Cronaca

Prefetto dispone "misure tutorie" a Gentile. Indaga la Procura. Landella alla Nord: "Occupatevi del benessere dei giocatori"

Al termine della riunione il prefetto, previe intese con i vertici delle forze di polizia, ha disposto adeguate misure tutore nei confronti del calciatore. Sono in corso serrate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo dauno

Federico Gentile esce dalla Questura di Foggia

Sull'atto intimidatorio perpetrato nei confronti del giocatore del Foggia Calcio Federico Gentile, questa mattina il prefetto Raffaele Grassi ha presieduto, in videoconferenza, una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia alla quale ha partecipato il presidente della Lega Calcio, Francesco Ghirelli, che sull'episodio avvenuto nella notte del 2 dicembre, quando ignoti hanno appiccato il fuoco al portone dell'abitazione dell'ex capitano rossonero, si era espresso così: "Quello che è successo è contro il calcio e i suoi valori ed in particolare in questo periodo di fragilità dettato dal Covid-19. Mi scuso con le forze dell'ordine perché il calcio dà un esempio negativo e vi assicuro che, ogni giorno, lavoriamo affinché il calcio sia segnato da fatti positivi".

Al termine della riunione il prefetto, previe intese con i vertici delle forze di polizia, ha disposto adeguate misure tutore nei confronti del calciatore. Sono in corso serrate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo dauno.

Non si è fatta attendere invece la risposta del sindaco Franco Landella alla Curva Nord (qui il comunicato): "Con un certo stupore e disappunto apprendo adesso della replica della Curva Nord del Foggia Calcio alle mie dichiarazioni di ieri, con cui ho offerto tutta la mia solidarietà di uomo e primo cittadino della città a Federico Gentile. Ho quindi definito gli autori del gesto intimidatorio “criminali e balordi”: perché non credo ci siano altri modi per definire degli imbecilli che nel cuore della notte provano a bruciare un’abitazione con persone inermi a letto. Perché non sono definibili “persone” dei banditi che confondono lo sport con qualcos’altro; che inquinano il mondo del calcio con comportamenti di tipo criminale e mafioso. Oggi leggo questa replica, che trovo intimidatoria e volgare: non mi pare di aver mai nominato la Curva Nord del Foggia Calcio; così come non mi pare neanche di averli – neanche lontanamente - associati ai responsabili di un tale gesto. Anzi, come ho sempre fatto, se avessi voluto esporre delle critiche al loro operato, lo avrei fatto apertamente, senza nascondermi. D’altra parte, non capisco assolutamente cosa c’entrino i tifosi ultras non solo con la mia dichiarazione fatta ieri, ma soprattutto, non comprendo il livore di questa replica rispetto all’orrendo atto di violenza contro l’abitazione del giocatore Gentile. Piuttosto, credo che la Curva Nord abbia preso una bella cantonata di fronte all’opinione pubblica: mi meraviglia il fatto che gli Ultras non solo non abbiano mostrato alcuna attestazione pubblica di solidarietà all’inerme Federico Gentile per l’attentato subito, nel giorno in cui ciò è accaduto, ma anzi si svegliano il giorno dopo per attaccare me, che ho semplicemente condannato questa terribile pagina di violenza, che è stato, di fatto, un atto violento contro l’intera comunità foggiana. A me, che, da tifoso, amo e che, da primo cittadino, ho sempre tutelato il Foggia Calcio. In conclusione, suggerirei ai saccenti tifosi Ultras di riprendere a occuparsi del benessere dei loro beniamini, piuttosto che lanciare invettive e minacciare querele senza alcuna maturità. Ricordiamoci che in questo momento dobbiamo stringerci tutti attorno a Federico, che ringrazio per le belle parole e di fronte al quale, rinnovo le mie scuse per quanto accaduto, a nome dell’intera città.”

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