Una vita spezzata, un’altra rovinata: 19enne in carcere chiede perdono per la morte di Luigia

Il ragazzo ha ammesso le sue colpe ma ha detto di non essersi accorto di aver investito i due fidanzati. La famiglia. Ora si trova in carcere. La famiglia Corvino mortificata per l'accaduto

Il luogo dell'incidente stradale (foto di R. D'Agostino)

Il 19enne che la notte del 21 novembre ha provocato la morte di Luigia Campanaro, ieri, a seguito dell’interrogatorio per la convalida del fermo, davanti al Gip, ha ammesso le sue colpe e tramite i familiari chiesto il perdono ai genitori, ai parenti e agli amici della vittima. “L’angoscia e il disorientamento dei primi atti successivi all’apprendimento del grave lutto hanno lasciato il posto alla consapevolezza della gravità della condotta”. 

I Corvino si uniscono così al dolore che ha colpito la famiglia Campanaro per la prematura scomparsa della 25enne. “La sua morte fa cadere nella disperazione entrambe le famiglie, che sognavano per i propri figli un futuro illuminato da tante soddisfazioni. La disperazione di nostro figlio al momento dell’apprendimento dell’avvenuto decesso è incolmabile e l’evento lascerà in lui un rimorso perenne”.

CAMPANARO E IL FIDANZATO: "GIUSTIZIA E SILENZIO"

Quindi - così come evidenziato dai familiari - non ci sarebbe stato atteggiamento reticente e non collaborativo con la Giustizia da parte del ragazzo, che mentre percorreva via Gramsci alla guida di una Opel Zafira in compagnia di due amici - dopo aver schivato un’auto parcheggiata in doppia fila su una strada non illuminata e averne successivamente urtato altre due in seguito alla manovra repentina, ha travolto i due fidanzati, senza però aver avuto la percezione di aver investito delle persone.

Quindi, il giovane conducente dell’auto, dopo esser rientrato a casa e aver raccontato di aver avuto un incidente, si è recato sul luogo dell’accaduto insieme al padre. E’ proprio lì che i carabinieri e i vigili urbani gli hanno riferito della morte della ragazza.

Il ragazzo – che non aveva bevuto o assunto sostanze stupefacenti – ora si trova in carcere con l’accusa di omicidio stradale. L’avvocato Mario Antonio Ciarambino – legale del Corvino – si è detto costernato e mortificato nella stessa misura in cui la famiglia del ragazzo ha rimarcato la disperazione e il dolore per la perdita di Luigia Campanaro.

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