Conferenza presso l'auditorium 'Madonna delle Croci': le proposte di Martorana

Immigrazione, attività commerciali, residenza, progetti comunali futuri, sono stati i temi predominanti dell'incontro

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Si è tenuto ieri, presso l'Auditorium della chiesa "Madonna delle Croci", sita lungo il viale della stazione, un convengo sulle problematiche sociali della zona. Immigrazione, attività commerciali, residenza, progetti comunali futuri, sono stati i temi predominanti dell'incontro. Al tavolo, tra i candidati sindaco presenti, vi era anche il Nuovo Ordine Nazionale con Giuseppe Martorana.

L'atmosfera conviviale si è però subito riscaldata già dalle prime battute. L'esasperazione della gente che vive ormai da anni un disagio ed un degrado sempre più profondo non è stato un buon ispiratore ai fini di un uno scambio di pensiero sulle questioni inerenti ai temi della serata. Da quanto è emerso, è apparso subito chiaro che, per i cittadini residenti, il problema principale di tutto il degrado sociale sta nella scarsa presenza dei vigili urbani i quali, a detta di molti - ad anche di qualche candidato sindaco presente - si "imboscherebbero" negli uffici o, peggio ancora, in casa. 

Affermazioni che lasciano il tempo che trovano e che se fossero vere occorrerebbe chiedere l'intervento della magistratura. Ma, anche ammettendo che tali affermazioni siano state in parte fondate, non è certo l'assenteismo di alcuni che procura i problemi sociali ai residenti e lavoratori della zona.

La platea, a nostro avviso, si è dimostrata poco propensa ad una possibile soluzione delle problematiche esposte aggrappandosi ai luoghi comuni quali cause principali delle precarie condizioni di vita. Sotto questa visione le proposte esposte dal Nuovo Ordine Nazionale - ma a dire il vero anche quelle esposte dagli altri candidati - non sono state prese in buona considerazione.

In particolare, il candidato sindaco Giuseppe Martorana, oltre a prospettare la necessità di una maggiore presenza dei vigili urbani nella zona, ha anche fatto presente le condizioni in cui lavorano gli agenti. Auto vecchie di decenni, radio trasmittenti non funzionanti, mancanza di armi adeguate alla difesa dei tutori dell'ordine e al rispetto delle leggi fanno parte di una realtà taciuta o non conosciuta con la quale i vigili urbani di Foggia devono fare i conti ogni giorno. Occorre, pertanto, rivedere l'intera organizzazione della polizia locale rivedendo i mezzi e i metodi da applicare.

Tra i metodi proposti vi è stato quello dell'allontanamento dal comune degli extracomunitari senza un regolare permesso di soggiorno. Una forma difensiva e di rispetto delle regole che andrebbe applicato a livello nazionale, non solo a Foggia. Ma alcuni astanti hanno subito fatto presente che l'allontanamento di costoro peserebbe economicamente sulla cittadinanza.

Tale affermazione ha lasciato basito il candidato sindaco del Nuovo Ordine Nazionale perché è stato subito evidente che, coloro che davano per impossibile la sostenibilità dei costi necessari all'allontanamento dei clandestini, non si erano fatti i conti di quanto costa mantenerli facendoli rimanere indisturbati in zona. Un costo che non va calcolato solo a livello economico, ma anche di immagine, di sicurezza, di quieto vivere.

Allo stesso tempo, mentre si polemizzava sui costi per l'allontanamento, si ribadiva la necessità di rendere la zona più sicura e vivibile. Discorsi che, alla fine, erano in palese contraddizione in quanto pur riconoscendo la causa principale dei problemi sociali non se ne voleva estirparne la radice. Pochi sono stati coloro che hanno capito che non potevano esistere l'una e l'altra condizione a fronte del fatto che la prima era la causa della seconda per la quale ci si lamentava.

Vista l'impossibilità di proporre valide soluzioni, il Nuovo Ordine Nazionale ne prospettava una molto più ampia, ovvero quella di dare ai residenti del luogo l'opportunità di scegliere essi stessi le possibili risoluzioni ai problemi che avevano denunciato. Si promuoveva, alla fine, una formula politica a cui il candidato sindaco Martorana è legato, ovvero quella della partecipazione sociale alla vita della politica locale. Con questo metodo le lamentele sarebbero divenute anche motivo di riflessione per ricercare il giusto modo per togliere o, quanto meno ridimensionare sensibilmente, i problemi riscontrati.

La proposta è stata accettata timidamente, ma certamente molto più di quelle precedentiA conclusione dell'incontro è stato innegabile dover constatare il perdurare di una brutta abitudine che da tempo ha condannato Foggia a vivere il peggiore periodo della sua storia fino ad essere catalogata all'ultimo posto della classifica tra le città meno vivibili della nazione, quella della perpetua lamentela che non trova risoluzioni, spesso per partito preso o per conti sbagliati o per difficoltà ad accettare soluzioni diverse da quelle personali.

Foggia deve ribellarsi prima di tutto a questo modo di affrontare i propri problemi. Deve alzare la testa ed essere in grado non solo di denunciare le sue sofferenze, ma anche di trovare le possibili soluzioni insieme alle autorità locali, soprattutto quando queste ultime sono disposte ad ascoltare i cittadini portatori di proposte serie e concrete.

Il Nuovo Ordine Nazionale intende mettere in atto questo tipo di politica, aperto, trasparente, onesto, con il quale rendere partecipe il cittadino e renderlo responsabile delle scelte da lui stesso fatte. Va eliminato il vecchio stereotipo che predilige le soluzioni all'interno delle stanze di potere dentro le quali si chiudono i "saggi" che poi tanto saggi non sono e dove spesso non si percepiscono i reali pericoli i disagi a cui è soggetta la popolazione.

Con la partecipazione dei comitati di quartiere alla vita pubblica della città ogni questione potrà essere risolta al meglio e le responsabilità delle decisioni saranno a carico di tutti, nessuno escluso. E qualora le soluzioni adottate dovessero rivelarsi poco incisive, i comitati potranno sempre intervenire per modificarle insieme alle commissioni comunali preposte.

Noi abbiamo l'idea di attuare questo tipo di politica, l'unico che può consentire ai cittadini di non sentirsi più come una presenza passiva, succube delle decisioni altrui, ma come una presenza propositiva e positiva sia per la propria città che per il proprio stile di vita.

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