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Si tessera al PD, ma per il segretario non vale: duro sfogo di De Santis

L’ex consigliere comunale Leonardo De Santis scrive ai simpatizzanti e agli iscritti del Partito Democratico in merito al “congelamento” della sua tessera fatta il 16 ottobre 2015

Leonardo De Santis, ex consigliere comunale e ora esponente dell’associazione Changes, prende carta e penna e si sfoga dopo aver ricevuto notizia del “congelamento” della sua tessera da parte del segretario cittadino Mariano Rauseo, così come comunicatogli dal referente del circolo.

LA LETTERA. Provo un leggero imbarazzo a scrivere a compagne e compagni che conosco e stimo, in larga parte ,da tempo immemore, avendo sempre vissuto un ambiente familiare e culturale ispirato ai valori del socialismo europeo. Forse qualcuno ricorderà le mie scelte politiche, con la mia militanza in un partito che voleva rifondare la sinistra italiana per portarla in quella europea (un progetto fallito al secondo congresso), oppure la mia recente esperienza da amministratore comunale del capoluogo, o ancora la mia convinta adesione al nuovo corso impresso dalla segreteria nazionale del Pd, che lo ha condotto all’interno del PSE. Avevo sentito parlare di un calo drammatico degli iscritti al Pd cittadino dopo la dura sconfitta delle comunali 2014; ma credevo si trattasse di una fandonia, di una voce malevola ed infondata.

IL FATTO. Ma quanto accaduto ieri mi costringe a ricredermi. Spiego perché. Il 16 ottobre dell’anno scorso mi sono recato nella sede del circolo del Pd cittadino, e ho pagato la quota per la tessera, ricevendo la relativa ricevuta. Ieri il referente del circolo mi chiama per comunicarmi testualmente che il segretario cittadino, Mariano Rauseo, ha “congelato” il mio tesseramento; oggi mi dice che per il 2015 si è provveduto solo al rinnovo di chi era già tesserato.

PERCHE’? Sui siti nazionali del PD non risulta alcuna decisione o orientamento di questo tipo, né credo ci siano ragioni ostative al mio tesseramento (o se vi fossero dovrebbero essere rese palesi). Penso si tratti solo di malcelata supponenza e di un uso personale dell’incarico di segretario (perché non mi risulta che la segreteria cittadina abbia affrontato l’argomento. Si sarà esaurito l’amalgama ideologico che per lunghi anni aveva consentito quel senso di appartenenza che ci faceva sentire i depositari di una laica idea condivisa; ma con simili episodi mi chiedo come si farà a motivare in un contesto culturale e persino antropologico nuovo, l’affiliazione al Pd di Capitanata?

LA DENUNCIA. Un partito che rifiuta senza giustificato motivo l’ingresso di nuovi iscritti, blindandosi in un clubbino esclusivo mi pare una contraddizione patente. Mi sembrava impossibile mettere la testa sotto la sabbia e non denunciare la gravità del problema. I circoli (ieri le sezioni) sono ancora luoghi di partecipazione politica a Foggia? Oppure ci si riunisce in cerchi magici, magari a cena? Oggi, grazie al vento nuovo che viene da Roma ci sono le condizioni per parlarne seriamente; la domanda che pongo agli iscritti è se si sentano rappresentati da questo segretario e da questi metodi. Io speriamo che me la cavo.

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