Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Carapelle

Allarme roghi tossici, tubicini in pvc e scarti agricoli bruciati nelle campagne. I sindaci sbottano: "Questo cancro va debellato"

Fumi e roghi tossici per l'incendio di tubi in pvc e scarti di lavorazione agricola. I sindaci dell'Unione: "E' arrivato il momento di debellare questo cancro. L’intento è salvaguardare prima di tutto la salute dei cittadini e allo stesso tempo anche tutti quelli agricoltori che fanno onestamente il loro lavoro”

Una voce sola dei sindaci dell'Unione dei Cinque Reali Siti per affrontare una volta per tutte il problema dei tubicini in pvc bruciati indiscriminatamente nei campi del territorio a sud di Foggia.

I primi cittadini di Carapelle, Ordona, Orta Nova, Stornarella e Stornara si sono incontrati per studiare insieme una strategia da sottoporre alla prefettura. Anzitutto, l'Unione ha deciso di costituire una sorta di coordinamento tra protezione civile e guardie zoofile già presenti nei cinque comuni del basso Tavoliere, al fine di ottenere una cabina di regia unica per tutto il territorio, atta proprio a sorvegliare i campi.

"La prefettura non ci ha mai negato l'ascolto, così come le associazioni agricole - ha detto il presidente dell'Unione Umberto Di Michele - ma è arrivato il momento di debellare questo cancro che affligge ogni anno il territorio. L'intento di ogni sindaco è quello di salvaguardare prima di tutto la salute dei cittadini e allo stesso tempo anche tutti quelli agricoltori che fanno onestamente il loro lavoro".

I sindaci dell'Unione vorrebbero che protezione civile e guardie zoofile potessero effettuare operazioni di controllo attraverso l'ausilio di un drone. La sorveglianza del territorio sarebbe fondamentale, soprattutto nelle ore notturne e le sanzioni devono essere severe e colpire gli autori degli incendi, ma interessare come responsabili oggettivi anche i proprietari dei fondi.

Ammesso, con grande beneficio del dubbio, che gli agricoltori non sappiano che le stoppie e i residui colturali vadano smaltiti a norma di legge, è necessario un maggiore controllo del territorio: carabinieri forestali fanno quel che possono, ma sono pochi rispetto agli ettari di terra coltivati e agli agricoltori presenti in Capitanata.

Stesso discorso per la polizia municipale. L'incendio dei tubicini causa percolato, quindi diossine che si riversano nelle falde, le stesse falde da cui gli agricoltori prendono l'acqua per irrigare i campi e quindi nutrire gli ortaggi che arrivano sulle nostre tavole. Gli agricoltori sono obbligati a smaltire correttamente i tubicini, che sono considerati rifiuti speciali e questo è possibile solo attraverso la consegna ad appositi consorzi, quali ad esempio il Cocera. Il servizio è solitamente gestito dai Comuni ed è gratuito per l'agricoltore, che ogni anno risparmia una somma intorno ai 500 euro. Ma troppo spesso accade che sia più facile dar fuoco a tutto, noncuranti dei danni ambientali e soprattutto che in ogni caso, anche con uno smaltimento illecito della plastica, la Tari si paga comunque.

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