Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica

Governo Draghi a trazione nordista: "Sembra una 'vendetta' verso l'esecutivo Conte"

Le accuse di Italia in Comune Puglia: "Il ritorno in maggioranza di esponenti ex secessionisti alimenta il sospetto che si sia scelto di contrapporre alcuni blocchi territoriali ad altri, minando la coesione necessaria alla ripartenza dell'Italia"

Mario Draghi e Giuseppe Conte (Ph. Ansa)

"Il governo Draghi ha il record di ministri originari del Nord. Sembra quasi una "vendetta" nei confronti dell'esecutivo Conte, che invece era a trazione meridionale". Non lesinano critiche i rappresentanti di Italia in Comune sulla squadra di Governo costruita dal nuovo premier Mario Draghi. 

"Questo preoccupa molto una formazione come la nostra, sospinta dalla vitalità dei territori e radicata molto anche nell'Italia centromeridionale: il ritorno in maggioranza di esponenti ex secessionisti alimenta il sospetto che si sia scelto di contrapporre alcuni blocchi territoriali ad altri, minando la coesione necessaria alla ripartenza dell'Italia. Una coalizione che, accanto a grandi personalità come Cartabia, Cingolani, Colao, Giovannini, pretende di tenere insieme Lega e Pd, Italia Viva e 5 Stelle, Leu e Forza Italia, non dà garanzie di stabilità. E i Comuni hanno bisogno come il pane di un quadro politico certo e duraturo su cui contare per programmare interventi e opere di lungo respiro".

"A mobilitarsi dovrebbero essere tutti gli amministratori, di ogni schieramento, e soprattutto le giovani energie delle nostre città. Siamo infatti alla vigilia della distribuzione di una quantità enorme di finanziamenti, e i 209 miliardi del Recovery Plan devono rappresentare quella svolta che aspettiamo da decenni. Non devono essere dirottati verso interessi allocati in aree già ricche che vogliono imporsi sul resto d'Italia".

Infine, l'appello di Italia in Comune a tutti i sindaci, all'Anci, ai presidenti delle Regioni, alle organizzazioni sociali: "Evitiamo l'ennesima distribuzione dei fondi a scapito dei territori centro-meridionali, verso grandi opere lontane dalle nostre terre. E portiamo la voce degli imprenditori, degli amministratori, delle associazioni e delle nostre eroiche e innovative start up, attraverso progetti credibili e decisi per lo sviluppo di aree con enormi potenzialità. Facciamo sentire a Roma la carica delle comunità virtuose, che anziché pensare alle spartizioni dei partiti producono fatti, buone prassi, politiche green, economia civile.

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