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Domenica, 29 Maggio 2022
Economia

Sanità in salita, Palese e Montanaro prendono tempo: troppa carne al fuoco e nessuna certezza sul futuro dei lavoratori

Premio emergenza Covid, prestazioni aggiuntive e processi di internalizzazione, reclutamento e stabilizzazione del personale sanitario: i temi affrontati oggi nell'incontro tra l'assessore alla Sanità, Rocco Palese, le organizzazioni sindacali e Vito Montanaro

Risposte per nulla confortanti e volti scuri: non sarebbe andato granchè bene, comunque sotto le aspettative delle organizzazioni sindacali, l’incontro di oggi con l’assessore regionale alla Sanità Rocco Palese e il direttore del dipartimento Promozione e Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, nel corso del quale sono stati dibattuti alcuni temi: il premio emergenza Covid, le prestazioni aggiuntive e i processi di internalizzazione, reclutamento e stabilizzazione del personale sanitario.

D'altronde, per quanto sul fronte vaccini anti-covid la Puglia abbia ottenuto importanti risultati, il sistema regionale sanitario sarebbe in difficoltà e avrebbe urgenza di recuperare tutte le prestazioni non erogate prima della pandemia e quelle sospese durante il periodo di emergenza sanitaria.

A tal proposito si andrebbe verso la sospensione dei limiti previsti per le prestazioni di lavoro straordinario e aggiuntive, nonostante la Fials, ad esempio, sin dal 2019, avesse proposto una serie di misure che vanno dall’aumento dell’importo della paga oraria per le prestazioni aggiuntive allineato al compenso previsto per il lavoro straordinario in regime di notturno e festivo, alle indennità per chi presta servizio nelle terapie intensive e sub intensive, fino all’estensione dell’indennità di rischio malattie al personale in servizio negli ospedali Covid, nei pronto soccorso e nel 118.

Questa mattina le parti hanno discusso anche del premio d'emergenza Covid, le cui richieste avrebbero superato l’importo di 35 milioni di euro, di cui 29 derivanti dai decreti Cura Italia e Rilancio e 6 di risorse regionali. Infatti, tra il personale individuato nella fascia minore di rischio D, avrebbero beneficiato della misura straordinaria anche lavoratori in smartworking o comunque mai esposti a rischio di contagio; mentre ai sanitari di Sanitaservice, la gratificazione per un totale di 5 milioni di euro, è stata estesa soltanto un anno e mezzo dopo. Per poter procedere all’erogazione del premio, il direttore del dipartimento di promozione salute e del benessere animale, Vito Montanaro, nel novembre dello scorso anno aveva chiesto di trasmettere l’elenco dei dipendenti direttamente ed effettivamente impegnati nell’emergenza sanitaria durante l’arco temporale tra 15 marzo ed il 15 maggio 2020, con specifica indicazione dei turni svolti da ciascuno e sulla base della suddivisione in 4 fasce, dalla A alla D. Sennonché, sono trascorsi altri quattro mesi, senza che i dipendenti abbiano percepito alcunché. Il 14 febbraio i lavoratori sono tornati a chiedere informazioni sul premio Covid. Lo hanno fatto inoltrando due comunicazioni, una al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al neo assessore alla Sanità, Rocco Palese, al vicepresidente, Raffaele Piemontese, al direttore del dipartimento promozione e salute, Vito Montanaro, al presidente della III commissione consiliare della Regione Puglia, Giuseppe Romano; l’altra alle organizzazioni sindacali.

