Non c’è più tempo da perdere, per salvare l’Ataf e i lavoratori occorre unità

La Fit Cisl del segretario generale, Giuseppe Lo Muzio, lancia un appello ai politici di maggioranza e minoranza e ai rappresentanti dei partiti

Immagine di repertorio

Un obiettivo comune: la salvezza dell’Ataf e la stabilizzazione dei lavoratori. A chiederlo è la Fit Cisl, che rompe il silenzio e chiede alla politica di mettere da parte incomprensioni e campanilismi per risolvere una vertenza che da troppo tempo si trascina senza un barlume di speranza. Gli introiti della sosta a pagamento, scesi da 3 a 1,7 milioni di euro, il debito di 700mila euro che l’Ataf ha con un’agenzia interinale e i 260mila euro “bruciati” negli ultimi due mesi, sono solo alcuni numeri di una crisi che avrebbe bisogno di un clima sereno e di una comunione d’intenti per evitare il definitivo tracollo.

Giuseppe Lo Muzio, segretario generale della Fit Cisl: “A volte il silenzio è oro se si pensa di recare più danno che altro. Oggi, però, la Fit Cisl, a sostegno di una vertenza che non ha più limiti, non può più tacere. Le scaramucce di chi, convinto che il mischiare le carte in tavola confonda le idee e porti ad un risultato di visibilità, non giova più a nessuno, né tantomeno a quei  lavoratori che, appesi a un filo, attendono, con grande senso di responsabilità, che la questione volga al positivo. Quei lavoratori che negli ultimi 5 anni, hanno contribuito a risollevare le sorti dell’ATAF e oggi, loro malgrado e senza aver commesso alcun peccato, si vedono depauperati di un diritto fondamentale, quale il lavoro, e per di più diventano oggetto di scambio e di scaramucce inutili e sterili.

Si è perso tempo, negli ultimi due mesi, sono stati bruciati circa 260mila euro. Era necessario affrontare i temi del piano industriale, condividerli oppure proporre piani alternativi e dare seguito in tempi brevissimi e senza indugiare alle loro applicazioni: tutto ciò rischia di accompagnare l’ATAF ad una lenta decozione senza strada di ritorno. Non possiamo permettercerlo, e non dobbiamo permetterlo a nessuno.

Vanno enunciati alcuni numeri e dati per trasparenza di informazione: il Cotrap (Consorzio delle grandi aziende di trasporto su gomma) ha comunicato che non vorrà essere presente all’interno del terminal a causa dei costi che dovrà sopportare e FS, di contro, ha concesso gli spazi al Comune a condizione che all’interno del terminal con il vincolo che non vi fossero attività in concorrenza (bar, tabacchi,  etc…): oggi attività già svolte all’interno della stazione FS, tutto ciò mette a rischio i possibili introiti che lo stesso terminal si è pensato portasse al Comune e, quindi all’ATAF.

Dai vecchi tre milioni di euro, d’introiti della sosta a pagamento, nell’ultimo anno si è passati a 1 milione e 700mila euro. Non certamente per colpa dei lavoratori e/o della società, bensì per l’immobilismo e la mancata collaborazione  da parte del Comando di Polizia Municipale che in sinergia avrebbe dovuto operare in alcuni casi congiuntamente  agli ausiliari del traffico, in merito ai pass falsi e la sosta selvaggia fuori dalle linea blu, per la mancata autorizzazione a nuovi stalli, per permessi gratuiti, per i parcometri rotti,  etc etc. Non vanno dimenticati i 700 mila euro di debito che la società ha con la vecchia agenzia interinale, che ha gestito i lavoratori dei parcheggi, l’Etyca. Occorre un piano di rilancio al fine di riportare gli introiti accettabili cosi come nel passato.

Il piano industriale, del quale solo alcuni punti sono stati utilizzati, prevede una riqualificazione degli autisti e quelli part-time, in un anno, a seguito dei prossimi 16/17 collocamenti a riposo, dovrebbero passare a full-time, con conseguente recupero di risorse finanziarie dallo straordinario di circa 500 mila euro l’anno. Tutto ciò forse non basta per cui dobbiamo necessariamente individuare sistemi propedeutici a contenere dispendi e condurre la Società al massimo della produttività e competitività.

E’ preciso impegno di tutti, senza osteggiare vinti e vincitori, lavorare insieme, mettendo da parte vecchie ruggini e incomprensioni, per stimolare il Sindaco in prima istanza, al quale va dato atto di grande impegno, e tutti i soggetti interessati affinché si possa addivenire ad un unico risultato: la salvezza dell’ATAF e la stabilizzazione dei lavoratori ancora fuori dal ciclo produttivo. Si precisa che le diciotto unità non sarà la società ATAF ad assumerli, bensì una agenzia interinale, con contratti di somministrazione, che gestirà l’appalto della pulizia dei mezzi, depositi, parcheggi e biglietteria per 5 anni.

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La FIT-CISL, lancia un appello concreto e degno di una organizzazione sindacale che si ritiene tale: l’invito è rivolto a tutti i politici di maggioranza e di minoranza e  agli autorevoli presidenti dei partiti: mettiamo da parte le incomprensioni e campanilismi interni, sediamoci ad un tavolo, senza indugiare, per evitare la fine di un altro gioiello di famiglia, quale l’ATAF e i suoi lavoratori diretti e indiretti”.

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