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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Lacrime e grandine, un pianto virale tra i tulipani e al rischio d’impresa ci pensano gli altri

Le lacrime sul campo di tulipani di Giuseppe Savino, la raccolta fondi e il giudizio di Selvaggia Lucarelli: "Ecco, anche a me piacciono le storie romantiche con lacrime e fiori, però l’empatia disinformata è peggio della grandine”

La grandine di ieri 27 marzo, dagli effetti sicuramente molto più devastanti in provincia di Bari che in alcune zone della Capitanata - colpite ma in maniera lieve dall’ondata di maltempo - non si è abbattuta soltanto sul campo di tulipani di Cascina Savino.

Tuttavia, l’imprenditore di Foggia è stato l’unico a dolersene pubblicamente e a rivolgersi ai cittadini chiedendo una mano per coprire “l’investimento economico andato perduto”, del 60/70% da una sua primissima stima.

Savino, anche nella circostanza della gelata del 2021 era scoppiato a piangere. Questa volta ha condiviso le lacrime con tutti: “-...è finita, è finita…, i tulipani non ci sono più”.

Qualche ora dopo invece, con il fratello Michele, ha avviato una raccolta fondi su Gofundme evidenziando che "purtroppo siamo sotto un cielo e non possiamo far fronte alle calamità naturali e ai cambiamenti climatici, né possiamo assicurare un fiore come il tulipano di cui esistono pochissime coltivazioni in Italia”.

L'imprenditore è quindi consapevole dei rischi dovuti all'incognita maltempo, tant'è che è la seconda volta in appena tre anni che denuncia la distruzione del suo campo di tulipani.

Selvaggia Lucarelli, riprendendo un articolo del 2021 di FoggiaToday (che non ha dato spazio all’appello di ieri), nelle sue storie Instagram ha rimarcato come Savino conosca bene il rischio che si corre quando si avvia un’attività commerciale, esattamente come i tanti agricoltori foggiani che negli anni hanno subito ingenti danni e che ancora oggi attendono di avere notizie su ristori e indennizzi mai arrivati. “Se per due anni su tre i tulipani vengono distrutti dal maltempo, forse bisognerebbe valutare l’idea di una serra, boh. Ecco, anche a me piacciono le storie romantiche con lacrime e fiori, però l’empatia disinformata è peggio della grandine”.

Giuseppe Savino non è nuovo a questo tipo di iniziative: due anni fa aveva organizzato un’altra raccolta fondi, quella dei 10mila ‘tulipani sospesi’, ovvero dei fiori invenduti o a rischio sfioritura, che dopo l'acquisto sarebbero stati donati a cento ospedali Italiani, alle Rsa, alle persone sole e agli anziani. Ben 585 donatori avevano raccolto l’invito a partecipare alla raccolta fondi con un minimo di 5 euro, per una cifra complessiva raggiunta di 13.158 euro, che erano serviti a coprire i costi vivi del campo, della raccolta, del confezionamento e della logistica, quindi, dell'intera filiera del dono.

L'appello del titolare dell'omonima Cascina e il video di lui in lacrime sul campo di tulipani, sotto ad una grandinata, è stato anche argomento di discussione tra gli agricoltori, sorpresi dal successo dell’iniziativa del collega e un pelino infastiditi. Quel che colpisce di più è la narrazione che i Savino fanno di quel campo di tulipani “coltivato ai margini di una città ferita da cui crediamo possano nascere feritoie di bellezza per curarne le difficoltà”, che indiscutibilmente ha fatto breccia nei cuori e nelle anime di chi, tuttavia, secondo Selvaggia Lucarelli, ha preferito fare un PayPal in tre minuti, anziché informarsi in dieci.

Di 28mila euro la cifra raccolta in meno di 24 ore. In sostanza, al rischio d'impresa sulla distesa di tulipani della ‘Cascina Savino’ di via Manfredonia, km 6,2, ci hanno pensato oltre duemila donatori, finiti nell’ingranaggio attivato da una sorta di marketing emozionale che fa leva sui processi emotivi che si innescano nel consumatore-cliente. “Per ragioni incomprensibili non solo non ci si informa prima sulla reale necessità ma si supera la cifra prestabilita e si va avanti a raccogliere soldi a caso” aggiunge l'opinionista-giornalista.

Comunque, il prossimo anno, il campo di tulipani potrebbe non esserci più. A rischio c'è anche l'eventuale e "immancabile gara a donare".

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