Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca Casalvecchio di Puglia

Armato di coltello rapinò bar con due complici: assolto per "difetto di imputabilità per immaturità"

Lo ha deciso il gup Politi, assolvendo il giovane minorenne di San Severo, sia per il reato di rapina che per il furto aggravato del mezzo (un furgone Doblò) utilizzato per mettere a segno il colpo, con la complicità di altre due persone. Applicata la misura della libertà vigilata; la sentenza sarà depositata tra 15 giorni

Il gup del Tribunale per i Minorenni di Bari ha assolto per "per difetto di imputabilità derivante da immaturità" il 17enne (all'epoca dei fatti), accusato della rapina messa a segno lo scorso aprile, in danno del bar 'Incontro', di Corso Skanderberg, a Casalvecchio di Puglia.

Lo ha deciso il gup Politi, assolvendo il giovane di San Severo, sia per il reato di rapina che per il furto aggravato del mezzo (un furgone Doblò) utilizzato per mettere a segno il colpo, con la complicità di altre due persone. Applicata la misura della libertà vigilata; la sentenza sarà depositata tra 15 giorni.

Il fatto, lo ricordiamo, risale allo scorso 13 aprile, quando il 17enne di San Severo fece irruzione nel bar di Casalvecchio, impugnando un coltello a punta con manico blu. Arraffati i 200 euro contenuti in cassa, il giovane tentò di fuggire, ma fu bloccato e malmenato - colpito sia a mani nude che con una mazza da baseball - dai presenti, che lo 'consegnarono', ferito e malconcio, ai carabinieri nel frattempo intervenuti. Per le ferite riportate si rese necessario l'intervento di una ambulanza del 118. I medici dell’ospedale ‘Masselli Mascia’ che lo presero in cura, stabilirono per lui una prognosi di 10 giorni, salvo complicazioni. 

Il 'pestaggio del popolo' come definito dal difensore del 17enne, avv. Simone Moffa, venne poi denunciato alle forze di polizia; l processo a carico degli aggressori è ancora nella fase delle indagini. I genitori del minore affidarono al legale la loro posizione: "Pur consapevoli della gravità del fatto e molto rammaricati per quanto commesso dal figlio” si dichiararono "intenzionati a perseguire penalmente chi si è fatto giustizia da sé, picchiando brutalmente un minorenne”. Durante l'interrogatorio di garanzia, il minore aveva ammesso ogni addebito ottenendo il collocamento in comunità.

La pm Raffaelle De Luca chiese l'emissione del giudizio immediato a carico dell'imputato; il verdetto è stato emesso lo scorso venerdì, 29 settembre. Alcuni giorni dopo il colpo, i carabinieri individuarono e arrestarono anche i due complici, entrambi minorenni (qui i dettagli)

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