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La carica dei cinquemila

La carica dei cinquemila

Foggia c'è, con orgoglio: in 5mila per 'Lo stesso amore, gli stessi diritti'

In 5mila al Puglia Pride. Gay, bisessuali, lesbiche, trans e intersessuali, ma anche tante famiglie hanno sfilato rivendicando diritti uguali per tutti. Luxuria: "Nessuno deve sentirsi obbligato a fuggire da Foggia"

In uno scenario magico, d’altri posti e d’altri tempi, ieri pomeriggio cinquemila persone hanno attraversato il centro di Foggia e rivendicato i diritti LGBTI, dando prova di assoluta maturità - rispetto al timore manifestato dal sindaco di episodi di “volgare folklore” – ma anche di assoluta concretezza – tra i vicoli e gli scorci di una città inchiodata e titubante.

Parata in grande stile, musica rock e dance anni Settanta-Ottanta, mani e voci al cielo, sventolio di bandiere e striscioni, girotondi, coriandoli, cori e “l’orgoglio tipico pugliese”. Assente l’altra Foggia, quella delle stanze del potere, delle teorie di palazzo, conservatrice ed evidentemente ancora troppo democristiana per manifestazioni di questo tipo. La Foggia che t’aspetti, ma non t’aspetti. Che dice “ni”. Assente e silente. Delle mani giunte, delle tre giunte, non pervenuta. "Con molto rammarico vediamo che non c'è una fascia tricolore" si sente dire dal carro fermo davanti la casa dei foggiani. Ma questa è un’altra storia. 

C’erano invece i presidenti della Regione Puglia e della Provincia di Foggia, il sindaco di Bari, Ivan Scalfarotto, l'europarlamentare Elena Gentile e i consiglieri regionali foggiani: da Piemontese a Barone, da Lonigro a Campo. C’erano i gruppi studenteschi di Link e UDS, alcune sigle sindacali e noti esponenti del mondo dell’associazionismo locale. C’era la città del presente con lo sguardo rivolto al futuro, chiamata a condividere una parentesi di amore, gioia e pace. Sì, perché di questo si è trattato: “Lo stesso amore, gli stessi diritti”. Appunto #lostessosì.

Insieme a gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali, a manifestare contro ogni forma di discriminazione c'erano tantissime famiglie. Uomini, donne e bambini. E c'era lei, Vladimir Luxuria (al suo fianco Antonino), applauditissima: "Oggi rappresento le persone che ho perso durante il cammino per dire che nessuno più deve ammalarsi di solitudine e deve sentirsi obbligato a fuggire via da Foggia".

Da piazza Italia all'ombra del Teatro Giordano, la fiumana di gente ha contagiato tutti, anche i più scettici. L'onda del Puglia Pride, composta, civile ma travolgente, ha dato prova dell'esigenza di cambiamento, respirata, avvertita, constatata nelle tre ore di libertà e di 'peace and love'; del desiderio di tolleranza e di inclusione sociale. Foggia è pronta, lo ha dimostrato mettendoci la faccia. Cinquemila persone non sono numeri da scaricare, ma una grande famiglia, la più grande, quella dell'amore senza confini e dei diritti uguali per tutti. 

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