Mercoledì, 17 Luglio 2024
Politica

Landella spalle grosse ma al muro: chiesta la testa di Roberto, ma Di Giuseppe tiene duro

Civica per la CapitAmata chiede le Politiche Sociali, ma Alternativa Popolare non ci sta. Bruno Longo chiamato a mediare e a trovare una soluzione. Presentata mozione di sfiducia, maggioranza blinda Landella

"Avere a cuore il futuro di Foggia vuol dire non smettere di lavorare per il suo bene, significa non seguire chi fa il tifo per il fallimento della città, proseguire con passione nell’attività svolta in questi primi anni di governo, rispondendo così con i fatti a chi si impegna nella ricerca di firme per una mozione di sfiducia nei confronti dell’Amministrazione comunale". Replicano così i capigruppo della maggioranza al Comune di Foggia all'iniziativa promossa dal consigliere di opposizione Vincenzo Rizzi che ha vergato nero su bianco la mozione di sfiducia al sindaco, Franco Landella, al momento firmata solo da quattro consiglieri di opposizione (Rizzi, Mainiero, Cusmai, Sciagura). Ed è più che probabile che i numeri per perfezionarla non ci saranno. Perché, in fondo, a casa, non vuole andarci nessuno. Men che meno chi al seggio in consiglio comunale ha legato le sue sorti politiche.

Landella è una ciambella di galleggiamento al momento per tanti. Il centrodestra, tuttavia, dopo mesi di critiche incassate senza proferire verbo, prova ad uscire dall'angolo e a blindare l'amministrazione. Lo fa all'esito dell'ennesimo, difficile, vertice di maggioranza. Quello che avrebbe dovuto produrre un chiarimento tra le forze politiche prima dell'azzeramento delle deleghe alla giunta (annunciato dal sindaco 24 giorni fa) e di fatto ancora non avvenuto.

Non in assenza di un cenno conciliante da parte delle due fazioni più problematiche da due mesi a questa parte per il primo cittadino: Civica per la CapitAmata e Alternativa popolare. Ambedue si contendono lo stesso assessorato, quello ai Servizi sociali guidato da Erminia Roberto, e pare non ci sia modo di uscire dall'impasse in cui la maggioranza si ritrova impantanata dagli inizi di agosto. Ieri a rappresentare il gruppo civico solo il più "morbido" dei quattro, Salvatore De Martino, inviato a ribadire le posizioni del gruppo: la testa, in buona sostanza, di Erminia Roberto. Senza sconti, senza piano b (d'altronde che si fa sul serio lo dimostrano le dimissioni di Antonio Vigiano dalla IV commissione consiliare).

All'altro capo della diatriba il gruppo di Franco Di Giuseppe, che ha già fatto sapere che l'eventuale sacrificio di Roberto costerà la consiliatura a Landella. Il sindaco si sarebbe affidato ad un mediatore di lungo corso politico, Bruno Lungo. Da lunedì partirà una nuova, estenuante trattativa che dovrà concludersi nel giro di dieci giorni, trapela da Palazzo. Ad ambedue le forze si chiederà un passo indietro per farne tutti uno in avanti. Non è chiaro se ciò avverrà. Né se i gruppi manterranno, ciascuno, una compattezza tale da costringere il sindaco allo scontro frontale, con le dimissioni sul tavolo. Lo diranno le prossime ore. 

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