Puglia ultima regione d'Italia per numero di tamponi

Coronavirus: la giungla dei tamponi. Test col contagocce in alcune regioni. 59 test per 100mila abitanti al giorno con notevoli variabilità regionali nelle ultime settimane. La fondazione Gimbe richiama le regioni a estendere il numero dei tamponi e chiede al Governo di definire una soglia minima giornaliera di 250 test per 100mila abitanti

Con una media di 37 tamponi al giorno ogni 100mila abitanti, dal 22 aprile al 6 maggio, la Puglia occupa l'ultimo posto tra le regioni italiane della classifica prodotta dalla fondazione Gimbe. Di questi il 98% sono diagnostici. 

Sulla questione l'epidemiologo Lopalco, nel confronto con il Veneto stimolato dal consigliere regionale Ignazio Zullo - si era già espresso sostenendo che "la strategia di utilizzo dei tamponi in Puglia è stata identica a quella di regioni come il Veneto che sono prese ad esempio come standard ottimo di controllo dell'epidemia".

Il responsabile del coordinamento epidemiologico della Regione Puglia, ha poi aggiunto che il numero assoluto di tamponi eseguiti in Puglia risultano inferiori a quelli del Veneto "perché il numero di casi e di catene di contagio delle due regioni non è paragonabile. In Puglia, in tutto, sono stati registrati solo 12 focolai nelle Rsa-Rssa e 6 focolai in tutta la rete ospedaliera" ha specificato.

E ancora, aveva specificato Lopalco, "in Veneto sono stati fatti circa 384mila tamponi su 18.300 casi. In Puglia ne sono stati fatti circa 71mila circa su 4.200 casi. Questi numeri da soli - ha poi aggiunto - smontano la teoria e la vulgata secondo la quale qui in Puglia non si facciano abbastanza tamponi. La strategia veneta è del tutto sovrapponibile a quella pugliese, di ricercare i casi tra i contatti di un caso confermato".

La Puglia è anche la seconda regione d'Italia con il più alto indice di trasmissibilità

“Il monitoraggio indipendente della fondazione Gimbe - afferma il presidente Nino Cartabellotta - rileva sia il costante e notevole alleggerimento del carico su ospedali e terapie intensive, sia il rallentamento sul fronte di contagi e decessi, tuttavia non ancora stabilizzati”.

In sintesi, nella settimana dal 30 aprile al 6 maggio i casi totali sono +10.866 (+5,3%) i decessi: +2.002 (+7,2%), i ricoverati con sintomi: -3.441 (-17,9%), in terapia intensiva: -462 (-25,7%)

“Rispetto alla ridotta pressione sugli ospedali, tuttavia – continua il presidente – il numero dei nuovi casi è influenzato dal numero dei tamponi eseguiti dalle regioni e pertanto soggetto a possibili distorsioni”. Per tali ragioni la fondazione Gimbe ha condotto un’analisi indipendente sui dati della Protezione Civile che dal 19 aprile, oltre al numero totale dei tamponi, riporta per ciascuna eegione il numero dei “casi testati” definiti come il “totale dei soggetti sottoposti al test”.

In sintesi i “casi testati” identificano i “tamponi diagnostici” e la differenza tra “tamponi totali” e “casi testati” corrisponde ai “tamponi di controllo”, effettuati sullo stesso soggetto per confermare la guarigione virologica o per altre necessità di ripetere il test. Dall’inizio dell’epidemia sono stati effettuati in Italia 2.310.929 tamponi di cui il 67,1% “diagnostici” e il 32,9% “di controllo”.

Sulla base della popolazione residente il numero di tamponi, sia totali che diagnostici, è stato parametrato a 100.000 abitanti/die, un indicatore più affidabile per i confronti regionali. Le regioni sono state suddivise secondo le 5 classi di propensione all’esecuzione dei tamponi di una recente analisi della Fondazione Hume, in relazione al numero di tamponi per 100.000 abitanti/die che risulta inversamente correlato alla mortalità.

