De Santis: “Ai foggiani non bisogna far pagare l’IMU sulla prima casa”

"L'Amministrazione realizzerebbe un principio di giustizia e di equità sociale di progressività della tassazione, che il governo Monti non è stato in grado di realizzare"

Leonardo De Santis

Il consigliere comunale Leonardo De Santis sull'IMU: "Si fa un gran parlare della nuova tassa denominata IMU e sulla sua iniquità, ma accertata la questione ideologica sarà necessario cercare di porvi un rimedio tecnico e pratico.

L’amministrazione comunale di Foggia dovrà dimostrare in concreto, con il proprio operato, di rimanere schierata al fianco della sua gente, evitando il più possibile di mettere le mani in tasca ai cittadini sulla nuova ICI prevista per la prima casa.

Pur non potendo sottrarci all'imposizione della legge, sarà necessario stabilire un principio di equità e giustizia sociale abbattendo l'IMU per la prima casa, sgravando in tal modo la stragrande maggioranza della popolazione da una tassa che reputo ingiusta ed iniqua.

Proprio in un momento drammatico per le famiglie, dove il disagio spesso sfocia in tragedia, il governo Monti avrebbe dovuto alleggerire la pressione fiscale sui cittadini incentivando piuttosto salari e stipendi. Cosa che invece non solo non è avvenuta, ma la reintroduzione dell'ICI sulla prima casa, senza tener conto dei pagatori di mutuo , è un atto che colpisce gravosamente i cittadini.

Il fine da raggiungere sarà quello di cercare di non far pagare circa il 90% dei foggiani sulla prima casa.

Per fare questo il Consiglio Comunale dovrebbe approvare la definizione delle aliquote della nuova imposta, assumendo la decisione storica, esemplare e coraggiosa di non far pagare sulla prima casa la maggior parte dei foggiani, i quali potranno ridurre a zero il dovuto grazie alla detrazione fissa di €. 200,00 prevista dalla legge ed a quella aggiuntiva di 50 Euro per ogni figlio a carico al di sotto di ventisei anni.

Necessario sarà però per il Comune avere delle entrate in bilancio, soprattutto in tempi così difficili per gli Enti locali, per pareggiare gli incassi non ottenuti sulla prima casa si potrebbe portare al massimo l’applicazione dell’aliquota sulle seconde e successive case , aumentando progressivamente se la casa è sfitta o meno e se è locata ad un canone equo o calmierato.

Per questo l'Amministrazione Comunale potrebbe prevedere agevolazioni e riduzioni rispetto all'aliquota ordinaria, adottando un regolamento su come gestire il mercato degli affitti e prevedere anche sgravi, di diversa entità per chi non voglia aderire al mercato degli affitti a canone equo, ma abbia seconde case affittate con regolare contratto o concesse in comodato ai figli.

Stesso discorso andrebbe affrontato per i terreni agricoli ed i fabbricati rurali, per le attività produttive , per botteghe e negozi, che purtroppo subiranno un notevole incremento in quanto i moltiplicatori delle rendite catastali sono stati aumentati direttamente dalla legge, senza che venisse riconosciuto ai comuni alcun potere di riduzione.

L'Amministrazione di Foggia realizzerebbe un principio di giustizia e di equità sociale di progressività della tassazione, che il Governo Monti congelando l'idea della patrimoniale, non è stato in grado di realizzare su vasta scala."


 

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