Domenica, 14 Luglio 2024
Calcio

La 'prima' di Somma a Foggia, tra commozione e desiderio di riscatto: "Per me è un'occasione di rinascita"

Le prime parole del successore di Gallo sulla panchina rossonera: "Quando non ti squilla il telefono per tanto tempo, ma tu hai il fuoco dentro, speri sempre che possa arrivare qualcosa che ti gratifichi"

Tutto è cominciato nella serata di ieri. Il telefono che squilla, sul display compare il nome del presidente del Foggia. Il contenuto della telefonata è immaginabile. L’iniziale incredulità di Mario Somma cede presto il posto alle motivazioni. Che sono tante e prioritarie rispetto a tutto, anche le questioni economiche, l’entità del contratto e i bonus legati ai risultati interessano relativamente.

Lo confermano le lacrime del neo tecnico del Foggia, che a un certo punto della conferenza non trattiene l’emozione: “Quando non ti squilla il telefono per tanto tempo, ma tu hai il fuoco dentro, speri sempre che possa arrivare qualcosa che ti gratifichi. E quindi, quando arriva una offerta come questa la prima cosa che devi fare è ringraziare, non pensare ad altro che ripagare dando tutto quello che puoi dare. Lascio a casa affetti e sentimenti, lascio un posto di lavoro ottimo (commentatore di Rai Sport), lascio dei valori andando incontro a una incognita, ma non posso non ringraziare chi mi dà l’opportunità di ripropormi”.

La nuova chance arriva in una piazza focosa, ma in un contesto piuttosto anomalo. Perché chi lo ha preceduto non è andato via per mancanza di risultati, anzi. Ragion per cui, mister Somma – da sempre amante del 4-2-3-1 – non andrà a toccare certi equilibri ormai consolidati: “Non c’è il tempo per cambiare. Il 4-2-3-1 è un sistema di gioco che ti rende competitivo e, se permettete, l’ho portato alla ribalta io a Cava. Riproporlo qui richiede equilibri e intensità. Il 3-5-2 è un sistema che si accompagna meglio anche alla capacità emotiva del gruppo, dà più sicurezza, magari meno spettacolarità, ma senza dubbio la squadra è più solida e questo si ripercuote sui risultati. Perché mai dovrei togliere certezze?”.

È contento del primo approccio con il gruppo (“Mi sono fidato ciecamente del lavoro che Gallo ha fatto, uno degli allenatori che ha lavorato meglio quest’anno in serie C”) sul quale declina parole di profondo apprezzamento: “A livello di organico è una squadra forte, l’ho commentata quattro volte, ho visto le sue evoluzioni. Ho una valutazione molto positiva sia dal punto di vista tecnico che tattico. Conosco i valori dei giocatori, i loro comportamenti sempre rispettosi verso tutti. Non si può dire che questi ragazzi abbiano mai avuto comportamenti fuori luogo”.

C’è spazio anche per un momento amarcord: c’era lui sulla panchina ospite, in quel famoso Foggia-Cosenza della stagione 2010/11 in cui Biancolino segnò dopo aver rubato palla al portiere con la mano: “Il primo assistente di quella gara era di Latina, lo conoscevo da tempo. Si girò verso di me per chiedermi che cosa fosse successo. Io non avevo capito, poi mi diedero delle informazioni sbagliate. Nel post gara mi arrabbiai parecchio, perché sapevo a che cosa saremmo andati incontro. L’etichetta ti resta. Non voglio però scaricare colpe su Biancolino, perché quando sei in trance agonistica si dicono e si fanno tanti errori”, commenta, ricordando anche che durante una gara tra il suo Brescia e il Lecce di Zeman, aveva subito un episodio simile a suo danno.

Siamo contenti di aver scelto mister Somma, secondo noi è un tecnico di grande esperienza. Ha grande personalità e ci può dare una grossa mano. Sono contento, è arrivato con grande voglia. Siamo convinti che sia stata un’ottima scelta, poi è il campo a dare il giudizio finale”, le parole del diesse Sapio. Gli fa eco il presidente Canonico: “Ho visto in lui energia positiva che ci porta serenità e tranquillità. Ha vinto tre campionati, quando si vince vuol dire che si è in grado di assorbire le pressioni. Siamo sereni di aver fatto la scelta giusta”.

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