Scintille in piena pandemia, avvertimenti dal fuoco amico a Landella. Iaccarino con i rivoltosi: "La nave è affondata"

La politica bisticcia anche in tempo di pandemia. È una bozza di mozione dei Fratelli d'Italia con Iaccarino e Fiore a far partire altre scintille. Landella: "Non giochiamo a chi la spara più grossa"

Il sindaco di Foggia Franco Landella

Le frizioni pre-pandemia all'interno della maggioranza non si placano nemmeno in piena emergenza e, anzi, il Coronavirus fa bisticciare il sindaco di Foggia Franco Landella e i recalcitranti consiglieri comunali di Fratelli d'Italia. È una bozza di mozione a far partire altre scintille. Il Gruppo consiliare dei meloniani al completo, oggi numericamente il più consistente all'interno del centrodestra a Palazzo di Città, composto da Luigi Fusco, Erminia Roberto, Liliana Iadarola, Francesco D'Emilio e Bruno Longo, con l'innesto del presidente del Consiglio comunale Leonardo Iaccarino e dell'indipendente Alfonso Fiore, che hanno condiviso e sottoscritto la proposta, ha presentato al sindaco un'ipotesi di ricetta, da discutere magari anche in videoconferenza, per disinnescare la bomba sociale effetto della quarantena. Contiene tutta una serie di interventi tampone attingendo per i finanziamenti a piene mani soprattutto dal settore cultura e spettacoli, compreso il concertone di Ferragosto.

LA REPLICA - Il sindaco Franco Landella non ha particolarmente gradito la proposta: "In questo momento mi sarei aspettato donazioni e non mozioni. Le due parole si coniugano con la parola azione e, quindi, fatti concreti e non parole. Esattamente come ha fatto Giorgia Meloni, lei sì carismatica, con la sua munificenza di 500mila euro all’ospedale “Papa Giovanni” di Bergamo, grazie anche al contributo di assessori e consiglieri regionali". E mantiene la calma, perché evidentemente gli preme ricompattare la maggioranza in vista dell'approvazione del bilancio, circostanza che evidenzia in ben due passaggi del discorsetto ai suoi. "In questo momento - continua - ritengo che non sia opportuno fare a gara a chi la spara più grossa per cavalcare la facile onda del populismo che l’emergenza del Coronavirus solleva a più riprese, anche perché tutti i consiglieri sanno benissimo l’importanza della discussione preliminare della redazione di un bilancio che mi auguro condiviso e partecipato, anche con la collaborazione dei consiglieri di minoranza".

QUALI MISURE - La proposta di mozione si sostanzia in sette punti: l'istituzione di un tavolo permanente per la gestione dell'emergenza povertà; l'istituzione di due fondi di solidarietà, uno da almeno 1 milione di euro, per le micro-imprese e le attività commerciali e artigianali, ambulanti compresi, e l'altro per gli operatori culturali ed artistici della città oggi fermi; agevolazioni fiscali e sostegno finanziario al commercio; sospensione e successiva rateizzazione del Cosap, il canone per l'occupazione del suolo pubblico; erogazione di contribuiti economici alle classi meno abbienti in forma strutturata e permanente abbinata a un banco alimentare con un presidio nella scuola Chiara Lubik; dispositivi di protezione individuale agli operatori di polizia locale e a tutti i dipendenti comunali impegnati in servizi essenziali.

I FONDI -  I firmatari indicano anche dove attingere le risorse per la copertura finanziaria delle iniziative proposte e individuano quasi 2 milioni di euro: 800mila euro dalla creazione di un sistema di Ztl prevista e mai approvata; 57.200 euro somma del cachet per il cantante individuato per la festa patronale; circa 300mila euro dalla gestione dei contenitori culturali; 750mila euro dalle spese per gli spettacoli previsti e non approvati; più gli importi dei gettoni di presenza delle Commissioni consiliari sospese.

