Quarantena, trovare l'equilibrio nel caos della pandemia: il valido aiuto delle pratiche della meditazione Mindfulness

Buone prassi da mettere in pratica suggerite dall’organizzazione mondiale della sanità per limitare l’impatto emotivo della quarantena sul nostro benessere psicofisico

Debora Penna, psicologa

L’emergenza sanitaria che stiamo attraversando, pone ognuno di noi ad adattarsi in modo nuovo alla quotidianità. Siamo portati a fare delle scelte importanti per preservare la nostra salute.

La  Salute che, afferma  Wylie, è  “l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente”. Quindi, la capacità del soggetto di interagire con l’ambiente in modo funzionale, pur nel continuo modificarsi della realtà circostante. Quindi, essere in slaute, è un processo dinamico ed in continuo divenire. Ma la domanda che molti si pongono è come fare a mantenere un “equilibrio” in questo tempo imposto dal contesto.

Questo isolamento a cui tutti siamo stati chiamati, è una nuova condizione che ci porta ad interrompere le nostre abitudini, a sospendere attività significative, impegni sociali e limita lo svolgimento di attività utilizzate anche per la gestione dello stress come andare in palestra, fare una passeggiata, piccoli viaggi o altro. Tutto questo cambiamento improvviso può comporta una serie di possibili conseguenze emotive che, se non gestite opportunamente, possono tradursi in sentimenti intensamente negativi

Cosa possiamo fare allora? Possiamo provare a mettere in pratica una serie di buone prassi suggerite dall’organizzazione mondiale della sanità per limitare l’impatto emotivo della quarantena sul nostro benessere psicofisico: mantenere una routine quotidiana; restare virtualmente connessi con gli altri, condividendo i propri stati d’animo; mantenere uno stile di vita sano, in termini di alimentazione, esercizio fisico, sonno relazioni sociali; contattare un operatore sanitario o uno psicologo se ci si sente sopraffatti, informandosi sulla rete territoriale a disposizione, per usufruire di tali servizi. Ancora, mantenersi informati cercando fonti di informazione affidabili; per gestire le emozioni ricorri alle capacità che già hai usato in passato per superare momenti difficili.

Inoltre, sperimentare le pratiche di meditazione Mindfulness, può risultare un valido aiuto. Studi sul tema riconoscono effetti positivi nel praticare la Mindfulness sul nostro umore e persino sul nostro sistema immunitario. In questo nostro tempo, in cui il contesto esterno ci chiede di “fermarci”, uno stop o un rallentamento, potrebbe rivelarsi una grande risorsa per esplorarsi, essere più presenti a noi stessi, alle azioni, alle scelte che compiamo, alle relazioni con i familiari o con gli altri, anche se a distanza. Più realmente “connessi” e meno distratti e frettolosi.

Le pratiche di Mindfulness insegnano un’attidudine all’apertura e alla consapevolezza di ciò che c’è nel momento presente, qualunque sia la condizione che si vive, sospendendo il giudizio, aprendosi con curiosità ed equanimità a ciò che c’è. Capiamo bene che durante questa pandemia, questa attitudine è una risorsa potente, perché ci permette di “stare” e “fare spazio” a tutte le oscillazioni emotive, alle paure, ai pensieri sabotanti ma senza farsene travolgere, continuando a mantenere lucidità e solidità nel qui e ora.

Posta questa premessa, l’esercizio costante della Mindfulness è caratterizzato dal rivolgere l’attenzione al presente, momento dopo momento. Per sostenere l’attenzione, si utilizzano alcuni oggetti naturalmente disponibili alla mente in ogni possibile occasione: il corpo, le percezioni dei sensi, le condizioni emotive, gli oggetti della mente, come i pensieri. Kabat-Zinn sostiene che la posizione che si assume per meditare “è un atteggiamento esterno che ci aiuta a coltivare un atteggiamento interno di dignità, pazienza e autoaccettazione”.

La Mindfulness diventa uno stato mentale da esercitare in ogni momento, da coltivare in qualsiasi condizione e azione, proprio perché edificata sull’accettazione e l’apertura della mente a quello che c’è nel momento presente. Nella pratica della meditazione seduta, il modo più semplice per cominciare a coltivare l’attenzione consapevole è osservare il proprio respiro.

Il respiro è sempre a portata di mano, è sempre con noi e non ha bisogno della nostra attenzione per compiersi. E’ un’ancora che ci tiene ben saldi nel qui e ora; è l’indicatore delle nostre condizioni emotive, al punto che spesso sosteniamo di avere il fiato corto per indicare l’affanno, preoccupazione e stress.

Possiamo concentrarci sull’aria che entra più fredda ed esce più calda dalle narici; sul petto o la pancia che si gonfiano e sgonfiano durante l’inspirazione ed espirazione. Il compito resta lo stesso: radicare la consapevolezza istantanea nel respiro e nel corpo, restando con quello che accade momento dopo momento e senza cercare risultati o sensazioni particolari.

Inevitabilmente, la mente tenderà ad allontanarsi dall’osservazione per vagare qui e lì, magari rievocando un evento passato, un problema attuale, una preoccupazione futura. Anche questi pensieri vanno osservati per ciò che sono, sospendendo il giudizio, osservando cosa ci provocano a livello emotivo, per poi, con gentilezza, amorevolezza e pazienza, li lasceremo andare e  riporteremo la mente al respiro e al corpo, per tutte le volte che sarà necessario.

Allora, adesso non resta che darci questa possibilità e provare a praticare, sperimentando la presenza “nuda” anche in ogni attività che svolgiamo: mentre beviamo il caffè la mattina, o quando cuciniamo, aiutiamo i bambini a fare i compiti, guardare un film, leggere un libro. Accogliere sentimenti come la tristezza, la soddisfazione o la gratitudine quando le sperimentiamo. O semplicemente impariamo a stare con la quiete e il silenzio.

Restiamo connessi nel qui e ora. Concludo dandovi un ultimo suggerimento: coltiviamo meglio che possiamo un sentimento di vera gratitudine verso noi stessi e verso chi sta facendo  il proprio meglio per affrontare questa difficile esperienza.

A cura di: dott.ssa Debora Penna

Psicologa, esperta in psicodiagnostica. Specialista in psicoterapia cognitivo - comportamentale. Istruttore di protocolli basati sulla Mindfulness

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