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Cortocircuito leghista a Lesina: sindaco fa fuori assessore, partito esce dalla Giunta: "Non ci sono più le condizioni"

Il sindaco Roberto Cristino ha tolto la carica di assessore al dott. Leonardo Bramante. Il partito della Lega, che ha la maggioranza relativa con cinque consiglieri insorge. Cusmai: "Non ravvisiamo più le condizioni per poter proseguire questa esperienza amministrativa"

Roberto Cristino e Cusmai

La Lega di Lesina in rotta con il suo sindaco Roberto Cristino, che a meno di un anno dall'affermazione elettorale con la lista 'Noi per Lesina', "ha pensato bene di togliere la carica di assessore al dott. Leonardo Bramante che sul campo ha guadagnato quel ruolo portando alla lista 285 voti e che, insieme a tutti gli altri componenti di riferimento Lega che vede cinque consiglieri comunali e rappresenta la maggioranza relativa, hanno portato più di 1500 preferenze a chi oggi si fregia della parola sindaco" tuona il segretario provinciale del partito di Salvini Daniele Cusmai, stupito dalla decisione presa "in una situazione di emergenza mondiale, dove a partire dalle amministrazioni comunali si è in prima linea per aiutare le persone che vivono situazioni più disagiate e dove si lavora per posticipare pagamenti di imposte comunali affinché i cittadini abbiano più possibilità" aggiunge.

Cusmai, nel rammentare "che l'obiettivo principale è quello di interessarci delle problematiche inerenti la cittadinanza e cercare di trovare le soluzioni più adeguate" e che "in questo contesto non ci ha mai appassionato il raggiungimento di posizioni personali", aggiunge che "dal momento in cui è stato revocato senza alcuna motivazione un autorevole rappresentante del nostro partito, non ravvisiamo più le condizioni per poter proseguire questa esperienza amministrativa nel rispetto della volontà dei tanti cittadini che ci hanno gratificato del loro consenso. Motivo per il quale la Lega ritirerà la propria delegazione dalla Giunta comunale, perché se qualcuno ha pensato di poter disgregare un gruppo nel quale vige la parola squadra e nel quale la politica è vista come servizio e non come interesse personale, ha sbagliato conti e progetti" conclude.

Un cortocircuito che a meno di un anno dalla vittoria elettorale tutta leghista, nella città dell'europarlamentare e braccio destro di Matteo Salvini, Massimo Casanova, rischia di compromettere seriamente il cammino del governo cittadino.

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