Domenica, 14 Luglio 2024
Politica

Salatto si butta nella mischia, altolà ai partiti: "Il candidato sindaco non può spuntare come un fungo"

L'imprenditore della sanità privata rispolvera Municipia, che potrebbe diventare una lista civica per le Comunali a Foggia

“Sono due le età in cui ci si getta a capofitto nella mischia: quella della gioventù e della contestazione, e la mia, quando non hai nulla da perdere”. A 73 anni, portati benissimo non c’è che dire, Potito Salatto, si ributta in politica, la sua passione.

L’imprenditore foggiano della sanità privata, per trent’anni chirurgo, presidente dell’Aiop Puglia, l’associazione italiana ospedalità privata, si rimette in gioco. Rispolvera Municipia, che per chi non lo sapesse è nata come associazione, regolarmente costituita nel 2012, poi è diventata anche un format tv, andato in onda per anni sulla sua Teleblu. Dentro ci sono anche i suoi figli, Rocco Salatto, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, e Antonella Salatto, amministratore delegato del Centro Salute ‘Giovanni Paolo II’.  

Il 26 maggio scorso, nell’atmosfera soffusa di una sala de Laltrocinema di via Duomo, con la giusta dose di tensione ed emozione prima di cominciare, ha manifestato le sue intenzioni. Era stato Rino De Martino a girare alla stampa l’invito, probabilmente alimentando un certo carico di aspettative.

“Ho iniziato come boy-scout”, ci terrà a ricordare, ripercorrendo dagli albori la sua carriera. Una suggestione che avvalorerà la tesi che andrà ad esporre: ha sempre creduto nella solidarietà e nell’associazionismo. Quattro telecamere sono puntate su di lui. In sala non vola una mosca. Il pubblico ascolta in religioso silenzio.

“Ma si candida?”

La domanda più gettonata tra i curiosi di passaggio, a caccia di beninformati per sbrigare subito la pratica e andare dritto al sodo, è una, sussurrata all’orecchio: “Ma si candida?”.

A volerla spiegare con le teorie della comunicazione, forse nel processo di decodifica qualcosa si è inceppato. Senza voler tediare il lettore e scomodare Umberto Eco, per quanto fosse chiaro il messaggio, probabilmente si è verificata una interferenza nell’interpretazione, proprio alla luce delle aspettative.

“Non sono candidato e non ho un programma”, ha dichiarato a un certo punto Salatto per uscire dall’equivoco. O meglio, è contrario alle autocandidature, ma si candiderebbe pure, “perché no”. Quando sarà il momento, se qualcuno glielo proporrà, ci penserà. “È possibile pure che io mi candidi, ma non mi candiderò io, me lo devono dire i partiti, i movimenti”. Sonda prima di tutto il livello di gradimento. E, semmai, aspetta i corteggiatori. 

Il simbolo di Municipia potrebbe comparire sulla scheda alle elezioni amministrative d’autunno a Foggia. “La lista civica che ho la presunzione di poter mettere in campo – ha detto il dottore - deve essere una lista civica che, intanto, produce e promuove iniziative, che apra riflessioni a cui, purtroppo o per fortuna, io mi auguro che i partiti non possano sottrarsi”.

Si ritaglia il ruolo di ‘disturbatore’, con un’immagine irriverente, l’ex magistrato Salvatore Russetti, nella Giunta degli esperti di Franco Landella prima dello scioglimento. S'intrufola quando Salatto traccia l’identikit dei nuovi potenziali associati che Municipia vuole calamitare, parlando soprattutto della motivazione, la stessa che si trova magari nelle scuole di ballo. Dal pubblico si leva un sarcastico “anche le bocciofile”.

A definirla come una battuta infelice è Micky de Finis, responsabile del Centro Studi di Confindustria, accanto al chirurgo insieme al comunicatore Gianni Di Bari, passato per Teleblu, prima di tutto in qualità di amico. Del resto, era con lui davanti al notaio alla nascita di Municipia. “Non siamo qui a giocare”, è stata la reprimenda arrivata dal salottino che si era premunito dei necessari anticorpi. Salatto non ha alcuna intenzione di “cominciare già con la guerra civile”.

Poi, però, de Finis concederà la parola all’ex assessore. “Il mio compito è un dovere civico, che è quello di stanarti – ha detto Russetti a Salatto - A cinque mesi dalla elezioni, non puoi credibilmente dire che qui dobbiamo parlare della bocciofila. Non è possibile che tu lo pensi realmente”. Il diretto interessato non si è scomposto più di tanto e ha ribadito i suoi propositi.

