Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Mongelli e il centrosinistra "latitano", Longo: "Ecco come sciogliere il Consiglio comunale"

Il consigliere racconta i retroscena nei corridoi di Palazzo di Città. "E' da tempo che il Consiglio comunale si scioglie per mancanza di numero legale. Spettacolo indecoroso"

“L’indecoroso spettacolo offerto oggi dal sindaco Mongelli e dalla sua sgangherata maggioranza di centrosinistra testimonia, ancora una volta, l’impraticabilità istituzionale ed amministrativa del comune di Foggia: dove invece di produrre atti di governo con valenza esterna, ci si attarda su puerili giochetti da “Prima repubblica”, nel maldestro e malcelato tentativo di conservare, ancora per un po’, poltrona e potere, a dispetto di una città ormai in agonia a causa, soprattutto, della mala-gestione della cosa pubblica”.

E’ ancora una volta il consigliere Bruno Longo ad attaccare il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli e la sua maggioranza, mettendo la città a conoscenza di quanto accaduto nei corridoi di Palazzo di Città e che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale per mancanza di numero legale. “E ’accaduto, infatti, che mentre il sindaco, pur presente, si rinchiudeva nella sua stanza, e mentre i consiglieri di maggioranza di centrosinistra, pur presenti, si nascondevano nei corridoi e nell’ufficio di gabinetto, il consiglio comunale veniva sciolto per mancanza di numero legale”.

“E’ ormai da tempo che il consiglio comunale di Foggia si scioglie per mancanza di numero legale, non solo per argomenti di vitale importanza come l’approvazione del bilancio preventivo, ma anche su argomenti minori come accaduto lunedì scorso e nelle innumerevoli “sedute” precedenti, a testimonianza di una coalizione frantumata ed ormai inesistente. Lo dimostra – continua Longo in rappresentanza dell'intera opposizione - il fatto che la farsa inscenata oggi in Consiglio, consapevole di una maggioranza decimata e dispersa, serve al sindaco Mongelli per convocare la sessione di bilancio sul preventivo in seconda convocazione, che garantisce, com’è noto, la validità della seduta consiliare anche con quei pochi consiglieri di centrosinistra rimastogli, per così dire, fedeli”.

"La verità è che il governo cittadino targato Mongelli ha fallito in tutte le direzioni e che, con poco decoro (per aver sostenuto insieme alla struttura dirigenziale che i conti fossero a posto, a dispetto dell’evidente insolvenza debitoria e dei disservizi) rifugiandosi  nel “condono” del decreto detto “Salva-Enti”, ha trascinato la città, anche a causa di discutibili scelte operate (urbanistica, fallimento Amica-Dauniambiente, alienazioni, svendita  Amgas)  in condizioni ambientali esplosive, dove da un lato vi sono insostenibili tensioni sociali e dall’altro insostenibili pressioni fiscali con tasse e tariffe alle stelle, in un contesto socio-economico dove famiglie e tessuto economico sono già stremate da crisi globali, pilotate dai burocrati di Bruxelles, sicari dell’elitès  bancario-finanziaria mondiale".

"Evidentemente - conclude - è di questo che hanno paura maggioranza di centrosinistra ed il sindaco Mongelli: ovvero spiegare, nell’unica pubblica assemblea  aperta ai cittadini i motivi di un fallimento gestionale, che li vede costretti  nel  vicolo cieco dell’aumento spropositato di tasse e balzelli, senza la garanzia dell’erogazione dei servizi essenziali ad una città che, tra degrado ed  invivibilità, insicurezza sociale e servizi sociali inesistenti, illegalità, abusivismo ed indolenza amministrativa, rischia veramente di diventare una polveriera pronta ad esplodere".

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