Centrale Enterra, nessun pericolo per i cittadini. L’impianto ha ripreso l’attività produttiva

Il GIP del Tribunale di Foggia ha disposto il dissequestro dell’impianto per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, limitando la misura cautelare alle sole due aree non interessate dall’attività produttiva

L'impianto di Rignano Scalo

Il GIP del Tribunale di Foggia ha disposto il dissequestro dell’impianto per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile di Foggia, limitando la misura cautelare alle sole due aree attualmente non interessate dall’attività produttiva. Al fine di un futuro utilizzo anche di tali aree, Enterra sta già lavorando in stretto spirito di collaborazione con le autorità, così come confermato dal legale di fiducia avvocato Daniela de Leo.

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Sigilli alla centrale a biomasse di Rignano Scalo

L’impianto è già ripartito. Nella giornata di ieri, i 23 dipendenti di Enterra hanno regolarmente ripreso le loro attività all’interno dello stabilimento, in piena sicurezza. La società, chiarita la sua posizione con la Magistratura, ha ottenuto in tempi brevissimi la possibilità di riprendere l’attività produttiva confermando che non vi è nessun pericolo per l’ambiente o per la salute dei cittadini. L’impianto, infatti, rispetta tutte le prescrizioni e la società Enterra si è avvalsa delle più importanti aziende europee specializzate nel campo della generazione dell’energia da fonti rinnovabili per realizzare un impianto innovativo che utilizza tecnologie testate di altissimo livello. Enterra ha tenuto conto di tutti gli aspetti di tipo ambientale che riguardano la progettazione e la costruzione di questa tipologia di impianti. Durante la fase autorizzativa, che ha condotto al rilascio dell’Autorizzazione Unica da parte della Regione, il progetto ha visto il coinvolgimento di circa 29 enti tra statali, provinciali, comunali, ivi compreso il Comune di Foggia, e regionali, tra cui ARPA Bari e ARPA Foggia. La centrale, che produce energia pulita a basso impatto sul territorio, è alimentata unicamente da sottoprodotti vegetali e valorizza quelle materie prime provenienti dall’agricoltura spesso smaltite con pratiche in contrasto con le direttive nazionali e comunitarie con grave danno per l’ambiente.

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