Un "luogo plurale"

Alla corte di Salatto ci sono proprio tutti, e a nominare i presenti si farebbe certamente torto a qualcuno. Con un termine ormai desueto, de Finis saluterà i ‘mandarini’, come si diceva un tempo di chi occupa posizioni di prestigio. Ma semmai è una ‘macedonia’.   

In prima fila ci sono il vice presidente della Regione Puglia Raffaele Piemontese e il consigliere regionale Antonio Tutolo; Manila Gorio candidata a sindaco di Bari; nelle retrovie c’è anche il segretario cittadino della Lega Antonio Vigiano, che a leggere un suo post apparirà deluso e parlerà di un’occasione persa; ci sono il presidente di Confindustria Foggia Eliseo Zanasi e, dietro, il fratello, Massimo Zanasi, noto geriatra recentemente passato proprio al Gruppo Salatto; il presidente di Ance Foggia Ivano Chierici; Rosa Cicolella e Lorenzo Frattarolo di Italia Viva; l’ex Puglia Popolare, Michele Gesualdo; il Dem Michele Vaira; Ignazio Grosso, in passato consigliere comunale (“Oggi Salatto dovrebbe essere il sindaco della città”); Davide De Salvia, anche lui consigliere tempo addietro.

Interviene anche Matteo La Torre, che parla da cittadino e imprenditore “che dal nulla ha dato pane a 800 famiglie”. Le sue parole, probabilmente, appaiono alquanto ingenerose a quella politica che ha una reazione stizzita. “C’è bisogno di parlare con molta chiarezza. Negli ultimi 30 anni a Foggia non si è fatto mai niente – ha detto - Chi è stato a dirigere i Consigli che si sono succeduti che ha fatto? E ci troviamo in queste condizioni. Foggia è l’ultima d’Italia, ma da quanti anni e perché deve stare là? Io lo chiedo a chi è stato nella politica”.

Se vogliamo, è una platea più sbilanciata a sinistra, quella che sarebbe anche l'area di riferimento di Salatto, ma il suo progetto è inclusivo. Del resto, “i servizi di cui ha bisogno questa città non sono né di destra né di sinistra”. Insomma, c’è posto per tutti.

Municipia è un luogo plurale. “Il mio scopo è aprire un dibattito”, dice a chiare lettere Salatto. Dopo l’epilogo dello sforzo editoriale di Teleblu gli è tornata la voglia di parlare e far parlare. C’è troppo silenzio intorno. “Ho questa ambizione, presuntuosa, di portare questa iniziativa anche nei comuni più piccoli”. Promette eventi e focus. “Vorremmo decidere noi come far funzionare meglio il servizio di raccolta dei rifiuti o, per esempio, organizzare al meglio i servizi sociali e la polizia locale”. La salute, i servizi sociali e la sicurezza, sono le sue priorità. E poi c’è la cultura. Non lo dice, forse perché “non è la serata dell’autotrionfalismo”, ma lui fu l’assessore che portò Bob Dylan a Foggia.

L’appello ai partiti

Le ‘civiche’ già proliferano in città. Si sono fatti avanti Nunzio Angiola, il primo a ufficializzare la sua candidatura a sindaco con ben quattro liste; la Comunità Politica per Foggia; Antonio De Sabato con il suo ‘Progetto Concittadino’; Giuseppe Mainiero con ‘Resto a Foggia’. E ora Municipia, “associazione che vuole promuovere un’unità di altre associazioni per stabilire focus e selezionare le persone giuste”.

Ma l’intento di Salatto è scuotere i partiti: “Devono fare il loro dovere”. Li provoca e li stimola: “La mia proposta è aprire un dibattito e fare in modo che i partiti comincino a farci capire qualcosa”. Il fine si annida anche in alcune frasi: “Non oso immaginare, ancora una volta, delle liste e dei collegamenti opposti, cosa abbia a che fare il Movimento 5 Stelle con un partito di tradizione. Insomma, bisogna costruire una grande coalizione”. Ricambia il saluto di Mainero, “noto esponente di destra, poi anche trattato male, tutto sommato, dalla destra”.

Vuole “costruire” il primo cittadino perché “non può nascere come un fungo solo perché ha delle passioni o un desiderio”: “Il fungo che esce o per propria volontà o dalla 'carboneria' - avverte - noi di Municipia difficilmente lo accetteremo”.

Pubblico MunicipiaIl salotto di Municipia

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