Trecento immigrati occupano l’ex pista aerea di Borgo Mezzanone

Sono giunti in Capitanata per lavorare come braccianti agricoli nelle campagne. Da un mese sostano sulla vecchia pista di decollo ed atterraggio. L'assessore regionale Fratoianni: "Stiamo lavorando"

Immigrati

Hanno occupato l’ex pista aerea di Borgo Mezzanone, accampandosi con mezzi di fortuna. E non intendono muoversi da lì fin quando non sarà data loro una sistemazione dignitosa. Sono in 300, tutti cittadini stranieri di varie nazionalità, immigrati giunti in Capitanata nei mesi scorsi per lavorare come braccianti agricoli nelle campagne e sparsi fino a ieri nei casolari abbandonati della Capitanata.

Si sarebbero introdotti illegalmente nel Centro Richiedenti Asilo di Borgo Mezzanone attraverso i buchi della recinzione. E da lì, non avendo titolo per restarvi, hanno mosso sulla vecchia pista di decollo ed atterraggio. Sarebbero lì da un mese. Ma la vicenda è emersa solo ieri, nel corso di un vertice in Prefettura con l’assessore regionale all’Immigrazione, Nicola Fratoianni, convocato dal Prefetto per tentare di individuare, di concerto, la soluzione migliore per far fronte alla vicenda.

Da diverso tempo il rappresentante del Governo avrebbe lanciato un sos a tutte le istituzioni, tra cui la Regione Puglia. La situazione, infatti, è complessa e delicata, in particolare da un punto di vista umanitario. E richiede uno sforzo congiunto di enti ed istituzioni. “E’ impensabile agire con un atto di forza” ha spiegato Fratoianni, che ha sottolineato la necessità di istituire un tavolo tecnico con tutte le associazioni di volontariato del territorio per individuare strutture dignitose dove ospitare i trecento disperati.

Probabilmente una settantina verranno trasferiti a Bari. Qualcuno potrebbe restare a Borgo Mezzanone, anche se nel centro risiedono già 586 stranieri di varia nazionalità, tutti in attesa del riconoscimento di rifugiato politico. Mentre altri venti stanno arrivando in queste ore direttamente da Vieste, dove nella mattinata di ieri sono sbarcati una sessantina di cittadini stranieri.

Insomma, non è facile capire la destinazione dei trecento. “Stiamo lavorando” fa sapere Fratoianni, che promette nei prossimi giorni risposte concrete ed adeguate.

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