Lonigro e Capitanata Democratica "sedotti" dal 'Campo Progressista' di Pisapia: lavori in corso con Dario Stefàno

Emiliano, all'assemblea nazionale del PD, non riesce nella mediazione: è scissione. La riorganizzazione passa dai territori. I lavori in Capitanata

Alt: scissione sarà. Se qualcuno pensava che la mediazione tentata nel pomeriggio di ieri all'assemblea nazionale del Pd da Michele Emiliano mirava ad impedire la rottura nel partito o, quantomeno, a smarcarsi per contenerne l'emorragia, ha dovuto ricredersi.

Non passa molto tempo dalla chiusura dei lavori che l'Ansa diffonde una dichiarazione congiunta dei tre pasionari dem (Emiliano-Rossi-Speranza): "Anche oggi nei nostri interventi in assemblea c'è stato un ennesimo generoso tentativo unitario. È purtroppo caduto nel nulla... La replica finale non è neanche stata fatta. È ormai chiaro che è Renzi ad aver scelto la strada della scissione assumendosi così una responsabilità gravissima".

Oggi la minoranza dovrebbe incontrarsi per un ulteriore momento di riflessione ma, a leggere la nota, alea acta est: la chiusura frettolosa dei lavori di ieri, con l'apertura formale del congresso da parte del presidente del partito, Matteo Orfini, sarebbe stato chiaro segnale di fine rapporto. I territori sono storditi, di dichiarazioni dai referenti territoriali del partito neanche l'ombra. Bocche cucite prima di capire cosa accadrà, come evolveranno le prossime ore. Di certo per i tre ci sarebbe un tavolo già intavolato dalla minoranza con il Campo Progressista di Giuliano Pisapia. 

L'ex sindaco di Milano sta compiendo i primi passi concreti per realizzare una federazione di sinistra che faccia rivivere l'Ulivo e che avrà il suo debutto ufficiale il prossimo 11 marzo a Roma. In questi giorni sta portando a termine una strategia esplorativa a livello internazionale incontrando il leader laburista britannico Jeremy Corbyn. La speranza sarebbe quella di incontrare anche il socialista americano Bernie Sanders.

Ma al di là delle mosse oltremare, è in casa sua che l'ex primo cittadino di Milano deve fare i conti per trovare la quadra di un'alleanza organica interna alla sinistra-sinistra. Secondo Il Fatto quotidiano , Pisapia starebbe già lavorando ad un'intesa cordiale con gli scissionisti del Pd capitanati da Michele Emiliano, Enrico Rossi e Roberto Speranza, anche se è lui stesso, nelle ultime ore, a definire "una sciagura" l'eventuale rottura in casa dem.

Nel frattempo ci si muove sui territori. Anche in Capitanata. Secondo indiscrezioni, oggi a Foggia sarebbe dovuto arrivare il senatore Dario Stefàno al quale sarebbe stato dato mandato di organizzare la Puglia progressista per il debutto di marzo. Sarebbe, perché quanto accaduto ieri a Roma ha convinto i livelli romani a temporeggiare per il momento. Già assessore della giunta Vendola, eletto al Parlamento con SEL ma sfilatosi nei mesi scorsi (quando si iscrisse al gruppo Misto), presidente de La Puglia in più, Stefàno sta promuovendo incontri in terra di Puglia, sondando il terreno e reclutando sostenitori e attivisti.

Quello di oggi a Foggia non sarebbe il primo incontro. Il campo di interesse è quello degli ex SEL tenutisi fuori da Sinistra Italiana (approfondiremo a breve) e dei movimenti civici di centrosinistra. Non a caso oggi avrebbero dovuto parteciparvi il già consigliere regionale e leader di Socialismo Dauno, Pino Lonigro, l'ex dem Salvatore Mangiacotti, il già consigliere provinciale Michele Augello. Gli ultimi due reduci da una performance con l'Udc alle elezioni provinciali ma sostenitori del progetto civico Capitanata Democratica sorto, qualche anno fa, su volontà degli ex dem cerignolani Rino Pezzano e Leonardo Paparella (che, però, non dovrebbero prendere parte all'incontro).

Pino Lonigro ci tiene a chiarire a Foggiatoday: "Avrei partecipato da osservatore, nel ruolo di chi è interessato a capire quali dinamiche si aprono nel centrosinistra e, in particolare, nel Campo Progressista, sì da avere tutti gli elementi per condurre una valutazione libera ed autonoma col mio movimento". Nulla di deciso, dunque. Per Lonigro lo spazio ci sarebbe. E calamiterebbe l'interesse anche di coloro che nelle settimane scorse hanno rotto col nuovo soggetto di Nichi Vendola, Sinistra Italiana appunto, che proprio ieri, a Rimini, ha concluso il suo primo congresso nazionale acclamando segretario Nicola Fratoianni (la sola proposta in corsa dopo il passo indietro di Arturo Scotto).

Ed è proprio dall'area Scotto che giungerebbe energia importante: 18 parlamentari, non pochi, tra cui Arcangelo Sannicandro. Ma c'è anche Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, la stessa Laura Boldrini, presidente della Camera. Perché il divorzio da SI ancor prima che nascesse non è solo una questione di forma ma di sostanza. La linea di demarcazione è politica.

"Sinistra Italiana è un ritorno a Rifondazione Comunista e tradisce lo spirito stesso di SEL" afferma Lonigro, che non si è mai appassionato al progetto. "L'idea di fondo di SEL era costruire una sinistra di governo non riproporre il suo volto più estremo". "Campo progressista, invece, riprende il ragionamento su una sinistra di governo non integralista".  E d'altronde la chiusura ieri a Rimini agli scissionisti è lì a confermarlo. "Vendola ormai ha fallito" affonda Lonigro, che ne ha anche per il nuovo segretario di SI: "I suoi guai sono iniziati proprio quando ha nominato assessore Fratoianni".

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E mentre il Pd si interroga, oggi più che mai, sul suo profilo maggioritario, Lonigro non sembra avere dubbi: "Il Pd le elezioni da solo non le vince nè ora nè mai. Per aiutare il centrosinistra è necessaria la costruzione di un soggetto collaterale. È nostro dovere costruire cuscinetti in grado di reggere l'impatto degli scontenti, convogliarli in un soggetto progressista. Altrimenti li consegniamo a Grillo. In questo ragionamento le piccole formazioni sono importanti". E il movimento già lanciato da D'Alema? L'ex consigliere regionale non si sbottona: "Dovranno fare i conti con Pisapia" afferma. Tutto è molto fluido, insomma. E, quando non si sa dove andare, la massima velocità consentita è stare fermi: la saggezza della politica di ieri.

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