affrontata culturalmente. Non si può far finta di nulla, perché si rischierebbe di prestare il fianco a un tipo di cultura che non ci appartiene e ci riporterebbe indietro di 50 anni. Dobbiamo educare alla diversità evitando la nascita di un bullismo culturale”. Gli fa eco Scalfarotto: “Il Gender si può inserire nel dibattito. Si può uscire da una visione ideologica, e mettere a confronto teorie diverse, dando per scontato che tutti devono essere rispettati. Changes può svolgere un ruolo importante in tal senso. Se 200 persone hanno partecipato al Convegno, penso che quei duecento possano essere esposti a un’analisi più serena degli stessi argomenti, provando a essere meno ideologici, confrontandoci sui temi e cercando di parlare di cose concrete, lasciando da parte slogan che nascondono da visioni preconcette”.

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