Amica, Landella: “Mongelli non può alzare la voce con la Magistratura”

“Il sindaco venga in Consiglio a presentarci un piano di riorganizzazione aziendale che elimini i disastrosi privilegi distribuiti dal centrosinistra”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

“Mongelli non è in condizione di fare la voce grossa contro la decisione della Magistratura fallimentare di prorogare per altri 15 mesi l’esercizio provvisorio di Amica”.

E’ il giudizio con cui Franco Landella, segretario provinciale del PDL, stigmatizza la presa di posizione assunta dal sindaco di Foggia in una conferenza stampa tenuta questa mattina.

FRANCO LANDELLA - “Le ragioni per le quali Mongelli dovrebbe, invece, compiere un doveroso mea culpa sulla vicenda Amica sono molteplici – rimarca Landella -. Intanto perché il sindaco di Foggia e la sua amministrazione di centrosinistra hanno mancato di presentare entro il primo termine di scadenza della gestione fallimentare, cioè entro il 30 settembre, la soluzione di fitto del ramo d’azienda.

Pertanto, i giudici fallimentari si sono visti costretti a reiterare la curatela di Amica per l’incapacità manifesta dall’amministrazione comunale ad avviare un processo di ristrutturazione e riorganizzazione dei servizi aziendali nei tempi previsti e senza mettere i lavoratori con le spalle al muro.

Poi perché ha mancato di provvedere a realizzare interventi strutturali semplici presso la discarica per attivare l’impianto di biostabilizzazione dei rifiuti che avrebbe permesso la raccolta differenziata anche da altri Comuni della provincia e, quindi, un significativo introito economico per il servizio reso. Pertanto, non occorreva il provvedimento del giudice fallimentare di Amica per far emergere l’inequivocabile incapacità della giunta Mongelli, che è sotto gli occhi di tutti.

Né è compito della curatela fallimentare prospettare un piano di ristrutturazione dell’azienda che attiene esclusivamente al livello politico ed istituzionale del Comune di Foggia. Mongelli, poi, scade nell’assurdo quando asserisce di voler mobilitare la Polizia Municipale nel sanzionare la stessa curatela per gli eventuali disservizi rilevati nella raccolta dei rifiuti.

Il braccio di ferro che Mongelli insiste ad ingaggiare con la magistratura fallimentare è ridicolo sul piano istituzionale che invece dovrebbe registrare dialogo e collaborazione nella risoluzione della vicenda Amica; ma, soprattutto, nelle conseguenze, è dannoso per i lavoratori lasciati nella confusione e per l’incertezza del servizio patito dai cittadini di Foggia.

Per questo – conclude Landella – Mongelli farebbe bene e prima, ragionevolmente, a portare in consiglio comunale la costituzione di una nuova società di gestione da cui emerga chiaramente l’intenzione dell’amministrazione comunale sul piano di riorganizzazione dei servizi e della gestione del personale che deve mirare all’eliminazione di tutti i privilegi politici e clientelari che, con la definizione dei livelli e delle mansioni occupazionali, il centrosinistra ha elargito nella passata e disastrosa gestione dell’azienda”.

 

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