Fermati i due assassini di Pasquale Del Grosso: una truffa all'origine dell'omicidio

Antonio Menna e Pasquale Ciocca, sono stati posti in stato di fermo al termine di un'intensa attività di indagini. I due, sono stati incastrati dalle numerose intercettazioni telefoniche

Gli autori dell'omicidio di Pasquale Del Grosso, ucciso lo scorso 16 gennaio nelle campagne di Ascoli Satriano, hanno ora un nome. Si tratta di Antonio Menna, 44 anni di Foggia, e di Giuseppe Ciocca, anche lui 44enne di Castelnuovo della Daunia. I due sono stati fermati dai carabinieri del comando provinciale, al termine di una fitta attività di indagine svolta dal Nucleo Investigativo, accusati di omicidio aggravato dalla premeditazione, distruzione del cadavere, tentato omicidio aggravato, danneggiamento seguito da incendio, e porto illegale di armi. 

Le indagini, dirette dai sostituti orocuratori Alessandra Fini e Paola Palumbo, hanno evidenziato, a carico dei due fermati, gravi indizi di colpevolezza in merito all'omicidio del 41enne di Ordona, e al tentato omicidio di A.V., presente anche lui all'interno della Lancia Thema dove è stato trovato il corpo carbonizzato della vittima.

I FATTI - La sera del 16 gennaio, le due vittime si recarono all'altezza del bivio per Castelluccio dei Sauri, per parlare con gli occupanti di un'altra vettura (per l'appunto, Menna e Ciocca). All'incontro si presentò il solo Del Grosso, con Vitale che attese in macchina. Dopo aver udito gli spari, che freddarono Del Grosso, Vitale riuscì a fuggire, venendo ferito in maniera lieve alla regione occipitale, e si rifugiò in una campagna circostante. 

Del Grosso, era legale rappresentante di una società di intermediazione, gestione e trasporto dei rifiuti, con sede legale in Carapelle, e sede operativa a Foggia. Insieme alla moglie era titolare di un patronato INAPI. Nel 2007, fu arrestato nel corso dell'inchiesta "Veleno" della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Fu assolto dall'accusa di associazione Mafiosa nell'ambito del traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dell'Inps, ma fu condannato per altri capi di imputazione a 4 anni e 6 mesi. 

MOVENTE - All'origine del delitto, proprio una storia di truffa che ha coinvolto gli omicidi e la vittima. Menna e Ciocca, avevano perpetrato una truffa ai danni di una ditta di concimi del beneventano, trasportando i materiali con i camion di Del Grosso, il quale era stato indagato, e aveva pertanto chiesto ai due un risarcimento di 10mila euro per archiviare la faccenda. 

OMICIDIO DEL GROSSO: VIDEO ARRESTATI

INTERCETTAZIONI DECISIVE - La svolta c'è stata dopo l'individuazione di un numero di telefono intestato ad un cittadino cinese residente a Milano. Attraverso l'analisi del traffico telefonico, gli investigatori sono riusciti a rintracciare altre due utenze intestate a terzi, ma utilizzate da Menna e Ciocca, e la contemporaneità dei luoghi comparando il traffico delle due utenze a quelle delle due vittime, in data 16 gennaio. 

Le intercettazioni successive, hanno condotto gli inquirenti ad incastrare i due sospettati. Un dialogo in particolare, ha rappresentato una sorta di confessione involontaria. "Meno male che non ci siamo andati". Così i due hanno commentato un articolo apparso su un giornale locale, il quale sosteneva che al funerale di Del Grosso, potessero essere presenti anche gli assassini. Una confessione involontaria, che non dà adito a dubbi. 
In un'altra conversazione, si evince il tono ironico dei due interlocutori, sulle notizie che interpretavano l'omicidio come un'azione di matrice camorristica. 

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Sul luogo del delitto, gli investigatori hanno rinvenuto anche due cartuce esplose calibro 12, compatibili con i corpi estranei metallici presenti sul corpo della vittima nel corso dell'autopsia. Durante la fase esecutiva sono stati sequestrati anche alcuni telefoni cellulari, 7 fucili detenuti legalmente, sui quali saranno eseguite ulteriori indagini balistiche 

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