Mercoledì, 4 Agosto 2021

L'entusiasmo di Raphael: "Voglio solo migliorare". Migranti tirocinanti in Procura: "L'integrazione passa dal lavoro"

Il cancelliere e tutor del progetto, Roberto Ginese: "Assicurare integrazione è garanzia per avere cittadini capaci di comprendere le leggi e e rendersi utili"

Raphael è un informatico, ma nella Procura di Foggia si occuperà di spostare e smistare documenti e faldoni: "E' una bellissima esperienza, molto importante per me", spiega a FoggiaToday. "Mi aspetto una vita migliore per me e per la mia famiglia. Voglio solo migliorare e imparare la lingua italiana".

Lui è uno dei quattro migranti che, da una settimana, sono impiegati come ausiliari tirocinanti negli uffici della Procura di Foggia, tra i beneficiari del 'Siproimi - Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati', inseriti nel progetto di integrazione socio-lavorativa promosso dalla cooperativa Medtraining con la Procura dauna.

Migranti tirocinanti in Procura: il progetto

A seguire loro in questo percorso (che non prevede alcun tipo di onere economico a carico della Procura della Repubblica o del Ministero della Giustizia) c'è il cancelliere e tutor del progetto, Roberto Ginese: "Riuscire a dare una mano nel percorso di formazione di ragazzi presenti in maniera regolare sul territorio nazionale fa parte di quell'ambito nuovo, dove la Procura non è soltanto l'istituzione che deve prevenire i reati, ma può contribuire a far sì che non vengano commessi", spiega.

"Assicurare integrazione è garanzia per avere cittadini capaci di comprendere le leggi e e rendersi utili". Il lavoro procede spedito: "Sono entusiasti. Hanno dimostrato tutti grande capacità di adattamento e voglia di imparare". Per tre mesi (prorogabili), svolgeranno "un lavoro utilissimo, quello degli ausiliari: movimenteranno faldoni, catalogheranno e fotocopieranno documenti e, in tutto ciò, impareranno la lingua italiana", spiega il procuratore capo Ludovico Vaccaro, che conclude: "Noi pensiamo che la vera integrazione debba essere assicurata a tutti coloro che sono regolari sul territorio e che questa si raggiunga solo attraverso il lavoro", conclude.

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