San Giovanni Rotondo: si dimettono nove componenti del direttivo UdCap

Matteo Ciociola, Grazia Pia Latiano, Alessandro Turco, Antonio Pompilio, Giuseppe Cugino, Bartolomeo Canistro, Giuseppe Fini, Giuseppe Canistro e Gaetano Centra

Unione di Capitanata

Terremoto politico all'interno dell'Unione di Capitanata a San Giovanni Rotondo, dove nove componenti del direttivo, gruppo di maggioranza, hanno rassegnato le proprie dimissioni dal partito, complice anche la decisione dei vertici provinciali di revocare l'incarico all'assessore Matteo Ciociola, non tenendo conto del parere dei sei co-fondatori e dei tre componenti con incarichi provinciali dimissioniari

"Con la presente informiamo la segreteria provinciale e quella locale di prendere atto che i dissidenti, firmatari del documento pubblicato in rete il 25 giugno, forti della loro posizione di maggiorana nel partito e viste le decisioni imposte dai vertici provinciali, in accordo con lo stesso consigliere e comodamente accolte dal sindaco, rassegnano le proprie dimissioni dal partito. Tante sono le motivazioni che ci hanno indotti a fare questa scelta, prima tra tutte la nostra assoluta contrarietà al modo con cui è stato revocato l'incarico al nostro assessore Matteo Ciociola, che ha sempre goduto della stima, della fiducia e del rispetto di tutto il partito.

Allo stato attuale Ciociola resta il nostro riferimento politico più alto che il partito abbia mai avuto e lo ringraziamo per il lavoro svolto nel rispetto di tutte le regole partitiche e amministrative. Il suo cambio lo rende e ci rende vittime politiche di una demenziale logica partitica che è priva delle più elementari norme democratiche, cristiane e liberali.

La nomina del suo successore non è stata proposta, ma imposta sia dal consigliere che dai vertici, convinti che l'assessore non è il portavoce in diunta del partito, ma il segretario personale e quindi di fiducia del consigliere, giustificandosi in seguito con un verbale di indubbia provenienza, dal contenuto fantastico e che non è mai stato nè redatto e nè ratificato.

Noi gruppo di maggioranza, espressione della vera forza politica dell'UdCap, vista la logica con cui sono state prese le ultime decisioni "ringraziamo" i vertici provinciali per averci delucidato sulla vera natura politica dell'UdCap. Ci è stato fatto notare, con la lettera inviata al sindaco, che gli unici interlocutori e utilizzatori del simbolo sono il consigliere e il coordinatore, tutti gli altri, compresi sei fondatori e tre componenti con incarichi provinciali quali: "Rappresentante delle pari opportunità", "Coordinatore del movimento giovanile" e "componente del Comitato Provinciale", non hanno nessun diritto di rappresentanza politica dell' UdCap.

"Ringraziamo" i vertici provinciali e locali per averci fatto capire che la politica non è di tutti, ma è solo di chi occupa un seggio in Consiglio o una poltrona in una Segreteria e che i problemi non sono quelli che riguardano lo scenario drammatico del paese di San Giovanni Rotondo, ma come riuscire a mantenere una posizione in maggioranza per fare gli interessi di chi sta il più vicino possibile a chi occupa il seggio.

"Ringraziamo" il coordinatore locale che, ancora una volta, ha messo in mostra le sue "grandi doti politiche e umane" evidenziandole nella nota pubblicata a seguito del documento, quando non riconobbe i nomi e le firme dei membri dissidenti, forse perché furono gli stessi che, dopo qualche mese dalla sua nomina, chiesero le sue dimissioni, perché ritennero che il suo "talento" come coordinatore fosse "sprecato".

Un "ringraziamento" particolare va al consigliere che ha scambiato, più di una volta, la riunione del direttivo per attività didattica in una classe di scuola media, cercando di dare lezione a persone che nella circostanza lo hanno fatto passare da insegnante ad alunno. Il consigliere, forte del suo ruolo e convinto del suo superpotere, ha sempre cercato di evitare il confronto, la discussione e la successiva votazione su una qualsiasi scelta politica come si evince, soprattutto, per la nomina dell'assessore. L'assessore che ha imposto al gruppo, naturalmente dopo che già aveva preparato il terreno per il cambio, non gode della fiducia della ormai ex maggioranza ma solo della sua.

In conclusione, noi ex membri del direttivo non abbiamo mai chiesto la testa di qualcuno e non la chiederemo mai, abbiamo solo cercato che qualcuna di queste si aprisse con molta umiltà alle idee di democrazia, di partecipazione e di solidarietà. Ciò che abbiamo ricevuto in cambio non è stata una nostra sconfitta, ma l'ennesima sconfitta della politica che ancora una volta si macchia di personalismo e di totalitarismo.

Augurando buon lavoro a tutti, lasciamo al coordinatore l'arduo compito di coordinare se stesso, al consigliere di rappresentare un partito ai minimi termini (senza fondatori e senza elettori) e al neo assessore un " in bocca al lupo" per il suo nuovo lavoro di segretario particolare del consigliere".

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