Spinazzola condannato a 30 anni di carcere: affrontò in strada e uccise D'Antuono

Giovanni D'Antuono fu assassinato da Giovanni Spinazzola la sera del 31 agosto 2014 tra via Luigi Sturzo e via Corsi. Si erano dati appuntamento per risolvere un litigio avvenuto il giorno prima, tra le rispettive figlie

La scenda dell'omicidio (foto di Roberto D'Agostino)

Trent’anni di carcere per Giovanni Spinazzola. E’ questa la sentenza emessa questa mattina dal gup del Tribunale di Foggia, Antonio Buccaro, per il 56enne sanseverese accusato dell’omicidio di Giovanni D'Antuono, di quattro anni più giovane. 

L’uomo, lo ricordiamo, fu assassinato la sera del 31 agosto dello scorso anno, all'angolo tra via Luigi Sturzo e via Corsi, al rione 'Città Giardino'. Si erano dati appuntamento in strada e si sono affrontati a colpi di pistola, per risolvere un litigio che avevano avuto le rispettive figlie. Giovanni D’Antuono, di 52 anni, ebbe la peggio e morì sul colpo; Giovanni Spinazzola invece si consegnò il giorno seguente agli agenti del commissariato cittadino.

Un vero e proprio regolamento di conti, quindi, ma al centro della disputa nessun affare o questione capitale. “Futili motivi”, tagliarono corto gli inquirenti, catalogando sotto questa voce il litigio avvenuto il giorno prima tra le figlie poco più che ventenni dei due uomini, che si sarebbero affrontate a loro volta in strada, all'esterno di un locale della movida sanseverese, a causa di un ragazzo.

Il giorno seguente i due uomini si diedero appuntamento in strada per discutere della vicenda. Non erano soli: con loro vi erano le rispettive famiglie. Spinazzola nascondeva la sua pistola calibro 9,17 mentre D'Antuono uscì di casa con una 7,65. Dalle parole ai fatti il passo fu breve: entrambi impugnarono le armi, ma D'Antuono fu raggiungo da otto colpi in più parti del corpo - torace, addome glutei - e per lui non ci fu scampo. Morì sul colpo.

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