Scuola

Otto su dieci istituti scolastici pugliesi non sono stati sottoposti a verifiche di vulnerabilità sismica

Ecosistema scuole di Legambiente. La Puglia si distingue per l’impiego più alto di risorse rinnovabili e sostenibili. Ben il 66,9% delle scuole (dati sopra la media nazionale) utilizza fonti da energia rinnovabile, ma solo per il 20% rappresenta la copertura dei consumi da fonti rinnovabili.

Ecosistema Scuola, alla sua 20esima edizione, rileva che in sette anni meno della metà dei progetti finanziati per l'edilizia scolastica è stata conclusa.

In Italia, dal 2014 al 2020, su 6.547 progetti 4.601 sono stati finanziati e solo 2.121 portati a termine. La Puglia conta 276 progetti finanziati, destinati solo al 11,2 % di edifici sul totale regionale e con una durata media di lavori di 379,46 giorni, solo il 46% di questi risulta concluso. Numeri che da un lato testimoniano le difficoltà incontrate dagli enti locali e dall'altro una marcata differenza tra l'importo stanziato per la realizzazione delle opere e la spesa effettiva.

Legambiente ha presentato Ecosistema Scuola 2021 in una fase cruciale del Paese, mentre pianifica gli investimenti del Recovery Plan che prevede nell'ultima versione 6,8 miliardi di euro per l'edilizia scolastica. Risorse importanti che rischiano, tuttavia, di non portare ai risultati auspicati se non verranno affrontate quelle criticità ormai croniche. La pandemia ha messo spazi e servizi scolastici al centro della cronaca dell'ultimo anno, mettendo in luce anche le fragilità di questo aspetto infrastrutturale del Paese, in linea con quanto denuncia da anni l'associazione ambientalista.

Da questa profonda crisi muove l'appello lanciato da Legambiente al nuovo ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi, affinché le scuole diventino protagoniste della transizione ecologica. L'associazione ambientalista chiede al governo di realizzare processi di riqualificazione energetica degli edifici con la comunità scolastica, inaugurando una generazione di 100 scuole sostenibili e innovative costruite secondo i criteri della bioedilizia, aperte anche in orario extrascolastico e dotate di un'integrazione di servizi sia in orario scolastico che extrascolastico. Ciò da realizzarsi nelle "periferie sociali" del Paese caratterizzate da un alto tasso di dispersione scolastica e dalla povertà educativa.

I dati pugliesi del rapporto 2021 (relativi al 2019) riguardano un campione di 6.156 edifici dislocati in 87 comuni capoluogo di provincia, nello specifico Bari, Foggia, Lecce e Taranto con un totale di 233 edifici scolastici e una popolazione scolastica di 73.799. I dati di Brindisi e Barletta-Andria-Trani non sono pervenuti.

Secondo il dossier, in Puglia nessun edificio ad oggi è stato costruito rispettando criteri di bioedilizia e l'88,1% degli edifici in esame non è stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica.

Ben il 51,7% di strutture richiede interventi urgenti di manutenzione e, nonostante il dislivello tra nord e sud nella programmazione e innovazione dei servizi offerti, i comuni pugliesi spendono più di altri in attività di manutenzione, con una spesa media per edificio di 17.616 euro per quella straordinaria e di 3.647 euro per quella ordinaria.

Sulla fronte delle certificazioni e accessibilità, solo sul 20,3% viene dichiarato il collaudo statico, il 21,5% ha il certificato di agibilità e il 74% ha quello di prevenzione incendi.

Nonostante i comuni intervistati dichiarino di aver ricevuto fondi nazionali per l'edilizia scolastica con una media per edificio di 105.000 euro, nessuno ha invece beneficiato di fondi regionali. Un dato che fa riflettere e invita a un approfondimento maggiore sugli investimenti regionali in ambito di edilizia scolastica.

Un focus particolare del rapporto è dedicato ai servizi a disposizione delle istituzioni scolastiche e alla sostenibilità. I dati rilevano che il 70,9% degli edifici ha giardini e aree verdi fruibili, il 77,6% dispone di biblioteche (dati superiori alla media nazionale) e il 6,4% usufruisce di servizio pedibus o percorsi sicuri casa-scuola. Se da un lato il 66,7% dei comuni finanzia progetti educativi nelle scuole, dall'altro purtroppo nessuno di questi supporta servizi pre e post scuola o progetti per gli under 14.

Un dato positivo riguarda le strutture per lo sport, infatti ben il 62,2 % degli edifici ha impianti per lo sport (dato superiore alla media nazionale e del sud Italia) e il 39,7 % è aperto anche in orario extrascolastico. Tuttavia il 30,8% degli impianti necessitano di interventi di riqualificazione urgenti.

Sono interessanti in Puglia i dati relativi alle mense scolastiche, con l'87% di edifici che somministra pasti biologici, mostrano attenzione ai prodotti IGP e DOP. Bari è tra le città che somministrano pasti 100% Bio, mentre il 100% delle strutture prevede menù alternativi per ragioni culturali o religiose.

La Puglia si distingue per l'impiego più alto di risorse rinnovabili e sostenibili. Ben il 66,9% delle scuole (dati sopra la media nazionale) utilizza fonti da energia rinnovabile, ma solo per il 20% rappresenta la copertura dei consumi da fonti rinnovabili. A ciò non corrispondono tuttavia edifici meno energivori, con una percentuale dell'80,6 % in classe energetica G.

Sul fronte dei controlli connessi al rischio ambientale indoor e outdoor, nel 2019 il 100% dei comuni pugliesi dichiara di aver svolto monitoraggi sulla presenza di amianto nelle scuole e il 2,5% degli edifici ne vede ancora la presenza.

«Gli studenti hanno bisogno di un governo e di amministratori attenti ai loro bisogni e tutti hanno il diritto a un'istruzione di qualità che risponda alle loro aspirazioni - dichiara Ruggero Ronzulli, direttore di Legambiente Puglia - In questa fase storica è necessario puntare su una gestione virtuosa dei fondi, per migliorare la qualità degli edifici scolastici programmando gli interventi secondo priorità, a partire dall'efficientamento energetico e dalla messa in sicurezza. Molte scuole necessitano di manutenzione e di progetti innovativi e occorre ridurre il divario esistente tra i progetti finanziati e quelli conclusi, tra gli importi stanziati e quelli rimborsati agli enti locali. È indispensabile sostenere le amministrazioni particolarmente indietro nel reperimento dei fondi, semplificando le linee di finanziamento e il loro accesso.»

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