Investigatore privato "sequestrato" e pestato: indagava su un finto incidente stradale

E' quanto scoperto dagli agenti della Sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Foggia che, per il fatto, hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dalla Procura di Foggia, nei confronti di due foggiani

La conferenza stampa

Due ore da incubo. Sono quelle vissute da un investigatore privato incaricato da una agenzia assicurativa di verificare due pratiche di rimborso per altrettanti incidenti stradali ritenuti “sospetti”. Un lavoro scomodo, per il quale la vittima già si aspettava di incontrare atteggiamenti ostili o reticenti; quello che non si aspettava, invece, era di essere sostanzialmente sequestrato, colpito con calci e pugni al volto da cinque persone e rapinato di tutti i documenti che attestavano che l’incidente stradale era palesemente fasullo.

E’ quanto scoperto dagli agenti della Sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Foggia che, per il fatto, hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dalla Procura di Foggia, nei confronti di due foggiani: si tratta di tratta del 35enne Giuseppe Curiello e del 48enne Matteo Petrillo, entrambi indagati per i reati di rapina aggravata in concorso, lesioni personali, minacce, sequestro di persona, simulazione di reato e tentata truffa. Altre tre persone che avrebbero preso parte al pestaggio sono ancora da identificare. I fatti risalgono allo scorso 21 ottobre. L’uomo stava effettuando degli accertamenti in merito ad un incidente stradale sospetto, denunciato nel mese di luglio.

Per verificare i vari aspetti del caso, lo stesso si era recato dai due indagati, vicini di casa tra loro. Nel primo appartamento trova la moglie che - incredula - nega la circostanza dell’avvenuto incidente; nell’altro appartamento trova il padre di uno dei due indagati con il quale prende un appuntamento per il giorno seguente. All’appuntamento, però, la vittima trova cinque persone che lo minacciano, gli sottraggono tutti i documenti raccolti sostituendoli con relazioni posticce atte ad accertare la veridicità del sinistro stradale denunciato, e lo colpiscono ripetutamente con calci e pugni al viso, procurandogli lesioni giudicate guaribili dai sanitari del pronto soccorso cittadino in 7 giorni, salvo controindicazioni.

Nonostante l’agguato subito, l’investigatore non si è dato per vinto: né si è piegato al ricatto, né ha consentito che la società assicuratrice (Ubi Assicurazioni) erogasse gli indennizzi richiesti per un incidente stradale mai avvenuto, per il quale erano stati richiesti 1000 euro per i danni ai veicoli, più il risarcimento per le lesioni subite dagli occupanti dei due mezzi, 10 in tutto. Il giorno dopo l’aggressione - con ecchimosi e lesioni ancora visibili - lo stesso ha denunciato l’accaduto alla polizia permettendo l’avvio delle indagini. Solo pochi giorni fa, a San Severo, un’altra aggressione è stata subita da un 64enne del posto, vittima di un tamponamento (questa volta reale). L’uomo stava riprendendo con il proprio telefono cellulare i danni provocati da un’autovettura che a grande velocità aveva impattato con la sua, quando tre uomini lo hanno raggiunto e pestato, lasciandolo sanguinante e dolorante in strada. Per le lesioni subite, il 64enne è stato ricoverato all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza.

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