Il premier Conte brinda alla sua terra con uno spumante foggiano: "Ah però, viva la Puglia!"

In Puglia la vendemmia 2018 è stata tra le migliori a livello nazionale. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ha brindato con uno spumante prodotto a Castelluccio dei Sauri

Conte al Vinitaly

La Puglia protagonista della 53 edizione del Vinitaly, Salone internazionale del vino e dei distillati di Verona. Nel Padiglione 11 - dove 126 le aziende vitivinicole pugliesi stanno mettendo in mostra le proprie eccellenze di bianchi, rossi e rosati da vitigni autoctoni, si è recato il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, che ha brindato alla sua Puglia insieme al presidente della Regione, Michele Emiliano.

“Viva la Puglia”. Al Vinitaly di Verona, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha brindato ai vini pugliesi sorseggiando un Ciatò Villa Lucia Rosé Brut 2015, uno spumante ottenuto da una selezione esclusivamente di uve Nero di Troia vinificate in rosato. Un metodo classico pugliese, delle Cantine Ciatò di Castelluccio dei Sauri.

"E’ stata l’occasione per ribadire quali sono le tematiche agricoleche ci stanno a cuore, certi che già nei prossimi giorni farà sentire il suo peso nell’iter di conversione del decreto sulle emergenze agricole, fondamentale per tutto il nostro sistema agricolo”.  Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Leonardo di Gioia, ha commentato la presenza della Regione Puglia per la prima giornata della 53esima edizione del Vinitaly.

“La Puglia – tiene a precisare di Gioia – vanta una qualità straordinaria vitivinicola certificata e tracciata e, in particolare  per quest’anno, anche numeri da primati: la vendemmia 2018, infatti, è stata tra le migliori a livello nazionale. Etichettiamo oramai la maggior parte del nostro prodotto garantendo tutti quei passaggi  che il consumatore ritiene essenziale per un consumo consapevole e di qualità. Come Regione Puglia sosteniamo con forza la presenza delle nostre imprese e attività che possano al meglio valorizzare il comparto: raccontiamo  le caratteristiche, i territori, facciamo del nostro meglio perché la Puglia possa essere realmente una  grande terra attrattiva di agricoltura, cultura  e turismo”.

“La nostra regione - conclude - è una terra di turismo e accoglienza e tramite i propri prodotti offre un valore aggiunto straordinario, che in questi giorni fieristici a Verona, anche attraverso showcooking e degustazioni vogliamo rappresentare al meglio. Sono contento che ci siano centinaia di persone che di ora in ora affollano i corridoi e gli stand e che ci sia anche attenzione mediatica, che ci consente di proiettarci verso una dinamica nazionale e sovranazionale”

“E’ stato un grande onore vedere scegliere, per un brindisi a tutta la Puglia vitivinicola, uno spumante foggiano, ottenuto da uve Nero di Troia”, ha dichiarato Luca Scapola, presidente dell’Associazione Vitivinicola Dauna. Il settore vitivinicolo pugliese, a Verona, conferma il suo ottimo stato di salute: la Puglia è tra le prime regioni, in Italia, per livelli di produzione e crescita della qualità. Il vitivinicolo è il settore che meglio e prima degli altri è riuscito a integrare agricoltura e turismo, innovazione e tradizione, con un importante ricambio generazionale nel quale le donne e i giovani sono assoluti protagonisti di un cambiamento che significa sviluppo, buona occupazione, valore aggiunto. La produzione pugliese è tra le più significative a livello nazionale: la vendemmia del 2018 ha consentito di incrementare del +20% le produzioni della Puglia rispetto al 2017 (dati Assoenologi Puglia). E’ significativo che il Premier Giuseppe Conte abbia brindato proprio con uno spumante rosè ottenuto da uve Nero di Troia. In poco meno di vent’anni, in Puglia la superficie vitata a Nero di Troia è enormemente cresciuta: passando da 1782 a circa 3000 ettari.

La svolta, la vera e propria riscoperta in Puglia del Nero di Troia, ha avuto inizio nel 2010 ed è tuttora in corso. Se le superfici vitate sono cresciute (e segnano tuttora un trend positivo), molto si deve proprio alla riscoperta di un vitigno autoctono pugliese che coniuga una storia antichissima a una grande modernità. Dalle uve Nero di Troia prendono vita ottimi vini rossi, declinazione più classica dell’amato vitigno, ma anche bianchi ed eccellenti rosé. Eccolo lì, il rosato. Negli ultimi anni, il successo del Nero di Troia è andato quasi di pari passo alla scalata dei vini rosé nella considerazione di esperti e consumatori.

Il segreto del successo è proprio qui: piace agli intenditori e, allo stesso tempo, il Nero di Troia vinificato in rosato conquista anche chi da poco si è avvicinato al consumo del vino di qualità. Il Nero di Troia rosato è moderno, una modernità che si traduce soprattutto in “completezza” e “versatilità”, caratteristiche che il Nero di Troia deve a un’antichissima origine e a un’evoluzione che, oggi, lo rende un vitigno senza tempo ma con una storia e un futuro grandiosi. E’ un vitigno storico e moderno allo stesso tempo, capace di dare anche una forte connotazione qualitativa e identitaria al nostro territorio. Non è un caso che, in tutta la Capitanata, la maggior parte dei vini più interessanti, quelli capaci di conquistare premi e mercato, siano il prodotto più evoluto della vinificazione da Nero di Troia.

VINITALY 2019: I VINI PUGLIESI

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