Intimidazioni amministratori, piaga in ascesa: Puglia terza, una minaccia ogni 15 ore. Barone: "Ora task force con i Prefetti"

E' la richiesta della presidente della Commissione Regionale di Studio e Inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata. Nei giorni scorsi colpiti due consiglieri comunali foggiani. "Abbiamo il dovere di fare qualcosa"

“Non possiamo rimanere in silenzio davanti alle intimidazioni che ogni giorno vengono rivolte a amministratori locali, sindaci e consiglieri. Gli episodi che si sono verificati nelle scorse ore sono solo gli ultimi di una lunga serie. Il fenomeno va analizzato con la massima urgenza e attenzione, per dimostrare agli amministratori locali, da sempre in prima linea sui territori, che non sono soli”. Lo dichiara la presidente della Commissione Regionale di Studio e Inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia Rosa Barone  che propone l’istituzione di una task force  a cui invitare anche i Prefetti delle province pugliesi per avere una quadro completo della situazione e poter studiare le misure più efficaci per combattere "questa piaga in preoccupante ascesa". Nei giorni scorsi sono stati colpiti due consiglieri comunali foggiani, Giuseppe Fatigato (M5S) e Paolo Citro (civica).

"Come sottolineato dall’ultimo rapporto stilato dall’associazione Avviso Pubblico nel 2018 sono stati 574 gli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali: una minaccia o un’intimidazione ogni 15 ore.  Il 66% del totale dei casi censiti (379) si è registrato nel Mezzogiorno (in particolare il 42% al Sud e il 24% nelle Isole). La Puglia, terza in questa triste classifica, ha fatto registrare 59 casi, soprattutto nei confronti dei sindaci (nei mesi scorsi è toccato a Pierpaolo D'Arienzo, sindaco di Monte Sant'Angelo).

“È una proposta che faccio a tutti i componenti della Commissione che ho l’onore di presiedere  - spiega Barone - e che sottoporrò nel corso della prima seduta utile, nella quale ci confronteremo anche su altre idee che arriveranno dai commissari. È fondamentale un confronto tra le istituzioni per poter prevenire e contrastare questo fenomeno in preoccupante ascesa, come testimoniano di dati che documentano un +170% di intimidazioni dal 2012, anno in cui il rapporto è stato stilato per la prima volta a 2018. Abbiamo il dovere di fare qualcosa”. 

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