Criminalità, NCD attacca Emiliano: "San Severo non è solo un bacino di voti"

I consiglieri Matarante e Lallo hanno chiesto la convocazione urgente di un Consiglio comunale monotematico, per prendere atto dell'emergenza relativa all'ordine pubblico, al fine di porvi rimedio nel più breve tempo possibile

Lallo e Matarante

Il problema relativo alla sicurezza e all’ordine pubblico tiene banco a San Severo. Ieri, il sindaco Francesco Miglio e l’assessore alla legalità del Comune di San Severo e candidato Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, hanno inviato una lettera al Ministro Angelino Alfano per chiedere aiuto e sostegno concreti al Governo per fronteggiare quella che si sta delineando come una vera e propria emergenza.

Ma sono proprio le dichiarazioni dello ‘sceriffo’ Emiliano, rilasciate negli ultimi giorni, a richiedere “precisazioni doverose” da parte dei capigruppo Ciro Matarante e Leonardo Lallo, con contestuale domanda di convocazione urgente di un Consiglio comunale monotematico. “E’ ormai sotto gli occhi di tutti che la nostra città è ostaggio di un’ondata di violenza e criminalità, che quasi settimanalmente si manifesta con omicidi, attentati, furti e rapine, che attanagliano in una morsa di paura la cittadinanza, e alla quale l’Amministrazione, capitanata da Miglio e dall’Assessore Emiliano, non è stata capace di dare una risposta”, spiegano.

Proprio in virtù di tali ragioni i consiglieri Matarante e Lallo hanno richiesto, con istanza datata 7 aprile, la convocazione urgente del Consiglio comunale, affinché tale collegio insieme alla Giunta, prendano atto dell’emergenza relativa all’ordine pubblico, al fine di porvi rimedio nel più breve tempo possibile. “Una critica particolare va rivolta, tuttavia, al candidato Presidente della Regione, Michele Emiliano – puntualizzano - che alcuni mesi addietro rilasciava interviste in TV e sui giornali, asserendo di essere stato un valore aggiunto per San Severo, avendo collaborato, diceva lui, in virtù della propria presenza, a rendere San Severo una città scevra da disarmonie e conflitti e di essersi occupato di scuole, servizi sociali e assistenza ai meno abbienti”.

Spiegano ancora Matarante e Lallo: “In realtà, Emiliano, non solo non è stato capace di apportare nessun contributo esperienziale nella gestione delle forze di Polizia Municipale, ma solo raramente si è visto in Giunta, rendendo di fatto il suo contributo quasi nullo. Pensavamo che il ruolo di Assessore significasse contribuire a rendere la città un posto migliore dove vivere. Avremmo voluto un Michele Emiliano che cooperasse attivamente, attingendo all’esperienza maturata nei numerosi anni trascorsi a fare il magistrato prima e il sindaco di Bari poi, al bene comune di tutti i sanseveresi (l’avremmo accettato a braccia aperte come gli disse il consigliere Leonardo Lallo nel primo consiglio comunale), e non un assessore-fantasma con il solo intento di utilizzare la nostra città come serbatoio di voti”.

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“Basta con le scuse – puntano il dito -  I cittadini sono stanchi di non essere più liberi nella loro città, spaventati dal nero gramo della criminalità. E’ un dato di fatto che il potere coercitivo e repressivo spetta allo Stato e non ai cittadini che altrimenti sarebbero costretti a farsi giustizia da soli; a tal fine l’Amministrazione dovrebbe farsi portavoce delle istanze di tutela che commercianti, imprenditori e liberi professionisti da tempo invocano. Nulla è stato fatto a tal proposito. Non una richiesta al Ministero, non delle politiche atte a instaurare un rinnovamento culturale nella mentalità di chi delinque (cosa promessa dallo stesso Emiliano nel settembre scorso), non dei provvedimenti di emergenza come una massiccia e costante presenza sul territorio di tutte le forze di pubblica sicurezza a partire dalla Polizia Locale per finire all’Esercito Italiano. Questa escalation di crimini non può e non deve essere sottovalutata”.

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