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Gli ospedali foggiani sono salvi, ce la fa anche Lucera. Ok San Severo e Cerignola

Gli Ospedali Riuniti di Foggia hub di secondo livello. Cerignola e San Severo restano di primo livello, Manfredonia di base. Lucera classificato di "area disagiata"

Tanto rumore per nulla direbbe qualcuno, che fatica sospirerebbe qualcun altro. Come nel gioco del nascondino, Emiliano prende la rincorsa e fa ‘salvi tutti’, proprio quando Lucera sembrava dovesse passare a miglior vita e San Severo e Cerignola retrocedere nella serie ‘B’ della rete ospedaliera. Così non è stato. E se non è stato così, lo si riconosca, è soprattutto perché i territori non hanno abbassato la guardia, sono scesi in piazza, hanno rivendicato il diritto alla salute uguale per tutti, sbattuto i pugni sul tavolo e spinto il governatore della Regione Puglia a promuovere le ragioni di una provincia complicata da un punto di vista morfologico.

Ed è in questo clima che ieri la Giunta regionale ha approvato lo schema di provvedimento per il riordino della rete ospedaliera pugliese, che in Capitanata prevede gli Ospedali Riuniti di Foggia hub di secondo livello, il Masselli Mascia e il Tatarella di Cerignola ospedali di primo livello e Manfredonia di base. Salvo anche il nosocomio di Lucera, classificato come di “area disagiata”. Nel provvedimento che verrà inviato al ministero della Salute, nessuno dei 13mila posti letto è stato tagliato. Si è trattato solo di ridistribuzione.

Sul piano regionale di riordino ospedaliero, non è passata inosservata l’esultanza di Emiliano per quella che lui stesso ha considerato come “la più grande procedura di consultazione che sia mai stata effettuata in Puglia”. Il presidente con delega alla Sanità ha evidenziato gli incontri avuti “con tutti i sindaci interessati alle questioni più complesse” e “con i soggetti della sanità pugliese: sindacati, associazioni, comitati”.

Abbiamo discusso e ridiscusso come si fa in una camera di consiglio di un processo molto complicato – mi permetterete questo paragone – tutti gli elementi a favore e contro, e devo dire che abbiamo fatto un lavoro di grande coscienza. Ovviamente potremmo aver commesso degli errori, come capita a tutti gli esseri umani, ma siamo certi di aver fatto il massimo che si poteva fare in questa fase. Fermo restando che questa non è una sentenza che passa in giudicato: se dovessimo riscontrare nell’applicazione di questo provvedimento delle cose che non vanno, il provvedimento può essere modificato” ha aggiunto e concluso Emiliano.

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