Nuova ondata di Covid-19, al Riuniti arriva 'Telemachus': un braccialetto smart per curare il virus e monitorarne la diffusione

Parte dalla Puglia il sistema integrato di telemedicina per monitorare e studiare l’andamento del virus durante la possibile nuova ondata, prevista in autunno. Il progetto è co-finanziato dall’ESA. Dattoli: "Orgogliosi di far parte di questo progetto"

Ruggiero Giannini

Dopo mesi di preparazione, parte dalla Puglia lo sviluppo di Telemachus (acronimo di Telemedicine Monitoring and Collaborative Hub-and-Spoke System), un sistema integrato di telemedicina, basato su un’app e un braccialetto smart, per monitorare le condizioni di salute dei pazienti a distanza e studiare l’andamento del virus durante il prossimo inverno, quando potrebbe esserci la seconda ondata.

Il progetto è co-finanziato dall’ESA in risposta alla Covid-19 grazie ai fondi stanziati dall’Agenzia Spaziale Italiana che, in collaborazione con il Ministero dell’Innovazione e della Digitalizzazione. A sviluppare Telemachus un consorzio composto da realtà industriali giovani ed innovative della Puglia e del Molise, con il supporto del Politecnico di Bari. Telemachus nasce, dunque, dalla collaborazione tra attori del settore sanitario, spaziale, accademico e high-tech.

Il sistema che verrà sviluppato consentirà di curare i pazienti a distanza, attraverso un’interazione diretta con i medici di base all’interno di un modello organizzativo hub-and-spoke, in cui l’autorità sanitaria (hub) coordina le attività dei medici di base in relazione ad un protocollo di sicurezza sanitaria approvato; monitorare le condizioni di salute di medici ed operatori sanitari all’interno di strutture ospedaliere, permettendo di isolare casi di infezione e ricostruire la catena di contagio.

Telemachus sfrutterà la tecnologia spaziale GNSS (quella del GPS e Galileo) per monitorare in maniera anonima la posizione dei pazienti, che potranno essere così localizzati per permettere alle autorità sanitarie di intervenire qualora i parametri vitali diventassero critici. Inoltre, la stessa tecnologia permetterà di incrociare i dati ambientali per studiare eventuali correlazioni con la diffusione del virus. Il sistema consentirà inoltre il tracciamento dei contatti all’interno di strutture ospedaliere, per aiutare a proteggere i medici negli ospedali e isolare i casi di infezione all’interno di luoghi chiusi.

Il progetto verrà sperimentato all’interno di due contesti differenti: il primo corrispondente all’area di competenza della Asl Bari, su un campione selezionato da esperti epidemiologi; il secondo all’interno del reparto di pneumologia del Policlinico Riuniti di Foggia, diretto dalla Prof.ssa Maria Pia Foschino Barbaro. I dati raccolti verranno analizzati poi dallo Spallanzani di Roma che potrà svolgere un’analisi epidemiologica sul comportamento e la diffusione del virus.

“Il Policlinico Riuniti di Foggia, con il reparto di Pneumologia diretto dalla professoressa Maria Pia Foschino Barbaro - dichiara il direttore generale Vitangelo Dattoli - è orgoglioso di far parte di questo progetto altamente innovativo improntato alla collaborazione organica: con ‘Telemachus’ potremo contare sull’alta tecnologia spaziale guardando al futuro, e se mai dovremo affrontare la tanto temuta seconda ondata di pandemia avremo già le spalle più larghe nell’affrontare l’emergenza”.

“Siamo contenti - spiega Enrico Girardi, direttore dell’Unità Operativa Complessa (UOC) di Epidemiologia Clinica allo Spallanzani, che sarà a capo dell’unità che si occuperà dell’analisi - di supportare il progetto Telemachus e testarlo come strumento di monitoraggio a distanza fondamentale nella gestione del Covid. Come responsabile di epidemiologia clinica dello Spallanzani, coordinerò le analisi a partire dai dati raccolti dal sistema”.

“Crediamo - aggiunge Gianpiero D'Offizi, direttore della UOC Malattie Infettive Epatologia allo Spallanzani - sia importante puntare su modelli innovativi come la telemedicina. Essa si rivelerà fondamentale non soltanto per affrontare questa pandemia ma anche per la cura di altre patologie. Questa deve essere l'occasione per sviluppare nuovi modelli di gestione del paziente che ci permetteranno di farci trovare pronti in futuri scenari epidemici. L'operazione con Telemachus va esattamente in questa direzione”.

Alla guida del consorzio c’è g-nous, società barese di consulenza strategica nata nel 2014 e attiva nel settore della space economy e della sostenibilità, con focus sulle applicazioni a terra delle tecnologie spaziali. Secondo il Ceo della società, Ruggiero Giannini, questo progetto è motivo di orgoglio per tutto il Sud Italia e dimostra come realtà tecnologiche innovative, unendo le proprie forze, possano realizzare progetti ambiziosi e utili anche per la comunità: “Connettere innovazione, persone e risorse è ciò che serve per creare sviluppo sostenibile e valore condiviso. Grazie alla crescita della space economy, lo spazio non è più qualcosa di lontano e inarrivabile, ma un’opportunità per sviluppare nuovi modelli di business e tecnologie al servizio della comunità. Guardiamo al futuro e alla creazione di sinergie fra industria, ricerca e istituzioni, in ogni settore, per connettere spazio, terra e mare. Con g-nous, vogliamo essere il punto di raccordo per tutte le imprese interessate a sviluppare business innovativi attraverso l’utilizzo di tecnologie spaziali, in Italia e nel mondo”.

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Oltre a g-nous, fanno parte del consorzio Aulab, coding factory dedicata la mondo della programmazione, Nextome, PMI innovativa specializzata nel tracciamento indoor, Sensor ID, azienda di ingegneria focalizzata sulla progettazione di sensori, BionIT Labs, startup che sviluppa dispositivi medici innovativi coniugando tecnologie informatiche con la bionica, Sanilab Plus, società di consulenza medica specializzata in soluzioni di telemedicina/teleconsulto ed il Politecnico di Bari che coordinerà la fase pilota del progetto.

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