Poiché il dato sui “casi testati” è stato oggetto di ricalcolo da parte di alcune Regioni fino al 21 aprile, il periodo di osservazione è stato fissato dal 22 aprile al 6 maggio. "Le nostre analisi effettuate sugli ultimi 14 giorni – spiega il presidente - forniscono tre incontrovertibili evidenze: innanzitutto, si conferma che circa 1/3 dei tamponi sono “di controllo”; in secondo luogo il numero di tamponi per 100.000 abitanti/die è molto esiguo rispetto alla massiccia attività di testing necessaria nella fase 2; infine, esistono notevoli variabilità regionali sia sulla propensione all’esecuzione dei tamponi, sia rispetto alla percentuale di tamponi “diagnostici”». In dettaglio, nel periodo di analisi 22 aprile - 6 maggio (tabella):

Tamponi totali

La media nazionale di 88 tamponi per 100.000 abitanti/die colloca l’Italia nella classe di propensione 4 con notevoli differenze regionali: Classe 1 (>250): nessuna regione. Classe 2 (130-250): Provincia autonoma di Trento, Valle D’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli-Venezia Giulia. Classe 3 (100-129): Piemonte, Emilia-Romagna, Umbria, Liguria. Classe 4 (60-99): Lombardia, Marche, Basilicata, Toscana, Molise, Abruzzo, Lazio. Classe 5 (<60): Sardegna, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia

Tamponi diagnostici

A livello nazionale rappresentano il 67,1% dei tamponi totali, con ampie variabilità regionali: dal 25,3% della Campania al 98% della Puglia. La media nazionale per 100mila abitanti/die è di 59, con notevoli variabilità regionali: dai 12 della Campania ai 130 della Valle D’Aosta

I dati confermano la resistenza di alcune regioni ad estendere massivamente il numero di tamponi, in contrasto con raccomandazioni internazionali, evidenze scientifiche e disponibilità di reagenti.

Infatti l'organizzazione mondiale della Sanità incoraggia l’estensione dei tamponi. La già citata analisi della Fondazione Hume ha dimostrato una correlazione inversa tra tamponi e mortalità: ovvero “più tamponi, meno morti”. 150 docenti sostenitori della riapertura in sicurezza hanno lanciato un appello in 11 punti: “più tamponi per salvare la Fase 2”. Il commissario Arcuri ha confermato che sono già stati distribuiti 3,7 milioni di tamponi alle Regioni, che nelle prossime settimane ne riceveranno altri 5 milioni già acquisiti.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

«Alla luce di questi dati la Fondazione Gimbe – conclude Cartabellotta – da un lato richiama tutte le regioni a implementare l’estensione mirata dei tamponi diagnostici, dall’altro chiede al Ministero della Salute di inserire tra gli indicatori di monitoraggio della fase 2 uno standard minimo di almeno 250 tamponi diagnostici al giorno per 100.000 abitanti. Il Governo infatti, oltre a favorire le strategie di testing, deve neutralizzare comportamenti opportunistici delle Regioni finalizzati a ridurre la diagnosi di un numero troppo elevato di nuovi casi che, in base agli algoritmi attuali, aumenterebbe il rischio di nuovi lockdown».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Elezioni Regionali Puglia: i risultati in diretta

  • Attimi di paura in via Monfalcone: aggrediti agenti della Locale, per aver chiesto di abbassare il volume della musica

  • Foggia fa il botto di consiglieri regionali: ecco i nomi dei 'Magnifici 10' che rappresenteranno la Capitanata in Puglia

  • Chi potrebbe andare a Bari: ok Piemontese e Tutolo. Incertezza nel centrodestra, in bilico anche Rosa Barone

  • Tragedia sulle strade del Gargano: morto motociclista di 31 anni, impatto fatale con un'auto

  • Elicottero sorvola Foggia: raffica di perquisizioni, forze dell'ordine a caccia di armi e droga

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
FoggiaToday è in caricamento