Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca San Severo

"La criminalità non può sconfiggere lo Stato": parte lo sciopero della fame del sindaco Miglio

Una presa di posizione netta, quella del sindaco di San Severo, che continuerà "sino a quando il Governo non darà concreti segnali di presenza sul territorio, assicurando i livelli di vivibilità che ogni cittadino italiano deve avere"

Prima lo sfogo ‘a caldo’ sulla sua pagina Facebook, poi la decisione: il sindaco Francesco Miglio inizia lo sciopero della fame perché “A San Severo la criminalità non può sconfiggere la democrazia e lo Stato”.

Una presa di posizione netta, che segue di poche ore le ultime rapine messe a segno nella città dell’alto Tavoliere (per una delle quali i carabinieri hanno individuato i presunti responsabili) e la richiesta formulata al Ministero dell’Interno di istituire una sezione della Dia in città.

A nome di tutta la Giunta comunale, il primo cittadino - avvertito lo stato di grande preoccupazione e sconforto della popolazione sanseverese - ha scritto una lettera in cui annuncia il suo sciopero della fame (iniziato nella serata di ieri) e che continuerà sino a quando il Governo non avrà dato concreti segnali di presenza sul territorio, assicurando i livelli di vivibilità che ogni cittadino italiano deve avere.

"LE RAPINE METTONO IN GINOCCHIO SAN SEVERO: VOGLIAMO LA DIA"

“Nella sola giornata di ieri, mercoledì 22 febbraio, la città di San Severo, centro della provincia di Foggia che conta circa 60.00 abitanti, è stata fatta oggetto di ben quattro rapine nel giro di pochissime ore, che seguono un numero purtroppo imprecisato ed impressionante di altri eventi malavitosi: rapine a mano armata messe a segno con ferocia e disarmante spudoratezza a negozi di generi alimentari, farmacie, tabaccherie, negozi di abbigliamento, bar, agenzie immobiliari, in tutte le zone del centro abitato ed a qualsiasi ora del giorno e della notte", scrive Miglio.

"Inoltre nelle ultime settimane si sono registrati anche due omicidi e diversi attentati dinamitardi, con numerose bombe collocate in diversi esercizi commerciali della città. I cittadini sono allo stremo e sta passando il messaggio che San Severo è divenuta terra di nessuno dove la criminalità imperversa e regna sovrana, in spregio alle più elementari regole di democrazia e convivenza civile. Le istituzioni dello Stato sono percepite da tutta la popolazione come inadeguate nel numero e quindi nella impossibilità di fronteggiare l’emergenza criminalità".

"In qualità di primo Cittadino di questa comunità e di Presidente della Provincia di Foggia, sento forte il dovere di richiamare l’attenzione delle istituzioni democratiche rispetto ad una situazione oramai intollerabile che sta minando le basi del patto sociale che governa la nostra comunità. Dopo numerosi appelli, incontri, rassicurazioni ricevute dai massimi livelli istituzionali, i cittadini di San Severo non percepiscono miglioramento rispetto al problema di criminalità dilagante e legalità negata. Mi vedo costretto pertanto ad intraprendere iniziative forti ed eclatanti e sottoporre questo intollerabile disagio all’attenzione degli organismi preposti".

"Per cui comunico che dalla giornata di oggi (ieri per chi legge, ndr) inizio uno sciopero della fame sino a quando il Governo non avrà dato concreti segnali di presenza sul territorio di San Severo, assicurando i livelli di vivibilità che ogni cittadino italiano deve avere. Chiedo un incontro immediato per affrontare in maniera pragmatica, celere ed incisiva il fenomeno criminalità nella città di San Severo".

Conclude il primo cittadino: "Comunico fin d’ora che sarò accanto ai miei cittadini in ogni eventuale iniziativa che dovesse essere organizzata per evidenziare questa situazione di grande disagio e paura. Ove ne avessi i poteri, probabilmente, prenderei atto che la mia città è cinta d’assedio e metterei in campo ogni azione a tutela della incolumità dei miei cittadini e della loro forza economica, messa pericolosamente in discussione da omicidi, rapine, bombe, intimidazioni che rappresentano una autentica dichiarazione di guerra che va contrastata con iniziative straordinarie".

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