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Economia

La Provincia 'taglia' i riscaldamenti, ora nelle scuole farà più freddo

La Provincia non riesce a pagare le bollette dell'ultimo bimestre. Termosifoni accesi soltanto tre ore al mattino, due al pomeriggio

Nella stagione dei tagli, degli scioperi e delle mobilitazioni studentesche, a complicare le cose in provincia di Foggia ci ha pensato la maggioranza governata da Antonio Pepe. Per carità, le difficoltà finanziarie di Palazzo Dogana si conoscono e sotto gli occhi di tutti, complice anche i tagli del Governo, ma la scelta di ridurre il riscaldamento nelle scuole che appartengono all’Ente provinciale, anziché tagliare le spese altrove, non è passata inosservata e ha indotto il capogruppo del Pd, Antonio Prencipe ad un’attenta riflessione sui disagi che questa decisione può provocare a migliaia di persone.

“Studenti, docenti e personale amministrativo con cappotti e sciarpe per evitare di battere i denti in aule e uffici freddi e con un occhio al meteo per sperare che ci sia il sole e non nevichi. Era proprio inevitabile?” afferma Prencipe – che aggiunge – “Tocca alla politica scegliere come realizzare i risparmi necessari a far quadrare i conti”.

Termosifoni accesi soltanto tre ore al mattino, la metà rispetto al massimo delle ore consentite prima. Due ore soltanto al pomeriggio. Questo perché la Provincia non riesce a pagare le bollette dell’ultimo bimestre. Ma il freddo, quello vero, sta per arrivare. Cosa succederà quindi?

“L’Amministrazione ha deciso di scaricare sulle già malmesse scuole la gran parte del peso della crisi finanziaria – conclude Antonio Prencipe – ancora una volta sfuggendo al confronto con il Consiglio e con i soggetti direttamente interessati, ai quali non resta che indossare cappotti e cappelli per ripararsi dall’assenza di idee e capacità dei loro amministratori”

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