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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Scenario di guerra nel Foggiano, la mafia alza il tiro con tre bombe in 24 ore: "Territorio culturalmente compromesso"

Prima bomba dell'anno oggi 5 gennaio 2022 a Foggia in via Guido Dorso. Ieri, 4 gennaio, erano state colpite una concessionaria d'auto e una profumeria a San Severo. Servono altre due procure, una sezione della Dda, distaccata della Corte d'Appello, e il tribunale dei minori

In provincia di Foggia il 2022 è cominciato nel peggiore dei modi: tre bombe in 24 ore, che vanno ad aggiungersi agli innumerevoli atti vandalici compiuti durante i festeggiamenti del nuovo anno. Tre le attività finite nel mirino della malavita: un negozio di fiori a Foggiauna concessionaria d’auto e una profumeria a San Severo Uno scenario di guerra. Ingenti i danni, soprattutto morali.

Svegliati di soprassalto dal rumore degli ordigni, come in verità non accadeva da molto tempo, tra i residenti c'è chi dovrà riparare i vetri distrutti dalle abitazioni, i portoni dei condomini e i danni provocati alle autovetture parcheggiate nelle vicinanze dei gravi accadimenti. Nel giro di 24 ore la Capitanata è ripiombata negli anni in cui gli ordigni ai negozi scandivano i ritmi delle giornate. Quando nessuno vedeva o sentiva; e non era scontato che il grido di dolore delle vittime o i segni evidenti delle bombe, provocavassero rabbia e indignazione. Era la normalità nella terra piegata dalla quarta mafia, nella provincia in cui ben cinque comuni, compresa Foggia, sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose.

In via Acquaviva rimbomba ancora quel ‘Chiudilo!’ urlato dal balcone da un foggiano evidentemente esasperato e stremato dopo il secondo attentato a ‘Il Sorriso di Stefano’. “No, perché devono vincerla loro?” la risposta. A dare manforte alla Capitanata che produce, da qualche giorno c’è la neonata associazione antiracket Fai presieduta dagli imprenditori che non si sono piegati al rumore delle bombe o che hanno denunciato la ‘Società Foggiana’, da Luca Vigilante a Lazzaro D’Auria.

Ad ogni buon conto, la battaglia contro il “nemico numero uno dello Stato’ è ancora molto lunga e va affrontata iniettando anticorpi contro qualsiasi forma di illegalità. “O è difficile uscirne” come evidenziato qualche settimana fa dal pm Antonio Laronga. Lo ha detto anche il procuratore Vaccaro: “Foggia è un territorio culturalmente compromesso".

Nel frattempo, mentre imperversa la tempesta dei casi Omicron, a San Severo e a Foggia piovono bombe. Ed è tornato, in tutta la sua violenza, l’incubo del racket delle estorsioni, reato per il quale la Capitanata – va evidenziato - detiene comunque da tempo il primato. Qui "la criminalità ha una aggressività che continua a essere eccessiva nonostante le operazioni messe a segno".

Dove nonostante ci siano state oltre sessanta operazioni antimafia e 400 ordinanze di custodia cautelare dal 9 agosto 2017, c'è bisogno di squadre investigative e di presidi giudiziari vicini alla gente, almeno due procure, una nel Basso Tavoliere e un’altra sul Gargano. Basti pensare che presso il tribunale di Foggia ci sono 12mila processi prendenti in fase dibattimentale.

Il territorio è molto vasto, ci sono 61 comuni, zone impervie e isolate, che si estendono lungo 7mila km. Servono anche una sezione della Dda, distaccata della Corte d’Appello e un tribunale dei minori, atteso che, come ha sottolineato a più riprese Vaccaro, c’è un problema molto grave di devianza minorile.

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