Manfredonia, Riccardi: “Serve base solida, altrimenti l’ospedale chiuderà del tutto”

Blitz questa mattina della giunta sipontina al San Camillo De Lellis. Muro contro muro tra il sindaco ed Elena Gentile. Domani conferenza stampa dell’assessore regionale con Attilio Manfrini

La giunta in ospedale

Blitz della giunta comunale di Manfredonia all’ospedale San Camillo de Lellis, perché – spiega Riccardi - “Al di là delle voci e degli impegni presi da qualcuno, la situazione della struttura sipontina resta di emergenza perenne. Ai tagli, evidenti, che erano stati preventivati e che si susseguono con cadenza precisa e inesorabile, non corrispondono i potenziamenti garantiti che nessuno ha ancora avuto modo di vedere.”

Poco dopo le 10, Angelo Riccardi e gli assessori comunali, si sono recati dal direttore sanitario del nosocomio, Giuseppe Totaro, per chiedere chiarimenti. “I reparti sono praticamente lasciati a loro stessi, vista la carenza di medici, e l’assenza di alcuni primari è tamponata affidando un simile ed importante servizio a qualcuno dei medici stessi. Il direttore sanitario tappa i buchi come meglio può, ma serve una base solida perché altrimenti il nostro ospedale è destinato a chiudere del tutto”

C’è una precisa volontà di qualcuno in tal senso? Se guardo ai punti nascita di altri ospedali pugliesi, che continuano a svolgere attività, ho la netta ed inconfutabile sensazione che le regole valgano solo per noi. E se parlo di regole mi riferisco a quelle relative ai tagli, di migliorie e potenziamenti nemmeno l’ombra. In un momento di vacche magre c’è chi continua a lavorare senza eccessivi imbarazzi, in altre città, e chi come noi è costretto per volontà altrui a fare la fine del vaso di coccio”.

Il blitz della giunta manfredoniana non è passato inosservato nemmeno agli addetti ai lavori del San Camillo de Lellis, tant’è che alcuni hanno voluto prendere parte all’incontro e spiegare lo stato delle cose. “Non dimentichiamo che il bacino d’utenza del locale nosocomio – aggiunge Riccardi – è destinato inesorabilmente a ridursi. E’ normale che si scelga di recarsi in altre strutture se in quella manfredoniana restano solo i mobili, se non toglieranno anche quelli. La buona volontà ed il sacrificio dei medici che vi lavorano non può nulla al cospetto di ospedali che godono di potenziamenti. Se c’è invece da tagliare si pensa subito a Manfredonia. E lo si fa senza colpo ferire. Ho chiesto di incontrare il direttore generale della ASL, Attilio Manfrini, insieme all’assessore regionale competente, Elena Gentile, e magari il presidente della Regione, Nichi Vendola. E’ ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità perché i cittadini meritano rispetto, ancor più se si tratta di diritti inalienabili come è quello della salute. Non lasceremo nulla di intentato perché si rispettino i cittadini manfredoniani. Percorreremo tutte le strade. Tutte, nessuna esclusa”.

Mentre la giunta occupava in maniera pacifica l’ospedale, Elena Gentile e Attilio Manfrini convocavano una conferenza stampa per domani mattina, ricevendo però l’immediata replica del sindaco sipontino: “Dicono che domani mattina alle ore 11 saranno presso il nuovo consultorio di Manfredonia per rispondere alla nostra protesta? Non è stato inviato alcun invito? Non mi formalizzo. Io sarò presente e nessuno potrà impedirmelo”.

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Aggiunge brevemente anche un preciso invito agli operatori sanitari ed a tutti coloro che possono sentirsi interessati e toccati: “Mostriamo in maniera tangibile che quella che stiamo vivendo è una situazione assurda, squilibrata a favore di altri nosocomi: partecipiamo numerosi. Gli amministratori rappresentano la cittadinanza, ma se i cittadini non mostrano il proprio interesse sembra che questa sia una crociata fine a se stessa dell’Amministrazione e non una battaglia per rivendicare i diritti di tutti. Partecipiamo numerosi e pacificamente, come abbiamo sin qui fatto”

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