Cronaca

Rafael, l'insegnante minacciato di morte e costretto alla fuga per aver denunciato lo spaccio di droga a scuola "Grazie Foggia"

Il giovane sudamericano è stato tirocinante negli uffici della Procura di Foggia, insieme ad altri migranti beneficiari dei progetti Siproimi. Il bilancio dell'esperienza è positivo. Vaccaro: "Esperienza utile e positiva per tutti"

Il tirocinante Rafael

Quella di Rafael è innanzitutto una storia di coraggio (o di quella che dovrebbe essere normalità), di un ragazzo che ha saputo tenere la schiena dritta e non ha voltato la testa dall’altra parte. 

Rafael Landaverde ha 41 anni e viene da El Salvador. E’ laureato in Informatica e nel suo Paese faceva l’insegnante. Dopo aver denunciato lo spaccio di droga che la mafia locale faceva circolare nella sua scuola, è stato minacciato di morte. Per questo, nel 2019 non volendo rischiare di entrare illegalmente negli Stati Uniti d’America, è stato costretto a lasciare il suo Paese per chiedere protezione in Italia.

La prima tappa è stata Crema, ma nel settembre del 2020 è stata accolto insieme alla famiglia nel progetto Siproimi - Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati - promosso dal Comune di Poggio Imperiale e gestito dalla cooperativa sociale Medtraining. Rafael si è dato subito da fare, perché non riesce a stare fermo, senza dare importanza e valore ad ogni singola giornata. Per questo, fa parte del gruppo di quattro migranti impegnati nelle attività di tirocinio formativo ed educativo che Medtraining porta avanti nella Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia. In particolare, Rafael in questi tre mesi è stato impegnato presso l’URP – Ufficio Ricezione Atti della Procura di Foggia.

L'entusiasmo di Raphael: "Voglio solo migliorare".

Oggi per Rafael è l’ultimo giorno di tirocinio ed è tempo di bilanci. "E’ stata una esperienza unica, veramente bella e mi sta aiutando tanto a conoscere le persone, che mi sono sempre state vicine e mi hanno aiutate, mi sono sentito abbracciato da tutti",- racconta. "Mi piace molto lavorare in Procura e sono cresciuto sia da un punto di vista umano sia da quello professionale".

"Ha aiuto l’ufficio di ricezione atti in modo molto egregio, è stato davvero bravo", spiega Raffaele Suriano, direttore Ufficio Ricezione Atti Procura di Foggia. "Rafael si è subito contraddistinto per la sua preparazione, per la sua bravura nel sapere distinguere le varie categorie e tipologie di atti, dando una mano enorme a tutto l’ufficio". "E’ andata meglio di come ci aspettavamo – dice Roberto Ginese, cancelliere e tutor del progetto - Hanno svolto attività presso degli uffici importanti della Procura ed il loro aiuto è stato molto utile e soprattutto si è creata una relazione positiva con tutti i dipendenti, apportando un contributo importante ed il resoconto è straordinariamente positivo".

"E’ stata una esperienza utile e positiva per tutti, in particolare per il nostro ufficio – evidenzia Ludovico Vaccaro, Procuratore Capo - Procura della Repubblica di Foggia - perché svolgono una serie di servizi essenziali non solo per l’andamento della macchina giudiziaria a ma anche per i diritti di difesa. Hanno avuto sia da parte del nostro ufficio sia da parte dell’utenza, come gli avvocati, un’accoglienza molto positiva".

Per quanto riguarda il progetto, Mustapha e Uwugiahen si stanno occupando della movimentazione dei fascicoli negli uffici al terzo piano della Procura di Foggia. Abdelkader e Landaverde, invece, sono stati impiegati nell’ufficio Tiap (Trattamento Informatico Atti Processuali) ed archivio. Vengono dalla Nigeria, da El Salvador, dal Marocco. Quattro uomini ed una donna. Tutti e quattro stanno lentamente provando a costruirsi un futuro migliore rispetto alla vita che facevano nei loro Paesi. Un futuro fatto di speranza e di opportunità, lontani da violenze, miserie e persecuzioni. Perché girare per gli uffici, stare a contatto con gli altri “colleghi”, movimentare faldoni e fascicoli vuol dire innanzitutto creare contatti, relazioni, senso di comunità e di appartenenza allo Stato italiano. Dopo la bellissima esperienza dello scorso anno, rallentata solo dall’emergenza sanitaria dettata dal Covid-19, anche quest’anno la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e la cooperativa sociale Medtraining hanno riproposto rattività di tirocinio formativo ed educativo riservate ai migranti accolti in alcuni progetti “SIPROIMI della provincia di Foggia (Orsara di Puglia, Apricena, Poggio Imperiale, Candela).

I migranti, dopo adeguata formazione, svolgono attività manuali tipiche del profilo dell’ausiliario, quali movimentazioni dei fascicoli, smaltimento atti e archivio, ed altre attività dello stesso tipo, offrendo un importante supporto all'Ufficio di Procura da tempo afflitto da carenza di personale in organico. L'attività di inserimento lavorativo – fortemente voluta e realizzata grazie alla disponibilità del Procuratore Capo, Ludovico Vaccaro, e del cancelliere e tutor del progetto, Roberto Ginese - non prevede alcun tipo di onere economico a carico della Procura della Repubblica o del Ministero della Giustizia.

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