Un altro nodo da sciogliere è quello che riguarda le assunzioni ferme al palo dei vincitori del concorso unico regionale. ll 22 febbraio Vito Montanaro aveva rivolto un invito ai direttori generali, ai quali aveva chiesto di sospendere ogni eventuale procedura propedeutica all’assunzione dei vincitori di concorso, anche quelle che erano già state avviate. Ai 556 vincitori del concorso degli infermieri della Regione Puglia – ad eccezione di 11 già assunti dalla Asl di Taranto - interesserebbe sapere l’esito del tavolo tecnico che si sarebbe svolto il 1° marzo alla presenza dei direttori amministrati e di area del personale delle Asl, durante il quale sarebbe stato costituito un tavolo tecnico che avrebbe il compito di definire le modalità operative di reclutamento dei vincitori del concorso a tempo pieno e indeterminato, molti dei quali, lo ricordiamo, erano a un passo dalla firma. Secondo Montanaro, così procedendo, ai vincitori verrebbe assicurata la maggiore coerenza possibile tra l’ordine di preferenza espresso in merito all’azienda sanitaria di assunzione e la sede di assegnazione loro prevista ad esito della procedura concorsuale. Si scongiurerebbe così la migrazione da una provincia all’altra della regione del personale già in servizio.

Per quanto invece riguarda i contratti a tempo determinato in scadenza, al momento la Regione Puglia non sarebbe nelle condizioni di prorogarli. Domenico Ficco della Fp Cgil Puglia, ha commentato così l'incontro odierno: “A fronte di una dura presa di posizione che come Cgil abbiamo tenuto relativamente alle tematiche della stabilizzazione e della proroga di tutti i contratti in essere per tutte le figure professionali, abbiamo ottenuto l’ennesima presa di tempo da parte del nuovo assessore. L’impegno ottenuto è nel prosieguo del dialogo e dei tavoli tematici su cui sono state inviate già le richieste di ricognizione definitiva alle Asl, sia in merito alla premialità Covid, sia in merito alle attività aggiuntive. Anche alla luce della importante sentenza del Consiglio di Stato che come Cgil abbiamo provveduto a diffondere tra le lavoratrici ed i lavoratori, vi chiedo di procedere con le istanze di stabilizzazione per tutti coloro i quali abbiano già maturato i requisiti, anche se ormai fuori dal servizio sanitario nazionale e di chiedere comunque alle Asl la proroga dei contratti in essere” tuona il sindacalista. “Senza una rapina risposta da parte della Regione valuteremo ulteriori forme di mobilitazione” aggiunge.

Sempre oggi, presso l'assessorato regionale al Lavoro, si è tenuto un sit-in organizzato da Filcams Cgil Puglia, Fisascat Cisl Puglia e Uiltucs Puglia, per manifestare contro le numerose criticità presenti nel bando mense ospedaliere. Contestualmente c'è stato l'incontro tra i/le rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, l'assessore al Lavoro Sebastiano Leo e il presidente del Comitato Sepac Task Force regionale Leo Caroli. “Lo scambio è stato franco e articolato e ha riguardato tutte le criticità di un bando che non garantirebbe il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e il miglioramento dei servizi per i pazienti dei nosocomi della nostra regione”. La segretaria regionale di Filcams Cgil Puglia, Barbara Neglia, ha ricordato come le caratteristiche tecniche del bando e le dotazioni economiche previste, sicuramente porteranno ad una perdita importante in termini di posizioni lavorative che già erano, in gran parte, precarie per numero di ore settimanali e retribuzione. L'obiettivo delle organizzazioni sindacali è la tutela di tutti i posti di lavoro e il miglioramento delle condizioni e della qualità del servizio. Per tali motivi, dopo l'odierno momento di confronto, Filcams Cgil Puglia, Fisascat Cisl Puglia e Uiltucs Puglia, chiederanno un incontro con l’assessore alla Sanità, Rocco Palese, che dovrà dare risposte concrete alle richieste dei sindacati che chiedono la salvaguardia dei posti di lavoro, del reddito, dei diritti e delle tutele in un settore, quello della sanità pubblica, fondamentale soprattutto in questo periodo storico. Questo è il momento di scelte politiche, concrete ed efficaci, sul futuro dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti/e in questa complicata vertenza”.

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