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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Salute

Terza dose dopo 6 mesi. Lopalco ottimista sul Natale: "Vaccinazioni eviteranno restrizioni". Circolazione virale sotto controllo in Puglia

Secondo Pier Luigi Lopalco la terza dose sarebbe opportuna per tutti coloro i quali hanno ricevuto la seconda dose almeno sei mesi fa, a prescindere dall'età. 

Mentre in Puglia, come nel resto dell'Italia, si osserva un lieve aumento dei contagi verosimilmente correlato anche all'aumento di tamponi determinato dall'obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro, la campagna vaccinale prosegue il suo corso. Sono oltre 3 milioni (dato aggiornato alle 12.02 di oggi) i pugliesi completamente vaccinati, per un totale di 6,06 milioni di dosi somministrate. In Italia l'86% della popolazione vaccinabile ha ricevuto almeno la prima dose, circa l'82% ha concluso il ciclo vaccinale. Secondo quanto dichiarato dal Generale Figliuolo e dal Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute Giovanni Rezza, è fondamentale raggiungere il 90% di "immunizzati" per frenare una eventuale recrudescenza dell'epidemia che, con le attività aperte e i maggiori contatti, è una ipotesi tutt'altro che peregrina. In tal senso, si spiega anche la somministrazione delle terze dosi per i fragili e del booster per gli over 60, fondamentale per potenziare il numero di anticorpi. 

"Ad oggi la dose di richiamo è offerta secondo un criterio di priorità che segue l'andamento delle prime fasi della campagna vaccinale: prima i fragilissimi, poi operatori sanitari e fragili, poi >60 anni, ecc. Questa impostazione, anche se corretta nel merito, rappresenta comunque una inutile complicazione organizzativa. I vaccini nei frigoriferi ci sono: offriamo la dose di richiamo a tutti coloro che abbiano completato il ciclo vaccinale da più di sei mesi", ha dichiarato l'assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco in un post sulla sua pagina Facebook due giorni fa. Insomma, la terza dose sarebbe opportuna per tutti coloro i quali hanno ricevuto la seconda dose almeno sei mesi fa. 

"Aprire a tutti, mantenendo il principio dei sei mesi di distanza dalla seconda dose mantiene comunque il criterio dell’età valido. Semplificherebbe comunque la gestione della campagna da parte degli operatori e sarebbe un elemento di comunicazione chiara per il cittadino", spiega Lopalco, che a FoggiaToday parla anche di green pass, virus influenzale e della attuale situazione epidemiologica in Puglia. 

Assessore, crede che la terza dose sia sufficiente per uscire realmente dalla pandemia, o sarà necessario fare un richiamo ogni anno come per l’influenza stagionale?

"Quello che sappiamo ora è che dobbiamo raggiungere coperture alte completando tutte le fasce di età con due dosi. La terza dose a chi è già vaccinato serve a rinforzare l’immunità e a prolungarne l’effetto. Se dovrà poi essere necessario un ulteriore richiamo magari la prossima stagione lo sapremo solo con il tempo". 

Il Green Pass è stato pensato soprattutto per incentivare la gente a vaccinarsi. È una misura sufficiente o crede – come ha dichiarato il prof. Bassetti – che sia necessario un lockdown mirato per i no vax?

"Si sta dimostrando un ottimo strumento di motivazione alla vaccinazione per chi è ancora indeciso. Stiamo per raggiungere coperture superiori al 90% in molte fasce di età. Pensare a misure ancora più drastiche mi sembra prematuro, oltre che di difficile attuazione".    

E allora, che cosa si può fare per convincere quella parte di “indecisi” a vaccinarsi?  

"Invitarli a parlare con un bravo medico. Affrontare una infezione da SARS-CoV-2 senza la protezione vaccinale è un azzardo che nessun cittadino di buon senso dovrebbe correre".

L’obbligo dei green pass nei luoghi di lavoro ha fatto impennare il numero di tamponi giornalieri. Questo aspetto può essere positivo per l’identificazione di quei casi (penso soprattutto agli asintomatici), con relativo tracciamento dei contatti, che altrimenti non sarebbero stati riscontrati? 

"Sicuramente qualche portatore asintomatico si riesce a identificare con questa tecnica di tamponi a ripetizione. Ma di certo questo non aumenta la sicurezza dell’individuo ch ha scelto di non vaccinarsi". 

Il generale Figliuolo e il prof. Rezza hanno evidenziato la necessità di giungere al 90% di vaccinati per essere sicuri di uscire dalla pandemia. È d’accordo? 

"Assolutamente sì". 

Situazione in Puglia: l’aumento di contagi (ma con un tasso di positività comunque basso) evidenziato negli ultimi giorni è correlato semplicemente all’incremento del numero dei tamponi o ad alcuni focolai registrati nelle scuole e negli ospedali? 

"L’aumento dei casi, al momento, coinvolge principalmente le classi di età pediatriche che non sono ancora coperte dalla vaccinazione. Per il resto, la circolazione virale è ancora sotto stretto controllo". 

Come riporta la fondazione Veronesi, lo scorso anno le coperture vaccinali per l’influenza sono salite al 24% per la popolazione generale e al 65% per gli anziani. Sono numeri sufficienti per scongiurare una “duplice ondata” e, in particolare, il caos nella identificazione dei casi Covid, data la sintomatologia simile che generano i due virus? 

"Più si vaccina contro l’influenza meglio è. Lo scorso anno distanziamento e mascherine hanno fatto circolare molto poco i virus influenzali. Non sappiamo che cosa succederà quest’anno. L’invito alla vaccinazione è pertanto ancora più cogente".

Manca poco al periodo natalizio, che lo scorso anno abbiamo vissuto con l'intero Paese in zona rossa e il coprifuoco. Abbiamo riscontrato che a Foggia alcune attività (come i centri estetici) non fanno prenotazioni per il mese di dicembre, perché si paventano nuove restrizioni. Esiste davvero questo rischio?

"Sono ottimista a riguardo. La vaccinazione ci permetterà di evitare ulteriori restrizioni". 

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