Coronavirus: in provincia di Foggia i positivi sono 4mila. Asl Fg: "Il sistema sta tenendo l'onda d'urto della pandemia"

Tutti guariti i soggetti contagiati nelle due strutture. Vito Piazzolla. Il direttore generale Vito Piazzolla: "Il sistema sta reggendo e la rete territoriale riesce a rispondere alle necessità di assistenza domiciliare"

La centrale operativa territoriale

Il dato cumulativo delle positività registrate dall’inizio della pandemia in provincia di Foggia è di 6.884. Attualmente i casi positivi in carico al Servizio di Igiene, relativi alla seconda fase emergenziale, sfiorano quota 4.000. Ad oggi si sono negativizzate 2.650 persone, di cui circa il 70% è guarito a casa, senza ricorso alle cure ospedaliere.

Intanto l’istituto Ual di Foggia e la casa di riposo ‘San Tarcisio’ di Orta Nova hanno superato la fase emergenziale: non hanno più casi positivi e possono essere dichiarate Covid free.

Il focolaio alla Ual era scoppiato intorno alla metà di settembre: presi in carico dalla Asl, gran parte degli ospiti contagiati sono guariti direttamente nella struttura, senza necessità di ricovero ospedaliero. Gli ospiti, quotidianamente monitorati dal Servizio di Igiene, sono stati seguiti dagli pneumologi della struttura di Malattie dell’Apparato Respiratorio (M.A.R.) dell’ospedale di San Severo sino alla guarigione.

La casa di riposo ‘San Tarcisio’ di Orta Nova aveva registrato i primi contagi a metà ottobre. Anche in questo caso, per gran parte degli ospiti non è stato necessario ricorrere alle cure ospedaliere.

Le persone positive sono state assistite direttamente nella struttura: qui, oltre al prezioso intervento della M.A.R., la Asl Foggia ha assicurato il supporto infermieristico direttamente in loco e il monitoraggio a distanza, grazie all’utilizzo di device collegati in tempo reale alla M.A.R. e alla Centrale operativa territoriale (C.O.T.).

L’assistenza integrata tra gli specialisti pneumologi, il Servizio di Igiene e salute pubblica, gli infermieri e il personale interno alle strutture prese in carico, ha permesso la risoluzione dell’emergenza sanitaria direttamente in sede, senza gravare sugli ospedali. “Il risultato raggiunto - dichiara il direttore generale Vito Piazzolla - ci dimostra che il sistema sta reggendo e che la rete territoriale riesce a rispondere alle necessità di assistenza domiciliare delle comunità locali, nonostante l’aumento esponenziale dei contagi”.

“Il sistema - conclude Piazzolla - sta tenendo l’onda d’urto della pandemia, ma l’evoluzione della situazione epidemiologica e le criticità che ogni giorno insorgono devono farci alzare ancora il livello di guardia. E questo riguarda non solo gli enti e le strutture sanitarie preposte, ma l’itera comunità. Ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte e ad adottare quei comportamenti responsabili che, al momento, sono l’unico modo per contrastare la diffusione dei contagi. A partire dal rispetto delle regole igienico-sanitarie che tutti, ormai, conosciamo bene: utilizzo della mascherina, lavaggio frequente delle mani, distanziamento sociale. Regole basilari di prevenzione, per la tutela dei singoli e dell’intera comunità”.

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