Il sindaco si dice aperto a qualsiasi proposta, ma non risparmia un ultimo richiamo alla responsabilità: "Di milioni di euro io non vorrei mettercene uno ma 101, se solo ce lo consentisse un bilancio comunale non ingessato dal “salva enti” (e qui mi aspetterei che tutti insieme facessimo appello al Governo nazionale per eliminare, anche provvisoriamente, i vincoli impostici), rimpinguato dalle risorse governative e regionali, non prosciugato dagli ingenti debiti fuori bilancio che siamo costretti a pagare per colpa di una scellerata gestione delle amministrazioni passate. In questo momento chi invoca i tavoli dovrebbe avere la responsabilità di attendere la redazione del bilancio che, lo ripeto, auspico condiviso e partecipato, per cui la priorità assoluta deve essere quella di sostenere i più deboli affinché nessuno resti indietro".

LA RAPPRESAGLIA - Che sia ai ferri corti con Bruno Longo è assodato e le schermaglie a distanza si consumano principalmente con lui. Ma anche il presidente del Consiglio Comunale Leonardo Iaccarino, formalmente nello stesso partito del sindaco Franco Landella, ha mostrato pubblicamente segni di insofferenza a partire dal pasticcio dei mercati rionali, in un crescendo di insoddisfazione ("dovrebbe fare meno video spot, del tutto inutili, e più fatti concreti per la gente bisognosa. Lui è l'uomo solo al comando") fino all'ultima sirena: "La nave è affondata capitano". C'è invece un bel feeling con gli amici di Fratelli d'Italia. Alfonso Fiore che già pensava alle Regionali resta orgogliosamente indipendente ma anche lui approva spesso la linea dei compagni di banco meloniani.

A replicare al sindaco è il solito Bruno Longo, che prova a moderarsi ma va giù pesante: "Chi finora l'ha sparata più grossa è stato chi si è fatto i selfie e i servizi fotografici anche con il personale del Comune volendo dimostrare una sorta di interesse che si è risolto poi in qualcosa di poco concreto. Il gruppo di Fratelli d'Italia ha prodotto quello che può secondo la norma: noi possiamo fare le mozioni, le interrogazioni. Ed inoltre, noi il nostro banco alimentare, anche insieme ad altri non appartenenti a FdI come Leo Iaccarino, lo abbiamo fatto con le nostre risorse, coinvolgendo amici. Noi stiamo aiutando le famiglie, il nostro modo di aiutare la gente non l'abbiamo mai pubblicizzato a differenza di chi fa delle improbabili cessioni della indennità il cui importo poi non risulta essere quello che effettivamente viene corrisposto".

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L'ex forzista, che ha pagato dazio con la defenestrazione del genero Claudio Amorese dopo il passaggio formale in FdI, non le manda dire: "Il sindaco ha una strana cognizione del bilancio: è un documento essenziale che viene approvato dal Consiglio comunale, non è che debba essere preparato da lui e da qualche dirigente per poi farcelo approvare senza averne avuto conoscenza prima. La mozione, e questo sarà sfuggito al sindaco, forse non l'avrà capito, serve a dare un'idea di una parte politica, di un gruppo di consiglieri circa come debba essere redatto il bilancio. Se il sindaco non l'ha capito non è colpa nostra. E potrebbe rileggersi il Testo Unico, a questo riguardo. Prima dell'emergenza Coronavirus, già due mesi fa, come gruppo di Fratelli d'Italia abbiamo sottoposto le nostre istanze al sindaco sul bilancio. Oggi abbiamo un assessorato che può spendere circa due milioni di euro che è l'assessorato alla Cultura che, per carità, fa anche delle cose buone e condivisibili, e in bilancio però abbiamo 300mila euro per i marciapiedi e per le strade. Oggi, in virtù di questo Coronavirus abbiamo pensato di spostare alcune poste sul banco alimentare e l'aiuto alle famiglie povere. Abbiamo fatto esattamente ciò che auspica il sindaco: il nostro compito di consiglieri, dicendogli come vogliamo il bilancio. Mi sembra chiaro che occorra una discussione, però possiamo dire con grande franchezza che se lui ci vuole presentare un bilancio già confezionato e pretende che gli altri debbano alzare la mano se lo può scordare". 

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