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Giovedì, 18 Aprile 2024
Economia

L’assistenza odontoiatrica pubblica è ormai per pochi, penalizzati gli indigenti: “Misura discriminante”

Il punto del presidente dell’Albo degli Odontoiatri della Provincia di Foggia, Pasquale Pracella. A rischio la salute orale dei pugliesi: “Nella provincia di Foggia la peggiore applicazione della normativa”

L’assistenza odontoiatrica pubblica è aperta ad un numero sempre minore di pazienti, e ad essere penalizzati sono anche gli indigenti. Una situazione che mette in forte pericolo la salute orale dei pugliesi. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Albo degli Odontoiatri della Provincia di Foggia, Pasquale Pracella, che  ha inteso chiarire la sua posizione sul tema dell’accesso alle prestazioni odontoiatriche nel pubblico, che saranno riservate solo ad una ‘fetta’ di utenti, con reddito Isee inferiore a 8.263 euro.

“Questa decisione penalizzerebbe fortemente l’assistenza odontoiatrica pubblica per i pazienti indigenti. Si dice che fino a 8.263 di reddito Isee si garantirebbe detta assistenza, ma chi ha un reddito superiore non può avere accesso alla struttura pubblica. Tutto questo senza dare indicazioni precise ai vari uffici amministrativi periferici tanto è vero che a Lucera, e non solo, hanno chiuso le agende a tutti”, spiega Pracella.

“La visita, secondo i Lea va garantita a tutti, anche allo stesso direttore generale; poi se si devono fare delle prestazioni bisogna avere il reddito Isee inferiore a 8.263 euro. Ovviamente, nel mio ruolo di presidente degli Odontoiatri della Provincia di Foggia, avendo a cuore la salute orale dei cittadini, non posso accettare una situazione del genere. La cosa disarmante è che sembra che questa vicenda non interessi a nessuno”, continua.

“La peggiore applicazione, sul territorio nazionale, di questa normativa è in Puglia; e nella nostra Regione l’applicazione peggiore è nella Provincia di Foggia. Tengo a evidenziare che l’80% della popolazione non si reca negli studi privati e quando parlo dell’80% non mi riferisco solo agli studi odontoiatrici ma anche ai low cost, all’Albania, alla Croazia. Quindi una buona fetta della popolazione non può curarsi i denti”.

“E’ evidente che alla luce di questo teatro si va a rieditare una situazione già applicata nel 2018, sospesa nel 2023 e reintrodotta in questi giorni dalla Direzione strategica della Asl Fg, che nasce dalla legge Lorenzin sui Lea recepita in piena autonomia dalla Regione Puglia, e nella maniera peggiore in Italia e nella Provincia di Foggia. Quindi chi ha un reddito fino a 8.263 euro può avere solo la visita. C’è poi un aspetto anticostituzionale da tenere presente, riferito agli utenti che pagano la visita:  dopo aver versato la quota per il ticket successivamente, dopo che Asl ha incassato la somma per la visita, non si può dare assistenza per ulteriori prestazioni”.

“E’ urgente l’intervento dell’assessore al Walfare, del presidente Emiliano, dell’assessore al Bilancio, che ritengo, probabilmente, non siano a conoscenza di queste situazioni. La delibera di Giunta regionale, di recepimento della legge Lorenzin, non è andata in Commissione Sanità e la DGR stessa dice che deve andare in Commissione Sanità per avere un parere anche se non vincolante”, continua. “Una situazione perversa che si ripercuote sulla salute orale dei cittadini che non è solo salute orale ma è anche salute generale, considerato che in molti casi le patologie della bocca e dei denti possono compromettere gravidanze, diabetici, determinano disseminazione della infezione a partenza dalla bocca generando e aggravando cardiopatie”, conclude.

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