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Venerdì, 20 Maggio 2022
Calcio

Ferrante evita un’altra sconfitta, ma il Foggia esce dalla zona playoff: pari e fischi allo ‘Zac’

Finisce 1-1 il derby con la Fidelis Andria. Decisiva la rete del rientrante bomber rossonero, subentrato a Turchetta a inizio ripresa subito dopo il vantaggio ospite di Bonavolontà. Prestazione poco convincente dei satanelli, fischiati a fine partita

Parafrasando Oronzo Canà alias Lino Banfi, “Ferrante è il Foggia e il Foggia è Ferrante”. Basta e avanza questa semi-citazione per spiegare il momento della squadra rossonera e, forse, la sua vera essenza. Perché neppure la finestra invernale del mercato è riuscita ad attenuare la Ferrante dipendenza, né le soluzioni alternative come quella di Merola/Baiano 2. Sono bastati cinque minuti all’italoargentino per bucare la porta di Saracco e trasformare i malumori crescenti del pubblico in un boato di gioia. Sufficiente, purtroppo, solo a evitare il quarto k.o. consecutivo. Perché anche con la Fidelis Andria il Foggia non è riuscito a ritrovare un successo che manca ormai da due mesi. Nel frattempo, sono arrivati due punti in sei partite, un ruolino di marcia che ha fatto piombare il Foggia in undicesima posizione (insieme al Latina). Se il campionato finisse oggi, i rossoneri sarebbero fuori dai playoff.

Quel che inquieta non è tanto il risultato finale (che pure è preoccupante), quanto la prestazione. Ai rossoneri il rientro di Petermann non è stato sufficiente per alzare il livello della manovra e imporsi alla Fidelis. La squadra del duo Di Leo-Di Bari, con un 4-4-2 molto elastico e dinamico, riesce a chiudere varchi sulle corsie dove il Foggia non sfonda e, nel contempo, si affida di sovente al lancio lungo per sfruttare le sponde di Sorrentino, supportato dall’onnipresente Bubas. Tra le due squadre è senza dubbio quella ospite che dà l’idea di avere un’idea, ma anche ordine in campo. I rossoneri pagano la prolungata inattività di Petermann, che fatica a prendere in mano la squadra, complice anche un giallo evitabilissimo e un nervosismo crescente. Le cose vanno peggio in avanti, dove Vitali trova pochi spazi e sciupa malamente i pochissimi palloni giocabili, e Turchetta non va oltre un diagonale fuori misura. Non pervenuto, o quasi, Merola, anche se è lui – con Turchetta – a costruire l’unica potenziale occasione, con un passaggio centrale sul quale si avventa uno scoordinato Vitali “rubando” la sfera all’accorrente Di Paolantonio. L’ex Monterosi – quest’oggi impiegato come mezzala destra – è il primo a rimanere negli spogliatoi. Dentro Garofalo ed è un cambio che si fa un po’ fatica a comprendere, non tanto per la qualità della prestazione del primo, ma perché forse era più lecito attendersi l’innesto di un giocatore di qualità.

Le pagelle dei rossoneri

L’avvio di ripresa non è affatto confortante. Il Foggia continua a pasticciare e a non trovare linee di passaggio pulite per azionare il tridente offensivo. I mugugni del pubblico diventano feroci rimostranze quando la Fidelis trova pure il gol con Bonavolontà, sugli sviluppi di un corner. È l’8’. La rivoluzione zemaniana si consuma quattro minuti dopo: dentro Ferrante, Curcio e Nicolao, fuori i nuovi Rizzo, Turchetta e Vitali. Si ritorna al tridente tradizionale pensato a settembre, Merola a destra, Ferrante al centro e Curcio a sinistra. Al bomber bastano cinque minuti per battezzare il suo ritorno. Perfetto l’inserimento alle spalle di un distratto Carullo, a raccogliere l’altrettanto eccellente traversone di Nicolao. A quel punto scatta l’assedio, ammantato di foga più che di lucidità. Saracco, di fatto, non dovrà compiere alcun intervento. Una bordata dalla distanza di Rocca (finita fuori) e una deviazione maldestra di Girasole su corner di Curcio, sono le uniche situazioni annotabili. La Fidelis può pure recriminare per un paio di ripartenze gestite un po’ così. “Noi vogliamo gente che lotta. Onorate la nostra maglia”, canta la Sud a fine gara. “Meritiamo di più”, dichiara la Nord. Punti di vista che fotografano il momento rossonero.

FOGGIA (4-3-3) Alastra; Martino, Girasole, Buschiazzo, Rizzo (12’st Nicolao); Di Paolantonio (1’st Garofalo), Petermann (46’st Maselli), Rocca; Vitali (12’st Curcio), Merola, Turchetta (12’st Ferrante). A disposizione: Volpe, Gallo, Rizzo Pinna, Maselli, Tuzzo. Allenatore: Zeman

FIDELIS ANDRIA (4-4-2) Saracco; Benvenga (21’pt Legittimo), Alcibiade, Riggio, Carullo (31’st Monterisi); Gaeta (31’st Ciotti), Risolo, Bonavolontà (31’st Urso), Casoli; Bubas, Sorrentino (20’st Di Piazza). A disposizione: Vandelli, Paparesta, Messina, De Marino, Tulli, Ortisi, Bortoletti. Allenatore: Di Leo – Di Bari

Arbitro: Tremolada di Monza

Assistenti: Salama di Ostia Lido – Ferrari di Rovereto

Quarto ufficiale: Di Graci di Como

Marcatori: 8’st Bonavolontà (FA), 17’st Ferrante (FG)

Ammoniti: Petermann (FG), Gaeta (FA), Riggio (FA), Martino (FG), Buschiazzo (FG)

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